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Caldirola e Bardi, physique du role nerazzurro

Con il fair play finanziario ormai alle porte, investire nel settore giovanile sta diventando fondamentale anche per i grandi club. Tra questi, l’Inter è una delle poche società che non è stata presa alla sprovvista, dato che il lavoro sui giovani è sempre stato in questi anni una prerogativa per il club di corso Vittorio Emanuele. Due fulgidi esempi di quest’attenzione verso le giovani leve sono sicuramente Luca Caldirola e Francesco Bardi.

Caldirola (classe 1991) è un centrale difensivo con un futuro assicurato nel calcio che conta. Grande fisico (è alto quasi un metro e novanta, ndr), ha nel colpo di testa e nell’abilità in marcatura i suoi punti di forza. Dopo un anno in Olanda in prestito al Vitesse, la scorsa estate Luca è tornato alla Pinetina ed anche se non è riuscito a trovare spazio con i nerazzurri, ha fatto parlare bene di sè grazie alle ottime prestazioni con la Nazionale Under 21 di Ciro Ferrara, squadra in cui è titolare inamovibile.

Durante la prossima sessione di mercato è probabile che possa trasferirsi per trovare quella continuità indispensabile per continuare il suo processo di crescita. Come in questi giorni ha ribadito il suo agente Marco De Marchi, nulla è stato ancora deciso ma la sensazione è che possa passare al Cesena (società che ne detiene la metà del cartellino, ndr) con l’obiettivo di acquisire quell’esperienza necessaria per poi tornare all’Inter con un ruolo da protagonista.

Francesco Bardi (classe 1992) è invece il miglior prospetto italiano nel ruolo di portiere. Approdato a Milano a metà della scorsa stagione, in sei mesi è riuscito a conquistare tutto l’ambiente grazie alle sue enormi doti. Sicurezza tra i pali, grande reattività, Bardi è uno specialista nel parare i rigori (ben tre nel corso del vittorioso “Torneo di Viareggio” del febbraio scorso, ndr).

Quest’estate è passato in prestito al Livorno in serie B, conquistandosi la maglia da titolare sia in amaranto che nella Nazionale Under 21. Intervistato recentemente ha sottolineato con grande umiltà come debba ancora migliorare in tanti aspetti e soprattutto di non pensare ancora al futuro: “Ora penso a giocare con il Livorno. Ho diciannove anni e devo migliorare. Questa è l’età giusta. Julio Cesar è un grande portiere, un mio idolo. Spero un giorno di poter raggiungere i suoi livelli. Noi non abbiamo dubbi, l’erede del suo idolo Julio Cesar sarà proprio lui.

Gennaro De Stefano

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redazione