• Il peggiore – Kovacic, si nasconde e gioca solo all’indietro

    Il peggiore – Kovacic, si nasconde e gioca solo all’indietro

    In una partita strana, piena di possesso palla e poche azioni da gol, il peggiore nell’Inter è Mateo Kovacic. Il numero 10 nerazzurro non riesce a destreggiarsi nel denso centrocampo granata, arretra spesso la sua posizione per cercare spazi, ma gioca facile e non cambia quasi mai passo. Molti tocchi all’indietro per uno sterile possesso palla. Dal talento croato ci si aspetta ben altro per scardinare le difese avversarie.

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  • Il migliore – Guarin, gioca bene davanti alla difesa

    Il migliore – Guarin, gioca bene davanti alla difesa

    Nella partita beffa di oggi, il migliore dei nerazzurri è stato senza dubbio Guarin. Nel nuovo ruolo cucitogli addosso dal Mancio sembra trovarsi a suo agio. Molto ordinato tatticamente riesce a contenere le poche sortite offensive degli avversari. Guida anche qualche attacco nerazzurro contro la difesa serrata del Torino. Verso il termine della gara non riesce a deviare di tacco in rete un tiro sporco di Obi.

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  • Il peggiore – Icardi, sbaglia un rigore che poteva essere decisivo

    Il peggiore – Icardi, sbaglia un rigore che poteva essere decisivo

    Alla fine un gol lo ha anche segnato Mauro Icardi. Ma durante la partita è sempre sembrato lontano dal gioco e poco concentrato. Nel primo tempo ha sbagliato un rigore che poteva essere decisivo. Non è mai riuscito a scattare in profondità, complice anche la difesa serrata della Sampdoria rimasta in inferiorità numerica. Dal centravanti nerazzurro bisogna aspettarsi molto di più.

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  • Il migliore – Shaqiri, subito in gol e decisivo

    Il migliore – Shaqiri, subito in gol e decisivo

    Xherdan Shaqiri è stato senza dubbio il migliore in campo nella sfida di questa sera contro la Sampdoria. Dribbling, accelerazioni e tiri nello specchio della porta. Nella prima partita da titolare ha subito mostrato le sue qualità. Ottimo sui calci piazzati. Nel campo ha svariato molto da sinistra a destra, andando ad occupare spesso anche la trequarti. Il pubblico interista ha apprezzato e gli ha regalato la standig ovation a pochi minuti dal termine.

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  • Tim Cup: Inter – Sampdoria, le pagelle

    Tim Cup: Inter – Sampdoria, le pagelle

    Vittoria che dà morale per l’Inter di Mancini contro una Sampdoria che chiude i 90′ in 9. Andiamo a vedere qual è stata la prestazione dei nerazzurri Carrizo 6 Poco impegnato nel primo tempo quando i giocatori della Sampdoria si fanno vedere poco o niente nell’area nerazzurra. Stesso discorso nella ripresa nonostante Okaka provi a creare qualche problema in più D’Ambrosio 5.5 Non spinge come dovrebbe oscurato anche dall’ottima prestazione di Shaqiri che corre sulla sua corsia. Prestazione abbastanza anonima per l’esterno ex-granata. Andreolli 5.5 Seconda da capitano per il prodotto delle giovanili dell’Inter. Primo tempo nervoso al punto che si fa anche ammonire dall’arbitro per una brutta entrata. Nel secondo tempo prova a mantenere in ordine la difesa nonostante Okaka provi in tutti i modi a perforarla Juan Jesus 6 Squalificato in campionato, il brasiliano cerca di sfruttare l’occasione per rimettere in moto i muscoli. Nelle poche sortite offensive dei doriani si fa trovare sempre puntuale. La solita roccia nella difesa nerazzurra. Dodò 6 Al ritorno in campo dall’infortunio perde più di una volta il tempo per l’ultimo passaggio. Prestazione in crescendo per il terzino brasiliano che nella ripresa chiede anche il cambio per una botta. Mancini non ci sente e lo tiene in campo. Dall’88’ Obi sv entra per lo stremato Dodò Medel 6 Solito motorino instancabile di centrocampo. Recupera quando c’è da recuperare e si fa notare anche per qualche bel disimpegno. Kuzmanovic 6 Con la Sampdoria in 10 esce dalla sua area di competenza di qualche metro portandosi a ridosso del terzetto offensivo nerazzurro. Prova un paio di conclusioni da fuori ed è sempre presente nell’impostare da centrocampo. Kovacic 6.5 Pecca di egoismo al 15’ quando tira in porta invece che scaricare per Icardi. Primi venti minuti da protagonista in cui alterna le sue solite discese ad assist al bacio per i compagni. Cala leggermente nella ripresa. Shaqiri 7 Prima assoluta da titolare davanti al suo nuovo pubblico. Da un suo spunto nasce l’azione che porta all’espulsione di Kristisic. Si muove bene su tutto il fronte offensivo. Prova a ripetizione dalla distanza finché non trova il gol dall’interno dell’area piccola. Dal 80’ Bonazzoli sv poco tempo per fare vedere qualcosa Podolski 6.5 Buona prestazione per il tedesco che sta ancora ritrovando la condizione migliore. Buon feeling con Kovacic e Shaquiri. Grande lavoro in occasione del gol nerazzurro quando libera  lo svizzero di tacco. Finezza da top player. Icardi 5.5 Ha sul groppone il rigore sbagliato al 40’. Si fa vedere poco in area avversaria e certamente sembra il meno lucido del terzetto offensivo. Si innervosisce col passare dei minuti ma sul finire, col guizzo dei grandi attaccanti riesce a sfruttare un’incertezza della difesa blucerchiata e festeggia al meglio la nascita della sua primogenita. Dal 90′ Puscas sv Esordio per il giovane primavera

