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  • QUI APPIANO – Esercitazioni tattiche e allenamento atletico

    QUI APPIANO – Esercitazioni tattiche e allenamento atletico

    Ha spinto sull’acceleratore mister Mancini nella seduta pomeridiana al centro sportivo “Angelo Moratti” in preparazione all’ultimo impegno della stagione. In vista della sfida contro l’Empoli il gruppo è stato diviso in due parti: a turno, entrambi gli schieramenti hanno effettuato esercitazioni tattiche, alternando le proposte di Mancini a dei percorsi incentrati sulla resistenza e studiati dai preparatori atletici agli ordini del professor Carminati. A chiudere i lavori una partitella, al termine della quale il mister e i suoi ragazzi hanno firmato autografi e scattato qualche foto con i vincitori del concorso #milionidinomi. fonte e foto: inter.it

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  • Mancini pronto a chiamare personalmente Yaya Touré, pronti i piani di riserva

    Mancini pronto a chiamare personalmente Yaya Touré, pronti i piani di riserva

    Da quello che si legge sulle testate inglesi, Roberto Mancini non sembra proprio intenzionato a mollare il sogno Yaya. Questo lo si poteva anche intendere dalle sue parole di ieri sera, quando ancora una volta ha espresso davanti alla platea di pubblico dell’InterNight quanto lui abbia il desiderio di poter riallenare il centrocampista ivoriano. Per farlo ha deciso di scendere in campo personalmente, come riporta il Daily Mail, il tecnico jesino è pronto già entro il week end ad alzare la cornetta e contattare Yaya Touré. Sempre dal giornale inglese sembra che gli uomini di mercato nerazzurri abbiano inteso il passo indietro fatto dall’agente del giocatore come un avviso di non voler rimetterci del denaro con il trasferimento a Milano. In caso di negativa conclusione dell’assalto di Mancini, l’Inter non si farà trovare impreparata: due i nomi sul tavolo, Lucas Leiva e Alex Song.

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  • L’impianto societario di Thohir tra le Cayman ed Hong Kong

    L’impianto societario di Thohir tra le Cayman ed Hong Kong

    Il Corriere della Sera riporta come l’impianto societario, con al vertice il presidente Thohir, che fa capo alla società nerazzurra si basa su un sistema di finanziarie, in parte sconosciute, tra le Isole Cayman e Hong Kong. Per citare un esempio, sottolinea il quotidiano, la “International Sports Capital” di Hong Kong ha conferito la proprietà dell’Inter (70%) a un’omonima società italiana che potrebbe essere la porta d’ingresso di nuovi soci o un veicolo per emettere bond. La manovra è stata accompagnata da una perizia indipendente che valuta il 100% del gruppo FC Internazionale 296 milioni. Nel dettaglio, prosegue il quotidiano milanese, Thohir è entrato a novembre 2013 con un aumento di capitale da 75 milioni. Nel 2014 con un’imponente manovra da 230 milioni, diretta da Goldman Sachs, è stato rifinanziato il debito dei nerazzurri al tasso variabile Euribor a tre mesi più spread del 5,5% e scadenza 2019. In pegno alle banche sono finite le principali quote del gruppo e tutti i marchi. Non finisce qui, incredibilmente, anche Thohir ha prestato soldi all’Inter per 22,3 milioni a un tasso dell’8% annuo. Esattamente, chi dovrebbe rischiare in prima persona non rischia ma anzi porta a Giacarta, 1,78 milioni di interessi annui. Il prestito erogato ai nerazzurri dalla International Sports Capital di Hong Kong scade il 29 maggio ma con possibilità di proroga a richiesta scritta. Ma il magnate indonesiano, oltre ad essere presidente dell’Inter, è amministratore delegato quindi può pilotare un rinnovo del finanziamento che gli garantirebbe altri 1,78 milioni. Non si sa se l’Inter crescerà e tornerà al ruolo che le compete ma, come giustamente chiude il quotidiano, intanto a crescere è la ragnatela di finanziamenti, pegni, holding e paradisi fiscali che avvolge il gruppo.      

