• Tim Cup Primavera: all’Inter non riesce l’impresa. La Lazio vince anche a <i>Interello</i> e vola in finale

    Tim Cup Primavera: all’Inter non riesce l’impresa. La Lazio vince anche a Interello e vola in finale

    Nella semifinale di ritorno della Tim Cup Primavera non riesce l’impresa all’Inter che al centro sportivo “Giacinto Facchetti” viene sconfitta dalla Lazio di Simone Inzaghi per 3-1. Mister Cerrone opta dal primo minuto per il 4-3-3 con il ritorno di Ivusic in porta, con Yao ed Eguelfi terzini di difesa e la coppia centrale difensiva formata da Paramatti e Pinton. A centrocampo Dabo, Palazzi ed Acampora mentre in attacco Camara a destra e Ventre a sinistra supportano Bonazzoli unica punta. L’inizio di partita è equilibrato con l’Inter che prova ad imporre il suo gioco contro una Lazio ordinata e ben disposta in campo. Il primo brivido della partita è al 15′ quando su cross di Camara, Bonazzoli non arriva per un soffio all’appuntamento con la deviazione vincente. La Lazio non sta a guardare ed un minuto dopo il destro di Lombardi sfiora il palo alla destra di Ivusic. Al 22′ è di eccellente fattura la conclusione di Camara dal limite ma il pallone termina di poco alto sopra la traversa. Al 33′ è ancora il guineano ad imperversare sulla destra ed a servire in area Bonazzoli che stavolta trova il giusto impatto con la palla ma il portiere della Lazio Guerrieri si supera sventando la minaccia. Il resto del primo tempo scorre via veloce e, senza recupero, l’arbitro Serra di Torino decreta la fine della prima frazione di gioco. Il secondo tempo si apre all’insegna dell’equilibrio che però al 54′ viene spezzata dai ragazzi di Simone Inzaghi: Lombardi a tu per tu con Ivusic lo supera con uno splendido pallonetto realizzando la rete del vantaggio. L’Inter prova a scuotersi ma manca anche un pizzico di fortuna ai nerazzurri quando al 61′ il neo entrato Baldini vede la sua conclusione deviata da Guerrieri sulla traversa. Cerrone inserisce anche Capello per Eguelfi e l’Inter inizia a prendere campo in maniera decisa. A metà della ripresa è nuovamente Bonazzoli a sfiorare in due occasioni la rete del pareggio. Al 79′ arriva però la definitiva doccia fredda per i nerazzurri con il destro di Minala che non lascia scampo ad Ivusic chiudendo virtualmente i giochi per la qualificazione alla finale. All’83′ il difensore laziale Pollace tocca il pallone di mano in area di rigore e l’arbitro Serra concede il penalty all’Inter: dal dischetto si presenta Capello, la sua conclusione è ribattuta dal portiere Guerrieri ma Bonazzoli è il più lesto ad avventarsi sulla palla e a realizzare la rete dell’1-2. I nerazzurri provano il forcing nel finale per evitare almeno la sconfitta ma la Lazio in contropiede è implacabile e all’88′ con Crecco realizza la rete del definitivo 1-3. Dopo cinque minuti di recupero termina la partita e a festeggiare sono i ragazzi di Inzaghi. Prossimo appuntamento per la Primavera interista sabato in campionato in casa del Cittadella.

