Verso+la+Supercoppa%3A+il+forfait+di+Stankovic+complica+i+piani+di+Gasperini
spaziointerit
/2011/08/05/verso-la-supercoppa-il-forfait-di-stankovic-complica-i-piani-di-gasperini/amp/

Verso la Supercoppa: il forfait di Stankovic complica i piani di Gasperini

Gian Piero Gasperini sa di non poter sbagliare domani. Una vittoria in Supercoppa può dare morale alla squadra e convincere i giocatori che la rivoluzione tecnico-tattica messa in atto sta dando i suoi frutti. Allo stesso tempo alzare il primo trofeo stagionale consentirebbe al nuovo allenatore di lavorare con la serenità necessaria per preparare al meglio l’inizio del campionato.

In quest’ottica, se nei giorni scorsi il 3-4-3 rappresentava la certezza per la partita contro il Milan, dopo l’infortunio di Dejan Stankovic la situazione potrebbe cambiare. Gasperini sta pensando a reparto per reparto: vuole capire quali sono gli uomini più in forma e adattare il modulo alle loro caratteristiche.

La difesa a tre è un progetto mai abbandonato e l’Inter delle prime uscite stagionali è partita sempre con questo schieramento difensivo. Non è da escludere, però, la classica linea a quattro con l’arretramento di capitan Zanetti sulla fascia destra e lo spostamento di Chivu sulla corsia opposta.

In mezzo al campo la situazione è molto complicata. Tra infortuni e indisponibilità, Gasperini può scegliere tra due opzioni: la prima prevede il rombo a centrocampo, con Wesley Sneijder ad agire dietro le due punte, Pazzini ed Eto’o; la seconda, attuabile in caso di difesa a tre, vedrebbe Thiago Motta e Obi in mediana, con Zanetti e Santon a spingere sulle fasce. Possibile anche il sacrificio di un attaccante per dare maggiore consistenza al centrocampo: a quel punto ci sarebbe il solo Sneijder a supportare Eto’o, con Pazzini in panchina.

In ogni caso non vanno dimenticate le capacità camaleontiche delle squadre di Gasperini che non si fossilizzano mai su un solo modulo. A ciò va aggiunta la duttilità di molti giocatori della rosa nerazzurra: a fare la differenza non sarà lo schieramento tattico ma l’equilibrio della squadra.

Giuseppe Opromolla