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  • Mercato in fermento, ecco i nomi caldi per il centrocampo e l’attacco

    Mercato in fermento, ecco i nomi caldi per il centrocampo e l’attacco

    L’Inter continua a lavorare in vista della prossima stagione, perché tutti, dal magazziniere al Presidente vogliono riportare l’Inter dove è abituata a stare: tra le grandi d’Europa e ai vertici del campionato italiano. Per farlo, il condottiero di questo rinnovamento, Roberto Mancini, è stato chiaro: ci vuole gente con esperienza che aiutino i più giovani ad esprimersi al meglio. Thohir ha deciso di accontentarlo, ma fino ad ora le trattative imbastite si sono rivelate un buco nell’acqua. Per SportMediaset, il discorso Yaya Touré è ancora aperto, sebbene lo stesso Mancini si sia stupito del comportamento dell’ivoriano, che prima non vedeva l’ora di riabbracciare il suo ex tecnico sotto la Madonnina e al primo sbarramento del City ha fatto un passo indietro. Se sono rose fioriranno, certo, ma l’Inter non sta a guardare. Come riportato già stamattina, è vivo l’interesse per il centrocampista francese del Monaco Geoffrey Kondogbia, con una valutazione del cartellino di circa 30 milioni di euro. Oltre a lui, ritorna in auge il nome di Lucas Leiva, che da un paio di sessioni di mercato a questa parte è un nome spesso accostato ai colori nerazzurri. Il brasiliano, che ha un ingaggio comunque importante, potrebbe arrivare a Milano con una formula più soft rispetto al collega francese. Per quanto riguarda l’attacco, il preferito era senza dubbio Pedro del Barcellona, verso cui, però, si stanno riscontrando parecchie difficoltà. Ecco dunque che l’Inter potrebbe virare su una vecchia conoscenza del calcio italiano: Jovetic. Il City potrebbe decidere di privarsi dell’ex Fiorentina a causa dei cattivi rapporti tra il serbo e l’attuale tecnico dei citizens, Manuel Pellegrini, sempre più vicino alla conferma per un altro anno, attendendo che Guardiola termini l’avventura in Bavaria. L’Inter, nel caso decidesse di tentare l’affondo per Jovetic, potrebbe chiudere con la formula del prestito con diritto di riscatto.

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  • GdS – Inter, Guarin e Ranocchia rimangono e rilanciano

    GdS – Inter, Guarin e Ranocchia rimangono e rilanciano

    La data del 5 luglio, cioè l’inizio del ritiro dell’Inter a Riscone di Brunico, si avvicina e tutto (o quasi) deve essere pronto. Quindi, per forza di cose, come riporta la Gazzetta delloSport, saranno giorni caldi sul mercato, con accelerazioni, chiarimenti e agganci fulminei. Ripartendo da chi già c’è e vuole stare, Fredy Guarin ha ribadito: “Io credo di restare. L’allenatore e la società hanno fiducia in me”. Non proprio un’uscita che fuga tutti i dubbi sulla permanenza del colombiano ma almeno un’esternazione sulla sua volontà. Chi invece è sicuro di rimanere ancora a capo della band di Mancini è capitan Ranocchia: “Il mio rinnovo lo ufficializziamo a metà giugno. Ripartire il prossimo anno dalla preparazione con Mancini è importante, quindi l’anno prossimo sarà migliore. Mi prendo tutte le responsabilità degli errori. Se non avessi questa maglia attaccata alla pelle sarei già andato via. Touré? Lo vado a rubare se non viene”. Amore per la Maglia, grinta e fiducia, queste le parole del capitano. Ma siamo sicuri sarà sempre lui il faro della difesa e dello spogliatoio del Biscione l’anno prossimo?

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  • GdS – Inter, già arrivati Biabiany e Dzsudzsak

    GdS – Inter, già arrivati Biabiany e Dzsudzsak

    L’ultimo diktat di Roberto Mancini è chiaro: squadra pronta per il 5 luglio. E su questo, almeno su questo il tecnico non sembra voler transigere, dopo le cocenti delusioni delle sue tre priorità, Dybala, Tourè, e Toulalan. Ausilio si è messo già al lavoro e , come riporta la Gazzetta dello Sport, ieri pomeriggio a “Interello”, dove si allenavano e si formano i giovani di mister Vecchi, era presente Jonathan Biabiany. Il francese, vecchia conoscenza nerazzurra che non ha brillato nella sua passata esperienza, dopo essersi svincolato dal Parma, sta seguendo un percorso di ricondizionamento fisico indirizzato all’attività sportiva e ieri ha svolto del lavoro atletico. L’esterno d’attacco piace al Mancio e, se la ripresa fisica sarà veloce e valida, sarà un primo (piccolo) tassello su cui basare la MancinInter 2.0. Un altro nuovo arrivo su cui la società nerazzurra potrà contare, sembra proprio essere Balasz Dzsudzsak. Il ragazzo ungherese è un classe 1986, ala della Dinamo Mosca, che è in scadenza il 31 dicembre.