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  • Altre dodici domande

    Altre dodici domande

    C’è qualcosa di cui andare fieri in questa terribile stagione: i tifosi. Storicamente intolleranti alle fin troppo frequenti delusioni, negli scorsi anni hanno gradualmente imparato a vincere, nel 2013 si sono adattati a resistere. Alle sconfitte, alla sfortuna, ai torti arbitrali, alla linea societaria che avevano il sapore della presa in giro. Loro stoicamente resistevano fino al momento in cui hanno deciso di chiedere spiegazioni con una delle contestazioni più civili che la storia del calcio ricordi: una lettera e dodici domande, esposte in forma di striscioni prima dell’ennesimo tracollo casalingo contro la Lazio. Noi approviamo e proviamo a fornire il nostro aiuto, integrando le loro richieste con altre dodici domande, rivolte a tutto l’organigramma societario interista. Partiamo dalla pianificazione estiva. Stramaccioni voleva basare il gioco nerazzurro sulla qualità e sulla rapidità che il 4-3-3 avrebbe garantito. Perché, una volta che si è deciso (giustamente) che il tecnico romano era meritevole di fiducia, non prendere giocatori adatti alle sue idee tattiche? Ci sta bene l’idea di ringiovanire la squadra. Quindi ci spiegate il motivo di partire dal rinnovo a cifre onerose di un ormai impresentabile Chivu? La fragilità del rumeno e degli altri sostituti ha costretto Ranocchia e Juan Jesus a stare in campo molto più di quanto la condizione fisica del primo e la giovane età del secondo avrebbero suggerito. Nel contesto di deriva generale non sarebbe stato meglio lasciare spazio a qualche giovane dalle modeste prospettive, anche a rischio di bruciarlo, piuttosto che rischiare di ridimensionare la coppia che dovrebbe costituire l’ossatura della retroguardia nerazzurra per un decennio? Perché non comprare un regista? Ci manca dai tempi di Pizarro, quando addirittura Mancini era costretto a defilare Veron in fascia. La straordinario talento di Maicon, che gli permetteva di fungere da regista occulto, ha colmato per qualche anno la lacuna. Ma, ora che del brasiliano abbiamo solo la brutta e tarchiata copia, chiedere al solo Kovacic di creare gioco è eccessivo e rischia di limitare l’unico vero fuoriclasse che abbiamo in rosa. Al talentino di Linz ci siamo arrivati cedendo Coutinho. Un sacrificio necessario, così ce l’avete presentato. Lo sarebbe stato se aveste evitato di regalare una cifra simile per comprare il quasi impalpabile Alvaro Pereira? Avete completato con i prestiti di Gargano e Silvestre una sessione estiva che altrimenti, col riscatto di Guarin e gli acquisti di Handanovic e Palacio, avrebbe potuto essere almeno sufficiente. Non avrete mica intenzione di riscattarli? Avevate tempo per porre rimedio alla nefandezze commesse quest’estate. Perché l’unico rinforzo in attacco è stato uno scarto trentacinquenne di una diretta concorrente? Perché dare all’Atalanta in beneficenza tre milioni e mezzo e la metà di Livaja per uno che non vale la metà di Garritano? Evidentemente c’è qualcosa che non va all’interno della società. Possibile che l’unico ad assumersi responsabilità davanti ai microfoni sia stato Stramaccioni? Chi decide? Chi è responsabile? Perchè non scegliere un unico uomo forte in società invece di assegnare svariate cariche col Cencelli? C’è un calciatore che tristemente rappresenta al meglio la stagione nerazzurra: Joel Obi. Depositario di corpose speranze a inizio anno, scomparso nel vortice degli infortuni dopo averci illuso per qualche settimana. Che fine ha fatto Obi? Preparatore atletico, medici, fisioterapisti: qualcuno dovrà rispondere di tutti gli infortuni che hanno martoriato l’annata interista. Perché non sono mai stati rispettati i tempi di recupero? Non cerchiamo colpe, solo responsabilità. Tifare non può essere solo resistere.   Giovanni Cassese (Twitter: @vannicassese)

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  • Juan Jesus: “Spero che l’anno prossimo vada in modo diverso. Niente Europa? Dispiace perchè…”

    Juan Jesus: “Spero che l’anno prossimo vada in modo diverso. Niente Europa? Dispiace perchè…”

    Nonostante le tre reti subite contro la Lazio (ormai 52 in tutto il campionato), Juan Jesus si è reso protagonista di una prova sufficiente. Il centrale brasiliano, intervenuto ai microfoni di Inter Channel, ha comunque elogiato la prestazione dei suoi compagni che, senza quello sfortunato errore dal dischetto di Alvarez, avrebbero potuto ottenere un risultato diverso: “Purtroppo oggi è andata così, ma ho fiducia in me e nei miei compagni perché ci abbiamo provato. Mi dispiace per Ricky che è scivolato, ma spero che il prossimo anno sia diverso“. La prossima partita, la penultima del campionato, vedrà i nerazzurri impegnati fuori casa contro il Genoa, gara in cui il numero 40 interista non ci sarà a causa del cartellino rimediato ieri sera che gli costerà un turno di squalifica: “Domenica sarà difficile perché non ci saremo nemmeno io e Pereira, ma il mister metterà in campo una grande squadra e giocherà chi può fare bene”. L’emergenza infortuni che ha colpito l’Inter in questo finale di stagione sta dando una grande possibilità a diversi giovani della Primavera, ormai presenti stabilmente in prima squadra: “E’ importante per Pasa e Benassi fare esperienza – ha continuato il 21enne di Belo Horizonte – hanno una grande carriera davanti e faccio un grande in bocca al lupo a loro”. I nerazzurri non disputeranno nessuna competizione europea l’anno prossimo: “Siamo l’Inter… e ovviamente dispiace. Avevamo iniziato la stagione con l’Europa League. Peccato”. In chiusura Juan Jesus ha voluto rivolgere un pensiero a Jonathan, uscito alla mezz’ora del primo tempo a causa di un infortunio subito alla spalla: “L’ho chiamato, sta bene. Vedremo come andrà nei prossimi giorni”.