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  • Gds – La settimana di fuoco di Mauro Icardi

    Gds – La settimana di fuoco di Mauro Icardi

    La nascita della sua prima figlia, Francesca, ha inaugurato nel migliore dei modi la settimana di Mauro Icardi, bomber nerazzurro a secco nella gara di Empoli e sempre al centro di voci di mercato. Una settimana molto calda che lo vedrà impegnato in due test molto probanti, dal punto di vista calcistico e non solo. Innanzitutto domani sera sarà impegnato con la sua squadra nella sfida alla Sampdoria, valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. La Samp è la squadra che lo ha lanciato ma che, dopo averlo coccolato, non gli ha risparmiato odio e polemiche. Basti pensare alla sfida dello scorso campionato a Marassi, quando in pieno affaire “Wanda Nara-Maxi Lopez”, non ricevette la stretta di mano da quest’ultimo e fu bersagliato da cori e fischi per tutto l’arco del match. Lui rispose con una doppietta e con un’esultanza provocatoria nei confronti dei suoi inferociti ex tifosi. Icardi non si è fatto mancare nulla nemmeno nella sfida a San Siro di questo campionato, realizzando al novantesimo minuto un rigore che ha sancito la prima sconfitta stagionale dei suoi vecchi compagni. Anche nel match di Coppa riuscirà a punire i blucerchiati per la terza volta su tre tentativi? Archiviata questa sfida, il destino gli ripropone un nuovo duello niente male, proprio contro il suo ex amico Maxi Lopez, nuovo attaccante del Torino e dunque prossimo avversario dei nerazzurri in campionato. I due hanno giocato contro per la prima volta in quella epica sfida di aprile dove, alla mancata stretta di mano mancata nel pre-partita, seguì una sceneggiatura da film, con Icardi autore di due goal e Maxi che, per rispondere al rivale in amore, si incaricò di battere un calcio di rigore per rimettere in carreggiata la Samp. Inutile ricordare il suo sbaglio, a testimonianza di un pomeriggio nato sotto una cattiva stella. Dopo quasi un anno Icardi e Wanda Nara hanno trovato una stabilità e serenità invidiabili, così come la carriera di Mauro, bomber prolifico e oggetto di mercato di vari club europei. Il povero Maxi invece, dopo aver tentato invano di rigenerarsi nella prima parte di stagione con la maglia del Chievo, è ora alle prese con l’avventura in maglia granata. La vita gli consentirà di avere almeno un’opportunità di avere la meglio su Icardi, o sarà ancora l’interista ad uscire vincitore da un duello infinito?  

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  • Il debutto di “Poldi” a San Siro: ottime giocate e una condizione da migliorare.

    Il debutto di “Poldi” a San Siro: ottime giocate e una condizione da migliorare.

