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  • IL PEGGIORE – D’Ambrosio, troppo lento e impacciato

    IL PEGGIORE – D’Ambrosio, troppo lento e impacciato

    Il peggiore dei nerazzurri è stato Danilo D’Ambrosio con una prestazione opaca. Una brutta gara del terzino ex Toro incapace di spingere con continuità e di difendere adeguatamente. Gli uomini blucerchiati lo sovrastano in ogni contrasto di gioco e lui non riesce mai a prevalere. Serve più impegno per cercare di salvare il salvabile nel resto della stagione. Svogliato.

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  • IL MIGLIORE – Icardi, una traversa e tanti buoni movimenti

    IL MIGLIORE – Icardi, una traversa e tanti buoni movimenti

    Mauro Icardi è stato il migliore dei nerazzurri questa sera. Già nel primo tempo tanti buoni movimenti e sponde preziose per i compagni. Poi nella seconda frazione subito una traversa con uno splendido tiro a giro dal limite dell’area che avrebbe meritato sorte migliore. Una buona prestazione del centravanti nerazzurro con tanto movimento e pressing alto come piace a Mancini. Una delle poche note positive nell’ennesima serata nera della truppa interista.

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  • Le pagelle di una sfortunata Inter, delude ancora Poldi, Icardi no

    Le pagelle di una sfortunata Inter, delude ancora Poldi, Icardi no

    Ecco le pagelle di un’Inter decisamente sfortunata, penalizzata da una delle pochissime palle goal concesse: Handanovic 6: Eder trova il jolly della domenica. Incolpevole. D’Ambrosio 5,5: tiene in difesa, ma si attende ancora un suo cross decente o una sua azione degna di nota. Ranocchia 6,5: partita impeccabile. Sbaglia molto poco e quando Muriel prova ad attaccarlo in velocità riesce a fermarlo sia con le buone che con le cattive. Vidic 6,5: anche il serbo neutralizza tutti gli attacchi che passano dalle sue parti. Quando commette una disattenzione, riesce sempre a rimediare. Juan Jesus 6: in avanti si vede poco, ma in questa posizione limita i recenti svarioni. Si può riproporre, magari con Santon dal’altra parte. Medel 6,5: sempre uno dei migliori. Lotta e recupera palloni, non disdegnando mai di rigiocarli in maniera pulita. Brozovic 6,5: gioca sempre il pallone nella maniera migliore, anche se a volte dovrebbe avere un po’ più di convinzione. Guarin 6: prestazione globalmente sufficiente, ma non si vedono i guizzi che lo caratterizzavano sino a poche settimane fa. Shaqiri 6: svaria molto, si muove bene e mette in apprensione la difesa avversaria. Come Guarin però, non riesce a essere incisivo come dovrebbe. Icardi 6,5: gran partita. Tormentato ancora dai fischi, dimostra un continuo miglioramento dal punto di vista tattico. Solo la traversa gli impedisce di segnare un goal capolavoro. Podolski 5,5: non ci siamo ancora. Non che manchi la volontà, ma non gli riescono le giocate per le quali è stato acquistato. Palacio 6: porta un po’ di vivacità, ma ora che sta meglio lo si dovrebbe sempre proporre come titolare. Camara , SV: forse non tocca nemmeno un pallone, ma ha poco tempo a disposizione. Mancini 6: mette in campo una squadra ordinata, che soffre poco e domina per larga parte del match. Peccato non basti. L’unico appunto è forse la tardiva sostituzione di Podolski  

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  • Inter – Wolfsburg, ecco le pagelle della sfida: squadra allo sbando, si salva solo Palacio

    Inter – Wolfsburg, ecco le pagelle della sfida: squadra allo sbando, si salva solo Palacio