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  • VIDEO – Pasa: “Grazie a Strama per le occasioni che mi sta dando. Visti gli infortuni, a Genova…”

    VIDEO – Pasa: “Grazie a Strama per le occasioni che mi sta dando. Visti gli infortuni, a Genova…”

    L’Inter perde per la terza volta consecutiva e dice definitivamente addio anche all’Europa League. Una Lazio cinica si impone 3-1 a San Siro e condanna i nerazzurri alla quindicesima sconfitta in campionato, una in meno del quasi retrocesso Palermo. Anche contro i biancocelesti non si è placata la maledizione infortuni che ha colpito Jonathan, costretto ad uscire dal campo al 31’ del primo tempo a causa di un problema alla spalla e dopo sette minuti della ripresa Ranocchia, già in dubbio alla vigilia, costretto anche lui ad abbandonare il terreno di gioco. Al loro posto hanno trovato spazio due giovanissimi, entrambi classe 1994, vale a dire Benassi e Pasa che, in questa situazione di totale emergenza, stanno collezionando sempre più minuti in prima squadra. Proprio il difensore centrale, Simone Pasa, ai microfoni di Inter Channel a fine match, ha ringraziato Stramaccioni e si è mostrato felice per la prestazione personale che ha offerto contro attaccanti di livello mondiale come quelli biancocelesti: “E’ stata una serata sfortunata, tutta la stagione è stata così. Noi giovani dobbiamo ringraziare il mister, Benassi addirittura questa sera ha giocato da terzino, un ruolo non suo, mentre io contro Klose ed Hernanes ho fatto bene”. Il giovane di Montebelluna sta vivendo questa esperienza in prima squadra come un vero sogno, consapevole di dover apprendere quanto più possibile da giocatori di grandissima esperienza: “Chivu e i più grandi mi aiutano sempre, in allenamento specialmente“. L’emergenza in casa Inter continuerà anche nella prossima partita contro il Genoa dove mancheranno per squalifica sia Pereira che Juan Jesus: “Vedremo se a Genova giocherò io. Vista l’emergenza potrebbe toccare nuovamente a me“. _________________________________ Di seguito il video dell’intervista rilasciata in mixed zone:

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  • Inter-Lazio, la lavagna tattica