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  • Bolingbroke: “Stiamo lavorando tutti duro per dare a Mancini e all’Inter ciò che meritano”

    Bolingbroke: “Stiamo lavorando tutti duro per dare a Mancini e all’Inter ciò che meritano”

    Roberto Mancini è sicuro davvero o maschera molto ma molto bene. Come riporta la Gazzetta dello Sport, ieri, quelle del tecnico erano più parole di speranza che di certezza: “Anche io, come i tifosi, vorrei gente forte come Touré e altri che ci possano aiutare. Ma so, perché sono sicuro, che l’anno prossimo avremo  una squadra molto competitiva. Bolingbroke ha detto che mi renderà contento: so che sarà vero”. Il suo è stato anche un buon modo per trovare con chi prendersela o comunque chi si è preso le responsabilità e ci ha messo la faccia. E’ cose se il tecnico avesse detto, lui ha garantito certe cose, io come voi mi devo fidare, se così non sarà sarà colpa della società. Il Mancio non ha preso bene i caso Tourè, anche perché non è il primo. Il tecnico era convinto che con 3-4 nomi importanti tutto si potesse mettere a posto. Invece i primi tre obiettivi se ne sono andati: Dybala, Toulalan e  Touré ed ora servono, quanto prima, piani alternativi forti, credibili, importanti. Ad “Inter Night” oltre a Mancini c’era Michael Bolingbroke che in italiano (perfetto) ci mette la faccia e carica i tifosi: “Stiamo lavorando tutti duro per dare a Mancini quello che vuole e che merita l’Inter per tornare a grandi livelli”. Manca ancora un match e la matematica ancora non ha ufficializzata ciò che probabilmente avverrà, l’esclusione dall’Europa, ma a prescindere dal risultato rimane un’unica realtà: Mancini vuole la squadra fatta per l’inizio del ritiro il 5 luglio. Se così sarà, come tutti auspicano, bene, altrimenti si potrebbero aprire altri scenari.

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  • Terremoto alla FIFA, sei alti dirigenti arrestati e Blatter indagato

    Terremoto alla FIFA, sei alti dirigenti arrestati e Blatter indagato

    Tanta fifa. Con questo gioco di parole potremmo riassumere quello che è accaduto questa mattina a Zurigo, nella sede operativa della Fédération Internationale de Football Association.  Sei alti funzionari sono stati arrestati sotto richiesta delle autorità statunitensi con le accuse di corruzione, frode, riciclaggio di denaro e associazione per delinquere circa l’operato degli ultimi 20 anni. L’operazione, condotta dal FBI, vede sotto i riflettori in particolar modo la zona della CONCACAF, dopo le ripetute e varie denunce di corruzione rivolte verso la FIFA, ma sempre e comunque insabbiate dalla stessa federazione. Il Presidente Blatter, al comando dal 1998, che venerdì dovrebbe ottenere i voti per il suo quinto mandato, si ritrova ad essere tra i principali indagati di questa orribile faccenda che mina, se ancora ce ne dovesse esser bisogno, la credibilità del calcio internazionale, dopo i continui scandali nostrani e non. Tra gli arrestati ci sono Jeffrey Webb (Cayman), vice presidente della FIFA, Eugenio Figueredo (Uruguay), Jack Warren (Trinidad & Tobago) ed Eduardo Li della Costa Rica, presenti tutti a Zurigo proprio in vista delle elezioni di venerdì. Uno scossone che colpisce un’organizzazione dove la corruzione sembra essersi addentrata in ogni piccolo ramo, divenendo un modus operandi abituale con cui agire all’interno della stessa. Una vera e propria corruzione istituzionalizzata, in un mondo dove girano tanti, troppi, flussi di denaro. Prevedibile che questo sia solo l’inizio di una lungo periodo in cui molti nodi verranno al pettine. Per stessa ammissione della FIFA, infatti, il volume d’affari dal 2011 al 2014 ha raggiunto i 5,7 miliardi di dollari.

