Mancanze+romane
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Poteva andare peggio. La quattro giorni capitolina è appena volta al termine per l’Inter e, provando a stendere un piccolo bilancio, ci si può ritenere piuttosto soddisfatti. Troppe le assenze, troppo limitate le presenze. Un punto in campionato che vale oro, tanto quanto il gol di ieri sera, che permette di guardare al non troppo imminente ritorno con una buona dose di fiducia.

Merito anche di Stramaccioni che, al netto di qualche discutibile alchimia tattica (mister, lasci giocare Obi in un ruolo adatto a lui ndr), è stato in grado di compattare un gruppo messo a dura prova dagli infortuni e dalle voci di mercato, tante in uscita, poche o insignificanti in entrata. La squadra ha ancora una volta faticato a fare gioco ma ha spento per buona parte delle due gare le luci delle giostre del Luna Park zemaniano, puntualmente in blackout dopo un’ora di gioco.

Difficile far meglio se solo in quattro hanno reso all’altezza del livello a cui l’Inter dovrebbe puntare, uno per reparto: Handanovic, Juan Jesus, Guarin e Palacio. L’estremo difensore nerazzurro ha potuto poco sui gol, ma si è esibito in due uscite basse (il teorico punto debole di un portiere vicino ai due metri di altezza) magistrali su Totti, capace di batterlo solo dal dischetto. Il difensore brasiliano è stato il migliore all’interno di un reparto in cui i pur sufficienti Ranocchia e Chivu non hanno fatto mancare qualche defaillance: JJ, degno rappresentante insieme a Marquinhos della nuova insolita generazione calcistica brasiliana tutta difesa e concretezza, rimediava e a tempo perso annullava in uno contro uno Lamela, il miglior fantasista di questa stagione. Considerare il “Guaro” nel novero dei centrocampisti è fin troppo riduttivo. In centottanta minuti è riuscito a calcare ogni zolla del prato dell’Olimpico e mostrare una gamma di assortimento tecnico rara. Ha fallito proprio in quella che dovrebbe essere la sua specialità, quel tiro troppo spesso più potente che preciso, ma ce lo facciamo bastare. “El Trenza” ha timbrato due volte il cartellino, come ogni calciatore nella fascia d’età 20-35 avrebbe comunque fatto contro la pornografica difesa romanista. A volte basta esserci.

Fatichiamo a credere che i dirigenti che hanno comprato a buon prezzo negli ultimi dodici mesi i quattro di cui sopra siano gli stessi che hanno buttato via soldi per Jonathan, Gargano, Rocchi, Silvestre e Alvaro Pereira (lui sì, sempre in discesa), esponendo la rosa nerazzurra a mancanze che una sessione di mercato invernale non può colmare. Intanto Stramaccioni e i suoi ragazzi sono comunque in corsa per tutti gli obiettivi di inizio stagione. Arrivederci Coppa Italia, ci vediamo fra tre mesi.

Giovanni Cassese

(Twitter: @vannicassese)

This post was last modified on 25 Gennaio 2013 - 20:05

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redazione