    Inter-Lazio, la lavagna tattica

    Terza battuta d’arresto consecutiva e quinta sconfitta nelle ultime sei partite per un’Inter sempre più in caduta libera. Persino il “Meazza”, fino a qualche stagione fa fortino inespugnabile, è diventato terreno fertile di conquista per le scorribande di qualsivoglia compagine avversaria. L’accanimento della malasorte non conosce soste e non concede tregua ad un sempre più incredulo Stramaccioni che si vede costantemente costretto ad inventare una formazione degna di questo nome. Il tecnico romano, in corso d’opera, deve rinunciare anche a Jonathan, sostituito dal giovane Benassi, e a Ranocchia, rimpiazzato da Pasa. Dover rimpiangere anche la presenza in campo dell’esterno basso brasiliano dà la dimensione della disperazione di una squadra che sempre più frequentemente si vede composta da 11 effettivi che non hanno mai giocato insieme. A fare da cornice ad una gara che assumerà contorni tanto inspiegabili da sembrare metafisici le recriminazioni e le lamentele scenografiche di una Curva Nord che chiede il conto alla società nerazzurra ed al Presidente Moratti. Nel dubbio se sia meglio farsi delle domande o darsi delle risposte, l’Inter romanticamente e stoicamente mette in campo un grande cuore che, però, in questo momento, non pulsa allo stesso ritmo del fato. L’ANALISI TATTICA COSA HA FUNZIONATO – Nell’ennesima serata nera per gli uomini di Stramaccioni, ad emergere è stato il senso di orgoglio e dignità che ha spinto in avanti i nerazzurri fino all’ultimo respiro fino a meritare gli applausi che parte del pubblico ha voluto tributare loro. Un attaccamento alla maglia ed ai colori commovente, quasi dai risvolti romantici che allegoricamente potrebbe paragonarsi all’attaccamento alla vita di un innocente condannato a morte. L’Inter, nonostante i numeri avversi ed un passivo pesante, ha creato occasioni in quantità industriale. Buono l’impatto sulla gara di Fredy Guarin a cui evidentemente la sosta forzata ha restituito brillantezza, ritmo, passo e vigore. Conferma in positivo per il gioiellino croato Mateo Kovacic che, seppur predicando spesso nel deserto, è un diamante prezioso destinato a brillare a lungo e ad illuminare il futuro nerazzurro. Da elogiare anche le prestazioni dei giovani della Primavera lanciati nella mischia in un momento difficile, delicato e complicato in cui le sorti delle partite e della squadra sembrano sempre tristemente già segnati. Il fatto che l’Inter difficilmente possa toccare un punto più basso e che il destino dovrà restituire qualcosa con gli interessi alle sorti interiste, fa sperare in una risalita repentina e rigenerante. COSA NON HA FUNZIONATO – Se a defezioni, cattiva sorte ed insicurezza dovuta ad una penuria di soluzioni si aggiungono errori in serie, sia in fase difensiva che in fase conclusiva, ci si espone ad una forma di suicidio e di autolesionismo masochista. Davvero clamorose ed al limite del paranormale le occasioni in serie sciupate in maniera quasi fantozziana dall’Inter che hanno portato una Lazio ordinaria, quadrata, ma non trascendentale, a conquistare il massimo risultato con il minimo sforzo. Se ai biancocelesti di Petkovic va riconosciuto il merito di essere stati di più con la testa nel match e di aver saputo attendere il momento giusto per smascherare le croniche fragilità interiste, ai nerazzurri va imputata l’aggravante di subire reti con una facilità disarmante. Le dinamiche legate alle prime due marcature laziali smascherano degli errori concettuali, individuali e di reparto, da matita blu che hanno portato ad incrementare in negativo il saldo dei gol subiti con proporzioni e numeri da bassa classifica. Per contro si registra una tendenza psicologica ed emotiva, più che legata ad un deficit tecnico o ad un atteggiamento superficiale, a mancare ghiotte occasioni da rete da realizzare anche soltanto con un semplice soffio sulla palla.

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  • Strama: “Schelotto fuori per scelta tecnica. I ragazzi hanno dato tutto e i tifosi…”

    Strama: “Schelotto fuori per scelta tecnica. I ragazzi hanno dato tutto e i tifosi…”

    Dopo la sconfitta rimediata in casa per 3-1 contro la Lazio a San Siro nel turno infrasettimanale valido per la 36^ giornata della Serie A Tim, Andrea Stramaccioni si è presentato in conferenza stampa dai giornalisti piuttosto abbacchiato. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro. Nel pre-partita aveva detto: “Chi non ci crede, resta fuori“. Poi ha preferito i ragazzi della Primavera a Schelotto, è un segnale?  “No non c’entra niente. Avevo bisogno di altri ruoli ed Ezequiel non può fare né il difensore centrale né il trequartista. Benassi l’anno scorso con la Primavera aveva fatto qualche volta il terzino, anche se farlo in Serie A non è la stessa cosa. Ho solo fatto scelte tattiche diverse“. Ha sempre difeso i suoi giocatori. Non crede che i giocatori si siano sentiti poco responsabilizzati con questa emergenza? “Penso che stasera, chiunque fosse a San Siro, non possa dire che i quattordici ragazzi scesi in campo con la maglia dell’Inter non abbiano dato l’anima. Gli applausi di tutto lo stadio ad una squadra che perde 3-1 sono la dimostrazione del fatto che la gente abbia apprezzato l’impegno”. Prova un certo imbarazzo a commentare un’altra sconfitta? “Imbarazzo non è la parola giusta. C’è grande rammarico perché abbiamo perso tante partite, ma questa contro la Lazio è l’emblema di quanto accaduto negli ultimi mesi. Il primo gol ce lo siamo fatti da soli, l’altro è stato un rigore e su quello di Ricky penso che ci sia la fotografia di quanto successo. Ogni volta che i miei ragazzi daranno il 101% li difenderò sempre”. Ha detto qualcosa ad Alvarez per incoraggiarlo? “Si, che anche ad altri campioni è già successo. Si è calciato la palla addosso scivolando perché gli è ceduta la zolla sotto il piede d’appoggio”.   Adesso l’obiettivo è quello di finire senza più sconfitte. Può recuperare qualche infortunato? “Abbiamo perso anche Juan e Pereira per squalifica ed erano gli unici sani. Ranocchia non è più il caso di forzarlo, mentre Chivu dovrebbe recuperare anche perché il suo è un problema di tipo traumatico. Avendo perso sia Jonathan che Zanetti avrò bisogno di qualcuno a destra, visto che anche Mbaye è infortunato”. Quanto la rende orgoglioso la prestazione della squadra? “Ho fatto i complimenti a tutti i ragazzi, soprattutto ai giovani perché giocare a San Siro non è facile. Hanno capito che è importante dare tutto per questa maglia. Abbiamo molta rabbia dentro, ma ormai la potremo mettere in campo a partire dall’anno prossimo per raggiungere certi obiettivi”. Cosa pensa degli striscioni della curva? “Non ho nulla da dire, li capisco. È stata una contestazione civile, mi metto nei loro panni e li capisco benissimo. Li apprezzo perché comunque hanno applaudito la squadra. Vi do per certo che il Presidente sta lavorando per riportare l’Inter ai risultati che merita”.