    Carrizo 5,5 – Si riscatta abbastanza bene dopo l’infortunio dell’andata, buone parate, incolpevole sul gol Campagnaro 4,5 – Sbaglia tutto il possibile, come terzino proprio non va bene. In fase offensiva mai pericoloso, fraseggia con superficialità e lascia voragini incredibili sulla fascia. Da una di queste nasce il gol che compromette tutto Dal ’67 D’Ambrosio 6 – Entra e fornisce nuova verve sull’esterno, con il suo ingresso l’Inter diventa più incisiva Ranocchia 5 – Inspiegabile come per coprire le voragini lasciate da Campagnaro, esca sull’esterno lasciando scoperto il centro della difesa nerazzurra. Non male come le altre volte, ma non ci siamo. Il gol è anche colpa sua Juan Jesus 4,5 – Va bene solo quando lancia lungo, non riesce proprio ad impostare palla al piede. Spesso disattento, si complica la vita inutilmente. Ogni volta che fraseggia in difesa lo stadio mugugna, non è proprio affar suo. Santon 5,5 -Come al solito nelle retrovie è l’unico che si salva, buone diagonali ed ottimi spunti in fase offensiva. Supporta sempre gli attacchi nerazzurri sulla sinistra Medel 5,5 – Solita legna in mezzo al campo, corre per due e imposta per quello che riesce. Costretto agli straordinari quando lì davanti perdono palle incredibili o quando i difensori non scalano a dovere. Imprescindibile Guarin 5 – In quella posizione non rende al meglio. Dopo un mese strepitoso ha un periodo di appannamento e si nota, perde spesso palla e si intestardisce in inutili dribbling. Sbaglia incredibilmente un gol da pochi centimetri alla fine della prima frazione Hernanes 5,5 – Peccato per l’occasione dopo pochi minuti. Gioca fuori posizione, ma riesce ad interpretare bene il ruolo. Crea scompiglio fra le maglie tedesche, ma non riesce a trovare il gol o il passaggio decisivo. Kovacic 5 -Schierato largo sulla sinistra, impiega quasi un tempo per entrare in gara. Un paio di tiri da fuori area fuori di poco, ma null’altro di notevole. Dal ’54 Kuzmanovic 5,5 – entra in gara abbastanza bene, ordina il centrocampo nerazzurro Palacio 6,5 – Il Trenza è in forma e si vede. Taglia con movimenti fra le linee del Wolfsburg, e cerca sempre di rifinire Icardi. Purtroppo non è mai coadiuvato da Campagnaro che non sale con i tempi giusti. Tanta corsa e sacrificio. Trova il gol meritatissimo Icardi 5,5 – Un miracolo di Benaglio gli nega la gioia del gol nel primo tempo, e sulla ripartenza i tedeschi segnano. La sorte non perdona. Maurito cerca più volte di riaprire la gara ma inutilmente. Grande impegno e sportellate con i centrali tedeschi.

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  • IL PEGGIORE – Dodò ancora in difficoltà negli schemi tattici di Mancini

    IL PEGGIORE – Dodò ancora in difficoltà negli schemi tattici di Mancini

    Dopo un inizio di stagione incoraggiante, Dodò si è gradualmente spento. Sia nella fase finale della gestione-Mazzarri che soprattutto con Mancini. Poche presenze e quelle poche non positive. Anche quest’oggi l’ex Roma ha avuto la sua chance per far rifiatare Santon ma in questo momento il brasiliano non riesce proprio a incidere nell’idea tattica di Mancini. Poca spinta e quando pure il numero 22 è arrivato in zona cross non ha mai messo palloni interessanti e alla portata dei compagni. Oltre alle carenze in fase offensiva non mancano mai le difficoltà in copertura dove la velocità di Defrel e Carbonero lo ha spesso mandato in confusione. Ovviamente in un periodo negativo tutto gira storto e al suo momento non sportivamente esaltante si è aggiunto l’infortunio che lo ha costretto ad abbandonare la gara nella ripresa.

