• Sky Sport 24: Campagnaro disponibile per la gara di EL. Queste le condizioni di Osvaldo e Jonathan

    Sky Sport 24: Campagnaro disponibile per la gara di EL. Queste le condizioni di Osvaldo e Jonathan

    Massimiliano Nebuloni di Sky Sport 24 collegato dalla Pinetina ha parlato delle condizioni degli infortunati Campagnaro e Osvaldo. Il primo potrebbe finalmente tornare in Europa League giovedì sera dopo un mese di stop. L’argentino sembra pronto per acquisire minutaggio e per riguadagnarsi il posto in difesa contro il St. Etienne. Osvaldo invece tornerà per la partita con il Verona. L’attaccante sta provando a stringere i tempi ma gli stiramenti possono causare ricadute, quindi si procede con cautela. Ancora nessuna traccia di Jonathan sui campi di calcio, neanche in EL sarà disponibile ed è mistero sul preciso rientro. Due assenze importanti invece per il Saint Etienne in vista della partita contro l’Inter, Erdinç e Clerc non ce la faranno.  

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  • Puscas, perchè no?

    Puscas, perchè no?

    Se nel nome ci fosse stata una “K” al posto della “C” forse avremmo già azzardato paragoni pesanti con uno dei calciatori più forti di tutti i tempi: Ferenc Puskàs. Ma, sempre restando con i piedi per terra, si possono solo spendere parole d’elogio per George Puscas. Il rumeno classe ’96, alto 1.84, è una prima punta che all’occorrenza può giocare anche alle spalle di un finalizzatore; abile a tenere palla e a girarsi, è dotato di una buona velocità, di un’ottima fisicità e di un gran tiro dalla distanza. Il baby fenomeno aveva già fatto ben sperare quando l’anno scorso, prelevato dal Liberty Oradea (squadra che milita nella serie cadetta del campionato rumeno) per 600mila euro, era andato a segno 8 volte nelle 19 presenze in campionato primavera e 3 volte nelle 5 presenze in coppa. Quest’anno, dopo l’incredibile esordio contro il Lanciano in cui è andato a rete per 5 volte, sta dimostrando continuità e doti da vero leader che l’hanno portato a quota 13 gol in appena 5 presenze. La tripletta di ieri contro i cugini del Milan ha fatto sognare non solo i tifosi, ma anche Thohir che era presente in tribuna. Con Osvaldo fermo ai box e un Palacio non al top della forma, Mazzarri potrebbe farci un pensierino e regalare la gioia dell’esordio al numero 9 allenato da Stefano Vecchi. Alessio Micalizzi

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  • IL PEGGIORE – Fantasma Icardi. Le doti ci sono, manca tutto il resto

    IL PEGGIORE – Fantasma Icardi. Le doti ci sono, manca tutto il resto

    Quella contro il Napoli sicuramente non è stata la migliore partita di Mauro Icardi, il cui tabellino in campionato per ora parla solo grazie alla goleada contro il Sassuolo. Sempre, o quasi, fuori dal gioco. Il fisico non gli manca e la qualità nel gioco aereo neanche (vedi assist di testa per Guarin) ma è troppo spesso avulso dal gioco. Negli ultimi trenta metri quando la squadra ha bisogno dell’apporto di un centravanti rimane troppo statico tra i difensori avversari, finendo molte volte schiacciato da questi ultimi. Data l’assenza di Osvaldo e la tendenza di Palacio nello svariare su tutto il fronte offensivo, il gioco dell’Inter necessita di una vera prima punta che sappia far salire la squadra o scattare alle spalle dei difensori avversari a seconda della situazione. Movimenti che l’argentino non fa o fa poco. Un fantasma, per poi svegliarsi all’improvviso con importanti movimenti che dimostra, quindi, di possedere nel suo bagaglio personale, come accaduto nel primo tempo quando solo davanti a Rafael non riesce a spingere il pallone in porta. L’impressione è che a Maurito manchi ancora molta “scuola” da centravanti, a Mazzarri l’arduo compito di formarlo per la definitiva consacrazione. Il gol è sempre stato tra le sue caratteristiche, ma da lui ci si aspetta molto di più, con la speranza che il fantasma visto ultimamente si trasformi in un attaccante completo. L’età è dalla sua parte, c’è tempo per imparare, ma ora più che mai l’Inter ha bisogno di lui e dei suoi movimenti. L’Inter ha bisogno del nuovo Mauro Icardi.  