    La partita di oggi conteneva molta attesa anche per il debutto casalingo di Podolski e quello generale di Shaqiri, i due grandi acquisti di questi primi giorni di mercato. Se lo svizzero non ha potuto saggiare il manto erboso di San Siro, il tedesco, quasi inaspettatamente, ha giocato per tutto l’arco del match; occhi dunque puntati esclusivamente su di lui. Bilancio più che positivo. Nella posizione di esterno sinistro d’attacco nel trio alle spalle di Icardi, l’ex Arsenal si è trovato a proprio agio, mostrando una buona intesa con D’Ambrosio e producendo cose buone in entrambe le metà campo. Ottimi suggerimenti in profondità per l’ex Torino, delle buone percussioni palla al piede, qualche prezioso ripiegamento difensivo e la sensazione di non poter mai fare sciocchezze con il suo piede mancino. La palla gli resta incollata che è una meraviglia e le possibilità di perderla sembrano essere sempre ridotte allo zero. Anche il suo ingresso nello spogliatoio sembra esser stato metabolizzato in maniera più che positiva; ha incitato i compagni anche quando commettevano degli errori, oltre a mostrare una buona intesa sul campo. A testimonianza che giocatori di un certo calibro possono essere accolti solamente benissimo, consci dell’apporto e del salto di qualità che sono in grado di trasmettere e portare. E’ mancato solamente il goal, cercato soprattutto nel secondo tempo, quando però le energie stavano mancando e il Genoa tentava di raddrizzare il match. Bagnare un debutto con un goal è sogno di qualsiasi giocatore, ma ci sono tanti mesi e tante partite dinanzi per essere ancor più decisivo di oggi. Unico aspetto da migliorare sensibilmente è quello della tenuta fisica. Il tedesco non aveva i 90 minuti nelle gambe per ammissione dello stesso Mancini, ma tra infortuni e condizioni più precarie di altri giocatori ha tenuto botta fino al triplice fischio. Nella seconda frazione ha giocato infatti meno palloni, proponendosi meno e aiutando meno in fase di non possesso. L’Inter era però in controllo del match e questo non ha pesato troppo su risultato e prestazione globale. Tra l’altro, anche in riserva, è stato capace di pennellare il cross per il goal della sicurezza di Vidic. Allenamenti e partite gli serviranno per mettere ancor più benzina nel suo serbatoio, con la speranza che il goal sia solo una questione di poco tempo. Possiamo però affermare con relativa sicurezza, almeno dopo una partita e mezzo, che Ausilio e Mancini hanno avuto un’intuizione brillante a portare a Milano questo giocatore. Benvenuto anzi, willkommen Poldi!

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  • La doppia riconquista dell’Inter: vittoria a San Siro e consapevolezza

    La doppia riconquista dell’Inter: vittoria a San Siro e consapevolezza

    Finalmente sono arrivati i tre punti. L‘Inter non ha sbagliato la sfida contro il Genoa, centrando l’unico obiettivo soddisfacente, la vittoria, al termine di una partita ben giocata e sempre condotta con la necessaria autorevolezza. Dopo i segnali di risveglio fatti intravedere nei secondi tempi contro Lazio e Juventus, oggi la squadra nerazzurra è scesa in campo con la mentalità giusta sin dall’inizio. Buon gioco, ottimo e ritmo e capacità di fare la partita. I nerazzurri hanno concesso una sola chance al Genoa prima dell’intervallo e più volte sono stati minacciosi dalle parti di Perin. L’arsenale offensivo messo in mostra da Mancini è oro, soprattutto se paragonato all’infarcita di mediani e terzini di qualche mese fa e ha messo difatti in mostra parte del bagaglio di cui dispone. Podolski ha mostrato ottimi sprazzi di qualità, Icardi ha segnato ancora tanto per cambiare, Palacio sta crescendo in salute ed Hernanes, nonostante un ruolo quasi inedito, ha mostrato anche lui colpi che gli sono noti. Un fattore emblematico: l’Inter ha trovato due goal su calci piazzati, ben battuti dallo stesso Hernanes e da Podolski. In alcune partite del recente passato, con i vari Kuzmanovic, Dodò e Jonathan deputati alla battuta, era molto difficile trovare soluzioni del genere. A dimostrazione che la qualità serve, e quando sarà supportata da una forma fisica che consentirà di non avere cali come nel secondo tempo, potrà essere veramente distruttiva. L’Inter gioca in maniera fluida, consapevole di avere i mezzi necessari per disputare un campionato di spessore e degno del proprio blasone. Mancini sta restituendo tuttò ciò che mancava a questa squadra, dalle componenti mentali a quelle più squisitamente tecnico-tattiche. Dopo due mesi e mezzo è così tornata l’agognata vittoria casalinga. San Siro è stato solo luogo di applausi, anche per le giocate più semplici, e di piacere nel vedere una squadra che si sta rigenerando ed è sulla via di una convalescenza sempre più ottimale. Ora bisognerà continuare su questa strada, trovando un filotto di vittorie che riporti più in alto possibile e che permetta all’Inter di tornare ad incutere timore come qualche anno fa. Perché ogni squadra che si rispetti deve avere dalla sua parte la giusta convinzione e uno stadio che faccia tremare chiunque vada a giocarci. 

