• FOTO/ Inter e Nike presentano la divisa da trasferta per la stagione 2014/15

    FOTO/ Inter e Nike presentano la divisa da trasferta per la stagione 2014/15

    Nike e Inter hanno svelato oggi il nuovo kit away per la stagione 2014-2015 che afferma con decisione e fierezza l’appartenza del club alla città di Milano. Il colore dominante è il bianco con una grafica declinata nei toni del grigio chiaro sulla parte frontale, composta da linee che creano la croce di San Giorgio, stemma della città. All’interno del collo è posta un’etichetta che riporta il messaggio “Milano è solo Inter”, realizzato con il tipico font introdotto dagli stendardi e dalle bandiere dei tifosi nerazzurri negli anni ’70. La croce di San Giorgio è posta anche sul retro del collo a sottolineare ancora una volta l’orgoglio del club di rappresentare la città di Milano. Il kit è completato da calzoncini e calzettoni bianchi. Il nuovo kit è realizzato con la più innovativa tecnologia Nike in grado di garantire la miglior performance agli atleti e presenta elevati standard di ecosostenibilità. La nuova maglia Away dell’Inter sarà in vendita a partire dal 26 luglio su nike.com, store.inter.it; presso i Nike Store, SoloInterStore di Via Berchet 1 Milano, San Siro Store, ed altri negozi selezionati.     Fonte: inter.it nl.ua/ http://www.np.com.ua/

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  • Zanetti: “Essere vicepresidente dell’Inter è una grande responsabilità. I miei compiti…”

    Zanetti: “Essere vicepresidente dell’Inter è una grande responsabilità. I miei compiti…”

    Nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Olè, Javier Zanetti ha parlato della sua nuova avventura da vicepresidente dell’Inter: “Ho accolto con entusiasmo questo nuovo capitolo della mia vita. So che cambierà tutto per me, ma spero di essere utile anche fuori dal campo. Essere vicepresidente dell’Inter è una grossa responsabilità”. A proposito del suo ruolo, ‘Pupi’ spiega: “Da un lato, Thohir vuole espandere il marchio in Cina, Giappone, Indonesia, Singapore, Australia… e io lo aiuterò nelle vesti di ambasciatore. Ma resterò anche vicino alla squadra, soprattutto per spiegare ai giovani cosa significa indossare la maglia dell’Inter”. Quindi, sul momento difficile che sta attraversando il calcio italiano: “La situazione è cambiata in maniera evidente. Oggi non si possono più spendere le cifre che circolavano anni fa. Capita ancora che arrivino grandi giocatori, ma non più in cinque o sei. Per questo si sta scommettendo molto sui giovani. E’ una grande sfida, costruire una squadra competitiva pur mantenendo i conti in attivo”.   Fonte: Olè   www.budmag.ua http://nl.ua

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  • Stankovic: “Grazie Inter, con te sono entrato nella storia! Quando mi ha chiamato <i>Strama</i>…”

    Stankovic: “Grazie Inter, con te sono entrato nella storia! Quando mi ha chiamato Strama…”

    Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Dejan Stankovic ha commentato l’inizio della sua avventura da vice-allenatore dell’Udinese, tornando anche sul suo addio ai colori nerazzurri. Ecco le parole del Drago: “Ero in vacanza, avevo lasciato a casa il telefono. Lo recupero, c’è una chiamata senza risposta: Stramaccioni. Avevo letto che stava firmando per l’Udinese: ho capito prima di richiamarlo che non mi telefonava per chiedermi di qualche giocatore. E avevo deciso cosa dirgli già prima di richiamarlo”. Beh, magari aveva capito male… “Non avevo capito male: ‘Deki, ho in testa un’idea, vorrei lavorare con te: ci stai?’. Ci stavo, perché in quel preciso istante ho risentito le farfalle dentro lo stomaco: una sensazione che mi mancava da Inter-Chievo, quando ero tornato a giocare una partita vera dopo quasi un anno fuori per colpa del tendine. Gli ho detto solo: ‘Lasciami una sera per parlare con la mia famiglia, ma al novanta per cento è sì’” Da più di un mese è vice allenatore dell’Udinese al cento per cento: perché, Stankovic? “Risposta razionale: perché questa esperienza è un tesoro e posso farla con un tecnico bravo con cui mi capivo al volo anche quando mi allenava e in un club che, vissuto da dentro, è ancora più organizzato di quanto si vede da fuori”. Ok, e la risposta di pancia? “Perché non ne potevo più di stare fermo: mi ero già fermato abbastanza anche quando ero ancora un giocatore, purtroppo. E perché sentivo di dover dare a qualcuno, una volta fuori da un cam- po di calcio, qualcosa dei miei vent’anni di calcio passati dentro un campo”. Sperava di darlo all’Inter? “Io all’Inter dico solo grazie e quando uscirà il calendario la prima data che guarderò sarà quella di Inter-Udinese: è sempre bello tornare a casa e San Siro è stato casa mia. Grazie ai tifosi, agli ex compagni, al presidente, che per me è Moratti perché non ne ho avuto un altro: grazie per aver potuto riempire di sudore quella maglia, entrando nella storia portandola addosso”. Sì, appunto: ma c’è stato un momento in cui si è parlato di farla continuare quella storia, no? “Non mi sentirete mai dire parole che possano scatenare casini: io ero pronto, ma quando c’è un cambio di proprietà serve anche tempo per inquadrare bene la situazione”. E quella storia di Stankovic alto dirigente della federazione serba com’è finita? “In federazione sarei potuto entrare come vice di Mihajlovic, se Sinisa fosse rimasto l’allenatore della nazionale. Da dirigente no: se oggi il nome Dejan Stankovic significa qualcosa è perché me lo sono guadagnato sul campo e non avrei voluto un ruolo che fosse conseguenza solo di quel nome. Volevo usare quel nome con la stessa umiltà che ci ho messo per farmelo. Volevo fare esperienza, ricominciare. E infatti oggi Deki è ripartito da zero, e si prende del tempo: per studiare, per lavorare, per vivere di calcio al cento per cento. A costo di staccarmi per la prima volta nella mia vita da mia moglie e dai miei figli, che per ora restano a Milano”. Si sfoga in partitella? “Ogni tanto mi metto lì davanti alla difesa e tiro qualche urlo. Ho tolto le scarpe solo un anno fa: me le sento ancora addosso le cose che servono quando si gioca, a cominciare dal sangue nelle vene. Soprattutto nei momenti difficili: ecco, una cosa che penso di poter spiegare ai ragazzi è come reagire in certi casi”. Sente che ormai sarà questa la sua carriera? “Sì: se faccio una cosa, la prendo di petto e non mollo un centimetro. Anche se è una cosa completamente diversa da quella di prima e per ora mi basterebbe fare un decimo di quello che ho fatto da giocatore. Ogni tanto mi rendo conto di quanto sono inesperto, ma non mi butto giù: alzo la mano, e chiedo”. Quello che ha fatto Vidic con lei, prima di firmare e dopo aver firmato con l’Inter. “Mi ha chiesto mille cose: dell’Italia, del calcio italiano, dell’Inter, della Pinetina, dei compagni. Tutto, ha voluto sapere tutto. Del giocatore cosa potrei dire di nuovo? Per due anni è stato il miglior difensore del mondo, tuttora è fra i migliori: non c’è molto da aggiungere. Quello che scoprirete è l’uomo che ho conosciuto in dieci anni di Nazionale insieme: una persona seria, un grande professionista, un leader”. E lei cosa gli ha detto? “Nema, in Italia c’è grande attenzione all’organizzazione, alla tattica. Per anni hai affrontato attaccanti fortissimi uno contro uno, con auto- strade dietro di te: qui giocherai con la sigaretta in bocca”. Anche se non è abituato a giocare con la difesa a tre? “Imparerà in fretta perché è intelligente ed esperto, sa leggere il gioco in anticipo e prende posizione prima dell’attaccante”. Una cosa in cui siete simili? “Lui è molto più freddo di me, ma direi il coraggio. Ha presente Braveheart? Ecco, non sa quante volte gli ho detto ‘Nema, pensa alla salute’, quante volte si è spaccato il naso o aperto la fronte perché si butta sempre e comunque, senza pensarci”. Un capitano di fatto? “Il capitano sarà Johnny (Stankovic ha sempre chiamato Ranocchia così, perché è magro come Johnny Stecchino) ed è giusto così: l’altro giorno l’ho sentito e gliel’ho detto. Però Vidic gli potrà dare una bella mano: anche a tenere bene quella fascia sul braccio”. Handanovic, Vidic, Kovacic, forse Kuzmanovic, magari Jovetic: sarà una buona… Interic? “Sono tutti grandi giocatori, me lo auguro per l’Inter: non contro l’Udinese, ovviamente”. Ma se dall’Udinese dovesse arrivare anche Pereyra… “Io di mercato non mi occupo: però oggi l’ho visto in campo, si allena ancora con noi…”.            http://www.europosud.ua/ nl.ua

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  • FOTO/ Presentata la nuova divisa Home 2014/15: Nike rivoluziona il <i>look</i> Inter