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  • Rolando vuole tornare all’Inter. Ecco la sua decisione

    Rolando vuole tornare all’Inter. Ecco la sua decisione

    A due mesi dall’inizio della sessione invernale di calciomercato, l’Inter si muove sul fronte difesa. Il nome “nuovo” è quello di Rolando, difensore classe ’85 attualmente aggregato alla squadra B del Porto, che ha già militato per due stagioni in Italia: due anni fa al Napoli (solo 7 presenze, nessun gol) e l’anno scorso proprio in forza all’Inter. Si tratterebbe dunque non solo di un ritorno in nerazzurro, ma anche di un ritorno alla corte di Mazzarri che l’ha allenato in entrambe le sue esperienze italiane. Secondo quanto riporta “Sportmediaset.it” il difensore naturalizzato portoghese sarebbe disposto ad una riduzione dell’ingaggio pur di approdare nuovamente all’Inter. Alessio Micalizzi

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  • Ecco l’arbitro che dirigerà Inter-Saint-Etienne

    Ecco l’arbitro che dirigerà Inter-Saint-Etienne

    Sarà l’inglese Anthony Taylor l’arbitro di Inter-Saint-Étienne, gara valida per il Matchday 3 della Uefa Europa League 2014/2015 in programma giovedì 23 ottobre allo stadio “Giuseppe Meazza” (ore 21.05). Il direttore di gara, 36enne e internazionale dal 2013, avrà come assistenti Michael Mullarkey e Gary Beswick . Il quarto uomo sarà Simon Peter Bennett. Assistenti addizionali Craig Pawson e Jonathan Moss. Fonte: inter.it

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  • Allenamento mattutino, lavoro defaticante per chi ha giocato ieri e partitella per gli altri

    Allenamento mattutino, lavoro defaticante per chi ha giocato ieri e partitella per gli altri

    All’indomani della sfida con il Napoli, i ragazzi di Walter Mazzarri sono tornati subito in campo per preparare la sfida casalinga che li attende giovedì contro il Saint Etienne in Europa League. La squadra, che ha lavorato nella mattinata, è stata divisa in due gruppi: i giocatori in campo ieri sera al “Meazza” hanno svolto un lavoro defaticante. Tutti gli altri, invece, hanno effettuato una partitella a campo ridotto. Fonte e foto. inter.it

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  • Cori contro i napoletani. Possibile multa in arrivo

    Cori contro i napoletani. Possibile multa in arrivo

    Pochi minuti di gioco e dalla Curva Nord partono i consueti cori di discriminazione territoriali nei confronti dei tifosi napoletani. Cori che sono stati ripetuti nonostante l’appello fatto dagli altoparlanti dello stadio. Da quest’anno le norme su tali cori sono state modificate eliminando la possibilità di chiudere i settori interessati ma prevedendo solo delle ammende. Possibile che la società nerazzurra possa essere multata. Vedremo le decisioni del Giudice Sportivo.

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  • Thohir: “Progetto spalmato in 2-3 anni. La Champions il nostro obiettivo”. Moratti: “Thohir persona molto seria”

    Thohir: “Progetto spalmato in 2-3 anni. La Champions il nostro obiettivo”. Moratti: “Thohir persona molto seria”

    Dopo aver sofferto insieme in tribuna durante la gara di ieri sera contro il Napoli, Massimo Moratti ed Erick Thohir si ritrovano oggi impegnati nell’assemblea dei soci. Ai microfoni di Sportmediaset Moratti si è detto compiaciuto per il cambiamento d’atteggiamento della squadra rispetto alle uscite precedenti. Complimenti anche per Thohir per la grandissima serietà con la quale sta portando avanti il suo progetto. Alla domanda su un probabile esonero di Mazzarri, Moratti ha dichiarato “Sono un pessimo esempio. Il calcio è crudele e dipende dai risultati. La prossima gara è quella che conta”. Molto ambizioso invece Thohir, fiducioso delle scelte di mercato fatte dai suoi uomini:  “Siamo sulla strada giusta. Il nostro progetto si spalma in 2-3 anni e l’obiettivo è la Champions League”.