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  • Le pagelle di Inter – Genoa: benissimo Palacio, qualche passo indietro per D’Ambrosio

    Le pagelle di Inter – Genoa: benissimo Palacio, qualche passo indietro per D’Ambrosio

    Una gara decisiva per Roberto Mancini e i suoi uomini per non perdere il treno del terzo posto. Ecco le pagelle dei protagonisti: Handanovic 6,5 – Subito un grande intervento in avvio su Antonelli, si dimostra pronto nelle uscite come al solito. Poi un miracolo ad inizio ripresa. Forse sul gol subito ha qualche responsabilità. Campagnaro 6 – Riesce a fare bene entrambe le fasi, di spinta e copertura. Buone l’intesa con Hernanes sulla destra. Vidic 6,5 – Il serbo si dimostra attentissimo e si prende gli applausi di San Siro. Coperture perfette, svetta sempre più in alto degli attaccanti avversari. Grande gol nel momento in cui l’Inter rischiava di essere raggiunta. Andreolli 6 – Oggi capitano con l’assenza di Ranocchia, si comporta egregiamente. Ottime chiusure e tanta grinta per il numero 6 nerazzurro. Nel secondo tempo soffre un po’ Iago. D’Ambrosio 5,5 – Gioca una partita discreta, ma soffre spesso Iago. Qualche passo indietro rispetto a Torino. Guarin 6,5 – Schierato mediano già nel secondo tempo contro la Juve, aveva ben impressionato. Mancini lo schiera nuovamente in quella posizione e il colombiano non tradisce le aspettative. Partita di sostanza e qualità. Verticalizza spesso per le punte. Medel 6,5 – Il solito motorino inesauribile davanti alla difesa. Pressa, ringhia e partecipa molto alla manovra. Le trame partono spesso da lui. Dal 86’ Krhin s.v. Hernanes 6 – Parte male, innescando qualche contropiede del Genoa. Poi cresce con il tempo e trova l’assist perfetto per il gol di Icardi. Dal 73’ Obi 6 – Entra per giocare largo a sinistra e dare ampiezza alla squadra. Palacio 7 – Non gioca largo sulla destra, ma quasi da seconda punta. Segna subito su una ribattuta di Perin. Nonostante la caviglia malconcia Rodrigo disputa un’ottima partita e risulta il migliore in campo. Dal 65’ Kuzmanovic 6 – Entra per rimpolpare il centrocampo nerazzurro. Podolski 6 – Cambia il volto all’attacco nerazzurro. Una sicurezza in fase di manovra e di contropiede. Tante le sue incursioni palla al piede a spezzare in due la difesa genoana. Calcia teso un bel calcio d’angolo che permette a Vidic di segnare. Icardi 6,5 – Ancora una volta decisivo. Da una sua girata acrobatica nasce il primo gol. Poi perfetto colpo di testa a siglare il 2 a 0. Si trova a suo agio con questo nuovo modulo e partecipa molto di più alla manovra.

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  • I precedenti nerazzurri alle ore 12:30: il Genoa è avversario abituale

    I precedenti nerazzurri alle ore 12:30: il Genoa è avversario abituale

    L’orario di pranzo, ormai diventato un’abitudine degli ultimi campionati di Serie A, ha visto i nerazzurri in campo in ben 10 occasioni. In questi appuntamenti l’Inter ha conquistato 4 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Bilancio più che favorevole che svantaggioso, anche se non ci si può ritenere completamente soddisfatti. Tra l’altro, di queste dieci partite, ben due sono state disputate contro il Genoa, avversario di domani in un orario che ormai rischia di diventare consuetudine tra le due squadre. Entrambi i match vennero giocati nella sciagurata stagione del 2012/2013, con l’Inter giunta nona e il Genoa in corsa fino all’ultima giornata per non retrocedere. Le due squadre non si fecero male in queste occasioni, finendo con un pareggio entrambe le sfide. A San Siro terminò 1 a 1, mentre a Genova la sfida si concluse con uno scialbo 0 a 0. Sono altre due le squadre che i nerazzurri hanno affrontato in questo orario per ben due circostanze. Si tratta dell’Udinese e del Parma. I friulani hanno il merito di aver causato le uniche due sconfitte, sempre al Friuli, un 3 a 1 nel 2010/2011 e un 3 a 0 nel 2012/2013. Col Parma effetto invece opposto: 2 vittorie a San Siro, maturate nel 2010/2011 ( 5 a 2) e nel 2012/2013 (1 a 0). Gli altri pareggi, oltre a quelli con il Genoa, sono avvenuti nella stagione 2010/2011 (o a o col Cagliari in trasferta) e in quella 2011/2012 (stesso risultato a Firenze). In questo marasma di incredibile e ripetitive coincidenze elenchiamo gli ultimi due match, il primo e l’ultimo in ordine cronologico: anche qui un aspetto in comune, ossia il conseguimento della vittoria in trasferta. Nella scorsa stagione ci fu il roboante 7 a 0 in casa del Sassuolo con ritorno al goal di Milito (gli ultimi della carriera nerazzurra), mentre nel campionato del Triplete, giorno dell’Epifania, l’Inter di Mourinho espugnò il campo del Chievo per uno a zero, rete di Balotelli. Domani ci sarà l’undicesimo impegno, il terzo contro il Genoa. Non ci sarà 2 senza 3? Speriamo sia la volta buona per non rispettare i detti popolari o almeno, l’eccezione che conferma la regola.

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