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  • IL MIGLIORE – Palacio in costante crescita a livello atletico e realizzativo

    IL MIGLIORE – Palacio in costante crescita a livello atletico e realizzativo

    Sicuramente nella partita giocata questa sera contro il Cesena è spiccata fra i nerazzurri la prestazione di Palacio. El Trenza, dopo mesi difficili nella prima parte di stagione, è in grande miglioramento nelle ultime settimane come dimostrato anche dall’incoraggiante prestazione odierna. Sta tornando nella versione migliore che l’Inter ha conosciuto nei primi due anni in maglia nerazzurra. Corsa, movimento, lavoro sporco e soprattutto, gol. Perchè Palacio sta tornando anche prepotentemente efficace in fase realizzativa. I numeri parlano chiaro, dopo un digiuno di circa tre mesi, l’argentino sta tornando a segnare con continuità. Nelle ultime 13 partite fra campionato ed Europa League, l’argentino ha segnato ben 8 gol e sicuramente la media è molto simile a quella tenuta nelle precedenti stagioni. Nell’ottica del match di ritorno contro il Wolfsburg la condizione di Don Rodrigo è un segnale importante per credere nella possibile rimonta contro i tedeschi.

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  • Il peggiore – Carrizo, regala un gol e mezzo al Wolfsburg

    Il peggiore – Carrizo, regala un gol e mezzo al Wolfsburg

    E pensare che nel primo tempo Carrizo non aveva demeritato, con un paio di interventi ottimi. Nel secondo tempo la disfatta. Prima strozza un passaggio per Jesus, che intercettato dai tedeschi si trasforma nel 2-1. Poi sulla punizione di De Bruyne si fa sorprendere sul proprio palo incredibilmente. Con questi due errori compromette sensibilmente il passaggio del turno per l’Inter. A questo punto a San Siro serve un mezzo miracolo.

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  • Il migliore – Palacio, illude l’Inter e fa entrambe le fasi

    Il migliore – Palacio, illude l’Inter e fa entrambe le fasi

    Con il gol in avvio aveva illuso tutti i tifosi interisti Rodrigo Palacio. Largo sulla sinistra per buona parte del primo tempo, crea scompiglio nella difesa tedesca. Corre per due sulla fascia, utilissimo sia in fase offensiva che in ripiegamento difensivo. Nel secondo tempo si mangia un gol clamoroso, solo davanti a Benaglio, ma nel complesso è sembrato il migliore dei nerazzurri.

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  • #107annidinerazzurro, Juventus – Inter 1-0, il Derby d’Italia più discusso della storia

    #107annidinerazzurro, Juventus – Inter 1-0, il Derby d’Italia più discusso della storia

    ” 9 MARZO 1908 E’ NATO UN NUOVO SODALIZIO CALCISTICO “Il Foot-Ball Club Internazionale Milano” “Ci perviene notizia che alcuni soci dissidenti della società calcistica “Milan Foot-Ball Club” si sono riuniti ieri sera in una sala del Ristorante “Orologio” per dar vita a una nuova Società che si denominerà “Foot-Ball club Internazionale Milano“. Queste le parole riportate sull’allora “Gazzettino di Milano” esattamente 107 anni fa. Si, 107 anni di Inter, 107 anni di vittorie, supervittorie, trofei, triplete, coppe del mondo, campioni e bidoni, 107 anni di serie A. Certo, nella lunga vita ultrasecolare della nostra Beneamata ci sono stati diversi dispiaceri, tonfi assurdi e anche qualche “sgambetto”. IL DERBY D’ITALIA PIU’ DISCUSSO DELLA STORIA 26 aprile 1998. Torino. Si gioca Juventus-Inter, partita che vale lo scudetto della stagione in corso, visto che le due squadre sono divise da un solo punto. La settimana di vigilia ha già visto la Juventus nell’occhio del ciclone perché ad Empoli ha vinto una partita grazie ad un grosso errore arbitrale che le ha consentito rimanere in vetta; Stefano Bianconi va in gol di testa, Angelo Peruzzi tira fuori la palla dalla porta, dopo che è entrata di ben oltre un metro, l’arbitro non vede e la Juve conserva così il punto di vantaggio. A Torino l’Inter arriva con la consapevolezza delle sue capacità con un Ronaldo al 100% della forma; proprio il Fenomeno va vicino al gol, ma Del Piero non sbaglia e porta la Juventus in avanti. Nei secondi 45 minuti l’Inter, nonostante l’inferiorità numerica (espulsione di Ze Elias) cerca e meriterebbe il pareggio; un possibile pari glielo nega Ceccarini che non vede un fallo di Iuliano su Ronaldo, fallo che anche i tifosi juventini non hanno avuto problemi a confermare. “Gol sbagliato gol subito” sul capovolgimento di fronte infatti l’arbitro assegna un rigore giusto alla Juventus, per fallo di West su Inzaghi, ma che molto probabilmente non avrebbe avuto luogo se avesse fischiato il contatto in area bianconero. Il pacato Gigi Simoni si infuria; volano parole pesanti come un ‘Si vergogni’, che costa l’allontanamento dal campo del tecnico nerazzurro. L’Inter continua a provarci ma Angelo Peruzzi respinge i tiri di Ronaldo e Zamorano e la Juventus si cuce così lo scudetto sul petto numero 25, uno scudetto che gli uomini di Simoni, guidati da un grande Ronaldo, avrebbero meritato ma del quale sono stati privati per delle decisioni arbitrali del tutto sbagliate.

