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Dopo la disfatta londinese, l’Inter può e deve guardare avanti

Il tracollo di Londra consegna spunti e verità: l’Inter, con una rosa ridotta all’osso dagli infortuni e la stanchezza dovuta a una stagione partita con largo anticipo rispetto alle altre, fa enorme fatica a gestire uomini e impegni.

Stramaccioni, con toni profetici e senza alcun accenno di ipocrita retorica, alla vigilia, aveva ammesso di tenere maggiormente a quel terzo posto in Campionato che vale un mezzo pass per l’Europa che conta. Certo che tutto si può rimproverare ai nerazzurri tranne lo scarso impegno in Europa League e la considerazione prestata ad una competizione da molti snobbata o ritenuta secondaria.

La squadra di Moratti ci ha provato, inutile negarlo, iniziando prima di tutti, profondendo impegno e sacrificio sui campi di mezza Europa, sputando sudore e fatica quando molti altri si regalavano sole, mare ed una bevanda fresca sotto l’ombrellone. Nonostante un destino beffardo la privasse in continuazione di uomini chiave, l’Inter è riuscita a raggiungere uno step che negli ultimi 10 anni altre squadre italiane non avevano neanche sfiorato: gli ottavi di finale.

Poco conta per i giudizi qualunquistici (da Bar dello Sport) che l’Inter abbia avuto la sfortuna di incontrare una delle formazioni più in palla di tutto il Continente, che debba convivere con la singolare coincidenza di affrontare squadre nel pieno del proprio splendore, che, nonostante abbia venduto praticamente tutti, sia ancora lì a combattere con le unghie e con i denti per centrare dei traguardi inaspettati.

Ai più interessa dissacrare, abbandonandosi ad un malcostume diffuso quando ci si ritrova dinanzi alla Beneamata. Dissacrare una società che, pur non sapendo rinnovare e rinnovarsi, ha portato in alto nel Mondo il nome dell’Italia; dissacrare un tecnico giovane, scaltro, preparato che quando si volta in panchina non può concedersi alternative quali Balotelli, Stankovic, Cruz, Materazzi o Cordoba ma ragazzini di primo pelo; dissacrare una squadra che ha il diritto di essere stanca e di sbagliare.

Quasi sicuramente l’Inter verrà eliminata dalla competizione, inutile negarlo, ma lo farà a testa alta, con la dignità che si riconosce a chi umilmente non si abbandona alla superbia e non snobba alcuna occasione. Forse non sarà un dramma né un danno: i nerazzurri sapranno dedicarsi maggiormente alle restanti mete da ottenere ed il mister potrà dedicarsi ad un progetto tattico stabile, duraturo, definitivo e centellinare meglio le risorse in vista di un finale di stagione che l’Inter non può e non deve sbagliare.

http://www.fabbricainter.com/2013/03/08/tottenham-inter-3-0-fuori-dallipocrisia/

This post was last modified on 9 Marzo 2013 - 02:54

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redazione