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  • Garritano: “So di dover migliorare tanto, soprattutto fisicamente. Noi diamo sempre il massimo, ma…”

    Garritano: “So di dover migliorare tanto, soprattutto fisicamente. Noi diamo sempre il massimo, ma…”

    “Peccato per quella parata di Marchetti alla fine, se la palla fosse entrata sarebbe stata una bella emozione“. Parole di Luca Garritano, attaccante della Primavera dell’Inter che, anche grazie ai continui infortuni che hanno dimezzato la rosa a disposizione di Stramaccioni, sta trovando costantemente spazio in prima squadra. “Stanotte sicuramente la sognerò – ha continuato il numero 61 interista riferendosi all’azione che lo ha visto protagonista nel finale di partita con la Lazio – poi però bisogna andare avanti senza pensarci troppo. Ho tirato a occhi chiusi e ho sperato che entrasse“. Il giovane calciatore calabrese, classe 1994, intervistato da Inter Channel, ha commentato anche il difficile periodo che i nerazzurri stanno vivendo in questo finale di stagione: “Noi giochiamo sempre per dare il massimo e proviamo a rispondere bene. Però è una situazione di emergenza, tanto sfortunata per i giocatori della prima squadra”. Diciannove anni compiuti lo scorso mese di febbraio e tanta strada da fare per conquistare definitivamente, in un futuro non troppo lontano, la maglia dell’Inter: “Devo migliorare fisicamente prima che tatticamente e tecnicamente. Poi è ovvio che bisogna sempre migliorare in tutto” ha concluso Garritano.  

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  • Cambiasso: “Non abbiamo mai mollato, ma non mi piace parlare di sfortuna. Il prossimo anno…”

    Cambiasso: “Non abbiamo mai mollato, ma non mi piace parlare di sfortuna. Il prossimo anno…”

    “Dispiace per la sconfitta, è dura perchè i risultati continuano a essere negativi. Ma oggi, come squadra, ho visto un’Inter che non ha mollato un centimetro e la gente ha capito e ha ripagato gli sforzi con gli applausi alla fine. Noi vorremmo altri applausi, però è importante vedere una squadra che ha lottato dopo tutto quello che è capitato. Stai male per tutto quello che è successo, ma almeno hai combattuto e cercato di ribaltare la situazione“, così Esteban Cambiasso al termine di Inter-Lazio. “Non mi piace parlare di sfortuna nemmeno quando c’è – prosegue il ‘Cuchu’ -. Le cose succedono perchè qualcosa non si è fatto bene. Non può essere solo sfortuna. Saremo senza Europa? Sarà qualcosa di nuovo, negativo per noi e per la società. Ma se non ci siamo, significa che non la meritiamo. C’è stato qualcuno che ha fatto meglio di noi e che ha meritato di più. Dovremo impegnarci il prossimo anno, nelle gare di campionato e di Coppa Italia, per tornare fare quello che abbiamo fatto negli ultimi anni. Le prossime gare? Lo spirito con il quale l’Inter deve affrontare le partite deve essere di assoluta concentrazione. Questa è l’Inter e in questo non si deve scherzare. Deve essere così anche nelle amichevoli, per l’onore dei giocatori in campo e della società. Trentotto giornate ti mettono dove meriti, raccogli quello che hai meritato“.   Fonte: inter.it