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  • #107annidinerazzurro – Inter – Real Madrid, quando una partita diventa storia

    #107annidinerazzurro – Inter – Real Madrid, quando una partita diventa storia

    Molti ricorderanno la finale di Champions League contro il Bayern Monaco, prestigiosa perché avvenuta contro una grandissima squadra oltre (e soprattutto)  al fatto che quella vittoria significò Triplete.  Ma un’altra finale fu, probabilmente, ancora più degna di nota di quella. Siamo nel lontano 1964, i nerazzurri allenati da Herrera sfidano nella finale di Coppa Campioni il temibile Real Madrid di Alfredo Di Stefano, alla sua ultima apparizione con la maglia dei blancos. Il club di Madrid, negli anni precedenti (esattamente dal 1955/56 fino al 1959/60) aveva vinto ben 5 Coppe Campioni consecutive. I nerazzurri vivono un buon periodo, l’anno precedente avevano vinto il campionato, e in quell’anno tennero un ritmo formidabile nella competizione europea. Ma davanti, in quel 27 maggio 1964, a Vienna, davanti c’era la squadra più forte del mondo, con due dei giocatori più forti di sempre: uno era Puskas, l’altro, come detto, era Di Stefano, che voleva concludere la propria carriera alzando al cielo, ancora una volta, quel trofeo. Ma, alla fine, non fu così. I nerazzurri ingabbiarono Di Stefano per tutto l’arco della gara, così come Puskas. L’Inter, emozionata di giocare quel match (Mazzola prima dell’inizio della gara, per sua stessa ammissione, si incantò nel guardare Di Stefano), gioca bene, e allo scadere del primo tempo (al 43′), proprio Mazzola porta in vantaggio la squadra di Herrera con un gol bellissimo dal limite dell’area. Il Real nella ripresa è scatenato, va vicino al pari colpendo un palo clamoroso. I blancos attaccano, vanno vicini al gol in più occasioni ma l’Inter riparte subito, un pallone difficilissimo da controllare viene magistralmente amministrato da Mazzola, il quale serve Milani che, con un diagonale, raddoppia. Grazie ad una bella sforbiciata di Felo il Real accorcia le distanze, ma ad un quarto d’ora dalla fine ancora una volta Mazzola segna, sfruttando un errore del difensore madrileno Santamaria. Partita chiusa, i nerazzurri vincono 3-1 contro la squadra più forte del mondo. A rovinare l’ultima partita di Di Stefano, il ragazzo che a inizio match incredulo, era rimasto a guardarlo.

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