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  • GdS – Inter, il sogno dopo Touré si chiama Kondogbia

    GdS – Inter, il sogno dopo Touré si chiama Kondogbia

    Neppure la Gazzetta dello Sport si spiega che cosa sia successo effettivamente per il caso Touré. Fino a domenica tutti erano più che ottimisti, erano sicuri, il giocatore ed il suo procuratore Seluk per primi. E poi? E poi, come riporta la rosea, non si sa. Strano che l’ivoriano dopo l’incontro con il suo presidente Al Moubarak, abbia cambiato così radicalmente  atteggiamento. Neppure gli attestati di stima degli ultimi tempi possono spiegare questo improvviso dietrofront. Ma il fatto che Yayà non voglia più andare allo scontro con i Citizens, esclude la possibilità che il giocatore stesso voglia appellarsi all’articolo 17. Ma finché Roberto Mancini non avrà sentito di persona il giocatore l’Inter non si arrende e continua a mantenere un lumicino di speranza. Quando anche l’ultima fiammella sarà spenta, si passerà al sogno numero 2: Geoffrey Kondogbia. Il 22enne del Monaco e della Francia è un altro di quei giocatori per cui Mancini stravede. I monegaschi lo dichiarano incedibile ma sicuramente un tentativo da parte di Ausilio verrà fatto. Per il centrocampo rimangono calde le piste che portano ad Allan e Song, che non hanno proprio lo stesso appeal del gigante ivoriano, ma potrebbero essere molto utili alla causa. Touré a parte, in casa Inter si conta di chiudere a breve per Thiago Motta, con Lucas Leiva come alternativa. Per la difesa, oltre a Skrtel, si tenta un nome nuove, un mister X ancora da definire. Per l’attacco, sfumato Dybala, il sogno rimane Pedro, con la problematica che i blaugrana hanno il mercato in entrata bloccato fino al gennaio 2016. Rimangono calde le strade che portano a Jovetic, Iago Falque e Perotti. Insomma le alternative, a Yayà, ci sono, basta volerlo e soprattutto basta investire    

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  • NextGenInter, ecco il weekend dei giovani nerazzurri in prestito

    NextGenInter, ecco il weekend dei giovani nerazzurri in prestito

    Ancora un passo a vuoto quello dell’Inter di Mancini che impatta contro il Genoa al 89’ e lascia a un miracolo le sue speranze per centrare l’Europa League. Non va meglio nemmeno per i suoi talenti mandati in prestito a farsi le ossa. Tranne qualche eccezione infatti i giovani nerazzurri non si sono fatti particolarmente valere nell’ultimo weekend i campionato. Cominciamo da Lorenzo Crisetig sempre più in giù nelle prestazioni e nel minutaggio. A Cesena gioca titolare ma seppur in una partita tra due squadra che ormai non hanno più molto da dire non riesce a far vedere niente d buono. Sempre più opache le geometrie della prima parte del campionato e un crescendo di insicurezza in mezzo al campo. Crisetig è stato per larga parte uno dei punti fermi di questa squadra ma in questo girone di ritorno ha collezionato soltanto poche prestazioni degne del suo talento. Stessa sorte per il compagno Samuele Longo che a differenza del centrocampista gioca soltanto una manciata di minuti. Fuori Bardi e Biraghi in Chievo – Atalanta. Non buonissima la prestazione di Marco Benassi nel suo personalissimo derby contro il Milan. Come tutta la squadra, il centrocampista sembra stremato da una grandissima stagione e non riesce a giocare come suo solito lasciando spesso e volentieri la difesa in balia dei non efficacissimi attaccanti rossoneri. Nullo in fase di supporto agli attaccanti. Sorride col suo primo gol nel calcio dei grandi Ibrahima Mbaye che con un suo tiro regala al Bologna un’importantissima vittoria contro il Lanciano. Il terzino comunque sembra faticare nella difesa a quattro e si trova più a suo agio quando deve attaccare come dimostra anche l’azione del gol. Anche per lui la stagione non è stata delle migliori anche se l’impegno da parte sua non è mai mancato e questo gol è suo giusto riconoscimento. Buona la prestazione di Raffaele Di Gennaro che con il suo Latina non va oltre l’1 a 1 in casa contro il Modena. Buona la sua partita con un paio di interventi importanti, uno in particolare sul compagno di nerazzurro Garritano. Nulla può sul gol di Granoche. E proprio Garritano è stato senz’altro uno dei migliori giovani di questa seconda parte di campionato. Nel match contro il Latina tarda ad entrare in partita ma riesce comunque ad offrire una prestazione importante. Uno dei migliori prospetti in ottica futura. Un buon quarto d’ora per Niccolò Belloni con la sua Pro Vercelli che non riesce a trovare il pareggio contro il Trapani. L’attaccante viene mandato in campo per dare più peso al reparto offensivo nei minuti finali ma non riesce a dare il giusto apporto negli ultimissimi metri.

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