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  • Moratti: “Quest’anno va così, pensiamo a ricostruire. La contestazione della Curva…”

    Moratti: “Quest’anno va così, pensiamo a ricostruire. La contestazione della Curva…”

    All’uscita dello stadio “Meazza”, il presidente Massimo Moratti ha commentato la sconfitta rimediata dall’Inter contro la Lazio. Ecco le sue parole, riportate da inter.it: Una serata difficile, specchio della stagione? “Non è una bella cosa che sia lo specchio della stagione, perché vuol dire che è una stagione brutta… Già partivamo abbastanza messi male stasera, da un punto di vista della formazione, con pochi giocatori, poi ci ha pensato subito qualcuno a farsi male immediatamente. Però devo dire che la partita è stata condotta bene, ma quest’anno è così, lo prendiamo così, pensiamo a ricostruire”. I tifosi le hanno fatto delle domande, si sente di rispondere alle loro domande? “Ho trovato molto civile questa cosa, faccio il tifoso anch’io, ho dato ragione alle domande che hanno rivolto. Certe risposte sinceramente non so come darle, però per il resto anch’io penso la stessa cosa, che bisogna avere più forza da un punto di vista societario e dei giocatori, anche se con tutti questi infortunati non è semplice. Si è spietati quando si parla, si pensa male, ma buoni quando si pensa bene, bisogna avere un grande equilibrio per il futuro”. Cosa si aspettano i tifosi? “Già stasera hanno dimostrato di avere la fiducia necessaria, se ti fanno una domanda vuol dire che hanno fiducia che una risposta ti venga data, quindi starà a me dare una risposta coi fatti, le parole sono poco importanti”.

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  • Inter-Lazio 1-3, le pagelle

    Inter-Lazio 1-3, le pagelle

    Handanovic 5 – Altra grave incertezza in uscita che costa lo 0-1; non si riscatta sul rigore di Hernanes ed è incolpevole sulla sventola di Onazi. Jonathan 6.5 – Una mezz’ora confortante prima di uscire infortunato. dal 30′ Benassi 6.5 – Interpreta bene il ruolo di terzino; una bella chiusura in diagonale su Floccari e qualche buona palla scodellata in fase offensiva. Ranocchia 5 – Graziato da Bergonzi che non lo espelle in occasione del rigore ma non dalla maledizione nerazzurra; fuori per infortunio anche lui a mezz’ora dalla fine. dal 52′ Pasa 6 – Dopo qualche apparizione a centrocampo torna in difesa: se la cava abbastanza bene vista la situazione della squadra. Juan Jesus 6 – Controlla bene un Klose sedato dopo il pokerissimo di domenica scorsa; una sola sbavatura che gli costa un giallo che gli farà saltare il Genoa. Pereira 6 – Spinge molto e trova il quinto assist stagionale; difensivamente soffre un ispirato Candreva. Kuzmanovic 5 – Attualmente non è né carne né pesce. In condizioni normali non giocherebbe titolare. Cambiasso 6.5 – Va due volte vicino al gol ed onora la fascia lasciatagli in eredità da Zanetti giocando una partita gagliarda. dal 79′ Garritano 6 – Pochi minuti in cui trova il tempo di andare al tiro respinto da un super Marchetti. Kovacic 7 – Primo tempo sontuoso; l’azione personale con cui manda al tiro Rocchi rischia di far venir giù i pochi spettatori presenti a San Siro; illuminante ed esaltante. Il calo negli ultimi venti minuti non gli toglie la palma di migliore in campo. Guarin 6 – Tanta corsa e poca precisione. Tanta grinta e poca intelligenza calcistica. Bravo a procurarsi il rigore. Alvarez 6.5 – L’errore grossolano dal dischetto macchia solo in parte la sua ottima prestazione. Oltre al gol diverse le iniziative interessanti e costante la sua presenza nella manovra offensiva. Rocchi 5 – Una sola chance in cui colpisce Marchetti e il velo che porta al tiro Cambiasso. Scompare nella ripresa. All. Stramaccioni 6 – La legge di Murphy ha trovato un nuovo corollario in questa stagione dell’Inter. Gara ben preparata, tante le occasioni da gol, tantissimi gli episodi sfortunati.

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