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  • IL MIGLIORE – Finalmente Kovacic. Il croato prende per mano la squadra

    IL MIGLIORE – Finalmente Kovacic. Il croato prende per mano la squadra

    Riecco Mateo Kovacic. Il gioiellino croato, reduce dal doppio successo con la nazionale contro Bulgaria e Azerbaijan, aveva tenuto con il fiato sospeso l’intero ambiente nerazzurro, dopo il leggero affaticamento muscolare accusato nell’allenamento di venerdì. Fortunatamente il talento di Linz, ieri sera è sceso regolarmente in campo prendendo letteralmente per mano la squadra. Movimenti sontuosi, passaggi ed aperture di gioco al limite della perfezione e facilità disarmante a saltare l’uomo e a impostare la trama offensiva. E’ questa la classe di questo giocatore, autore della sua migliore prestazione in maglia nerazzurra, che quest’anno rappresenta il punto di maggiore forza della struttura dell’intera squadra. Il suo talento ieri ha messo in seria difficoltà la formazione partenopea soprattutto nel primo tempo, quando l’Inter ha ottenuto per l’intera frazione un dominio netto nella zona centrale del campo, rendendo nulla l’azione della squadra di Rafa Benitez. La consacrazione di Kovacic, arrivata malgrado tutto solo quest’anno, è frutto di una serie di motivazioni. Un classe ’94 come lui, proiettato da un giorno all’altro in un campionato difficile come la nostra Serie A, ha avuto bisogno innanzitutto di tempo per adattarsi agli schemi di un allenatore che comunque non esprimono al massimo il suo talento, considerando poi che la passata stagione il suo minutaggio è stato di gran lunga inferiore a quello attuale. Ora è lui ad accendere la luce nel buio di San Siro. Domenico Perna

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  • Pantani, si riapre il caso sul Giro ’99 e si indaga sulla Camorra e sulle verità di Vallanzasca

    Pantani, si riapre il caso sul Giro ’99 e si indaga sulla Camorra e sulle verità di Vallanzasca

    Associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Dieci parole per riportare l’orologio indietro di oltre 15 anni. La Procura di Forlì ha aperto a inizio settembre un fascicolo a carico d’ignoti con questa ipotesi di reato in relazione all’esclusione subita da Marco Pantani il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio, durante il Giro d’Italia. In poco più di un mese le inchieste sul Pirata si sono raddoppiate: a fine luglio c’è stata la riapertura del caso sulla morte (s’indaga per omicidio volontario) da parte della Procura di Rimini. Campiglio e Rimini. Rimini e Campiglio. Per anni la famiglia del Pirata, i tantissimi tifosi del campione rimpianto e molti sportivi hanno ripetuto come un mantra il nome delle due località: “È stato prima fregato e poi fatto fuori”. Adesso gli interrogativi, i dubbi, i tanti sospetti saranno chiariti (si spera) dagli inquirenti. A Forlì l’indagine è condivisa dal Procuratore capo Carlo Sottani (da sostituto a Perugia si è occupato di vicende scottanti come le inchieste sulle Grandi opere e il G8) e dal pm Lucia Spirito. Già affidata la delega per gli interrogatori: il pool è coordinato dal maresciallo Diana dei carabinieri. Da loro bocche cucite, ma una cosa è filtrata da Forlì: ci sono tutti gli elementi per andare fino a fondo a uno dei punti più controversi della vita di Pantani. L’inizio della fine, per molti. Compresa mamma Tonina: “Senza Campiglio non ci sarebbe stato mai Rimini”. Difficile sostenere il contrario. Ma perché Forlì ha deciso d’indagare 15 anni dopo? E perché l’ipotesi parte con una inquietante associazione per delinquere? Domande che hanno una risposta e rimandano a un cognome che ha segnato la cronaca nera della storia italiana: Renato Vallanzasca. Da settembre a oggi, gli inquirenti hanno già ascoltato diverse persone informate sui fatti. Quali fatti? Quelli legati all’esclusione dal Giro di Pantani: una vicenda che secondo l’accusa potrebbe avere dei mandanti pericolosi (clan della camorra) e degli esecutori sul posto. Di certo, chi è sfilato in Procura ha raccontato di un clima tesissimo durante la corsa rosa, con continue minacce anonime che arrivavano a chi stava intorno al Pirata. Minacce chiare: non doveva concludere la gara. E si arriva all’episodio di Cesenatico. Il Giro d’Italia arriva a casa del Pirata il 25 maggio 1999. La mattina dopo, i giornalisti sono allertati: “Pantani è fuori, ha saltato il controllo del sangue”. Non sarà così, il capitano della Mercatone Uno passa quel test, ma i commissari dell’Uci lo vorrebbero lo stesso squalificare per un ritardo di circa 20’ sull’ora prevista per il prelievo. Alla fine tutto si risolve, ma l’ispettore dell’Unione ciclistica internazionale, Antonio Coccioni, lo ammonisce pubblicamente: “La prossima volta non te la caverai”. Ecco, per Forlì l’ipotesi di reato inizia quel giorno. Nel senso che la criminalità organizzata aveva già deciso che Pantani non doveva giungere a Milano. Certo, è tutto da dimostrare che le parole di Coccioni siano legate a questa volontà. Possono essere solo una coincidenza, ma chi indaga ha le idee chiare: la storia è legata alle scommesse clandestine ed è stata già narrata da Vallanzasca. Nel 1999 in Italia le scommesse sul ciclismo non esistono. Meglio: sono clandestine, le gestisce la criminalità organizzata. Quando la camorra si rende conto di aver accettato troppe puntate su Pantani vincente, è troppo tardi. Lui si dimostra il più forte. Si parla di decine di miliardi di lire, il banco rischia di saltare. C’è un solo modo per evitare il flop, trasformandolo in un affare d’oro: non far trionfare Pantani. Ma il Pirata straccia gli avversari e la sfortuna sembra aver cambiato direzione. Sembra. In realtà per gli inquirenti la camorra pianifica per tempo la cacciata di Pantani. E qui arriviamo a Vallanzasca: il bel Renè nel 1999 si trova nel carcere di Opera (Milano) per scontare uno dei 4 ergastoli rimediati per le scorribande negli Anni Settanta. È avvicinato da un altro detenuto che non conosce. Dice di essere un affiliato a un importante clan della camorra e gli suggerisce di puntare tutti i risparmi sui rivali di Pantani. Vallanzasca strabuzza gli occhi: “Sai chi sono?”. Risposta disarmante: “Certo, non mi permetterei mai di darti una storta. Non so come, ma il pelatino non finisce la gara”. Il Giro è iniziato da poco: nelle tappe successive Pantani domina. Vallanzasca è scettico, ma l’altro insiste: “Fidati”. E il 5 giugno il detenuto dalla dritta giusta va all’incasso: “Hai sentito? Il pelatino è stato fatto fuori, squalificato”. Vallanzasca ha raccontato questo episodio nella sua autobiografia, uscita a fine 1999. E nei mesi successivi è stato sentito da Giardina, p.m. di Trento, titolare di un fascicolo dopo Campiglio. Fascicolo che all’inizio vedeva Pantani parte lesa (gli avvocati ipotizzavano lo scambio di provette), ma poi fu lui a finire indagato per frode sportiva. L’accusa finirà nel nulla, come quelle delle altre sei Procure che lo misero nel mirino per lo stesso motivo, inseguendo un reato che non esisteva (fu introdotto nel 2000). Vallanzasca non rispose a Giardina: troppo paura, il clan era pronto a vendicarsi. Adesso le cose potrebbero cambiare: nei prossimi giorni il procuratore Sottani andrà a Milano per interrogare Vallanzasca una seconda volta, ma questa volta gli investigatori hanno già un’idea sull’identità di quel detenuto e quindi del clan a cui era affiliato. Le deduzioni sono state fatte ricorrendo ai registri penitenziari del tempo e grazie ad alcune acquisizioni di filmati tv recenti, dove Vallanzasca a telecamere spente racconta dei particolari inediti. Non solo, tra le persone sentite anche giornalisti, gente vicina a Pantani e soprattutto medici che hanno spiegato come era possibile e semplice alterare l’ematocrito di quel 5 giugno (trovato a 51,9). Il sangue sarebbe stato deplasmato e la firma di questa operazione si troverebbe nel valore delle piastrine, piombate a livelli di un malato. Piastrine che invece erano normali (come l’ematocrito: sempre a 48) la sera del 4 giugno, quando il ciclista si fece l’esame del sangue nella sua stanza d’albergo per verificare se era nella norma (50 il valore consentito dall’Uci), e il 5 pomeriggio, quando si fermò a Imola per fare un test prima di arrivare a casa e iniziare la sua lenta discesa verso Rimini. Questa ipotesi ipotizza un complice in grado di operare sulla provetta (che non era sigillata). Ecco perché saranno interrogati anche i dottori che hanno effettuato il prelievo al Giro e l’ispettore Coccioni. L’inchiesta è all’inizio. Il procuratore Sottani ha informato da settimane il collega Giovagnoli che indaga sulla morte di Pantani, segno che nulla si può escludere: neppure una correlazione diretta tra i due fatti. Campiglio e Rimini sono distanti 414 chilometri e meno di 5 anni. Da ieri viaggiano fianco a fianco nel nome di Marco. FONTE: La Gazzetta dello Sport, Francesco Ceniti  

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