    FOTO/ Presentata la nuova divisa Home 2014/15: Nike rivoluziona il look Inter

    L’Inter avrà un look radicalmente nuovo nella stagione 2014-15: per la prima volta nella storia le tradizionali strisce verticali nerazzurre vengono reinterpretate in stile gessato sartoriale per conferire alla prima maglia grande eleganza e raffinatezza. L’ispirazione è stata tratta da Milano, città di appartenenza dell’Inter e capitale mondiale della moda e dallo stile. La nuova maglia home è infatti nera con sottili strisce verticali azzurre. Il nuovo logo – in una versione esclusiva con la stella – sarà presente solo sulla maglia, a sinistra del petto, all’altezza del cuore. Il colletto, piccolo e stondato, è nero e profiliato in azzurro. Su di esso è posto un bottone a chiusura e uno a scomparsa. Al suo interno è presente un’etichetta a forma triangolare con la croce di San Giorgio, simbolo della città di Milano. Sul suo retro è presente la scritta “Inter” realizzata con il tipico font introdotto dagli stendardi e dalle bandiere dei tifosi nerazzurri negli anni ’70. I pantaloncini abbinati alla maglia home sono neri con una sottile linea azzurra sui lati mentre le calze sono nere con bordo azzurro. Il nuovo kit è realizzato con la più innovativa tecnologia Nike in grado di garantire la miglior performance agli atleti e presenta elevati standard di ecosostenibilità. La nuova maglia Home dell’Inter sarà in vendita a partire da oggi su nike.com, store.inter.it; presso tutti i Nike Store, Solo Inter Store di Via Berchet 1 Milano, San Siro Store, ed altri negozi selezionati.         Fonte: inter.it             http://nl.ua utis.org.ua/

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  • Zanetti: “Grazie alla famiglia Inter, continuerò a difendere i colori che amo. Aver ritirato la mia maglia…”

    Zanetti: “Grazie alla famiglia Inter, continuerò a difendere i colori che amo. Aver ritirato la mia maglia…”

    Con un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook, Javier Zanetti ha commentato la notizia del ritiro della maglia numero 4 e dell’ufficialità del suo nuovo incarico da vicepresidente: “Vorrei ringraziare a tutti voi per i tantissimi messaggi di auguri e un grazie enorme alla famiglia dell’Inter per il grandissimo gesto di ritirare la mia maglia. È un onore per me poter continuare a difendere questi colori che amo. Veramente sono molto emozionato. Grazie!!!”                                                                                      

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  • UFFICIALE – Ritirata la maglia n°4 di Zanetti. Per <i>Pupi</i> biennale da vicepresidente

    UFFICIALE – Ritirata la maglia n°4 di Zanetti. Per Pupi biennale da vicepresidente

    Al termine del CdA di questa mattina, Erick Thohir ha ufficializzato il ritiro della maglia numero 4 di Javier Zanetti. Per il capitano nerazzurro, che ha visto scadere oggi il suo contratto da calciatore, è arrivato anche l’annuncio del contratto biennale da vicepresidente del club: “Abbiamo raggiunto un accordo con Javier Zanetti della durata di 2 anni. Sarà il vicepresidente dell’Inter – ha dichiarato il tycoon indonesiano -. La proprietà ha deciso di ritirare la sua maglia numero 4. Naturalmente nell’ambito della prima squadra ci saranno molti movimenti. Abbiamo parlato a lungo io, Marco Fassone, Piero Ausilio e l’allenatore Walter Mazzarri per migliorare la squadra non solo sul campo, ma anche fuori”. “Il club ha raggiunto un accordo con Javier Zanetti della durata di 2 anni. Sarà il vicepresidente dell’Inter. La proprietà ha deciso di ritirare la sua maglia numero 4. Naturalmente nell’ambito della prima squadra ci saranno molti movimenti. Abbiamo parlato a lungo io, Marco Fassone, Piero Ausilio e l’allenatore Walter Mazzarri per migliorare la squadra non solo sul campo, ma anche fuori. Non voglio dire che ci siano persone più o meno brave, ma noi dobbiamo migliorare la situazione, consolidare la squadra come squadra con nuovi obiettivi perché, quello dell’anno scorso è passato, ora invece dobbiamo stare in Europa e non possiamo fallire”. “Il club ha raggiunto un accordo con Javier Zanetti della durata di 2 anni. Sarà il vicepresidente dell’Inter. La proprietà ha deciso di ritirare la sua maglia numero 4. Naturalmente nell’ambito della prima squadra ci saranno molti movimenti. Abbiamo parlato a lungo io, Marco Fassone, Piero Ausilio e l’allenatore Walter Mazzarri per migliorare la squadra non solo sul campo, ma anche fuori. Non voglio dire che ci siano persone più o meno brave, ma noi dobbiamo migliorare la situazione, consolidare la squadra come squadra con nuovi obiettivi perché, quello dell’anno scorso è passato, ora invece dobbiamo stare in Europa e non possiamo fallire”.

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  • FOTO/ Ecco le tre divise dell’Inter per la stagione 2014/15

    FOTO/ Ecco le tre divise dell’Inter per la stagione 2014/15

      Manca solo l’ufficialità, ma sono state scelte le tre nuove divise dell’Inter per la stagione 2014/15. La prima maglia, scelta personalmente da Moratti, è in stile “gessato”; l’esclusività, rispetto agli altri anni, sta nella scelta del colore nero a far da padrone, con delle sottili linee blu. La seconda maglia, di colore bianco con strisce orizzontali più scure, avrà numeri e sponsor rossi per richiamare la divisa del centenario. La terza maglia, invece, sarà di colore azzurro.  

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  • Zenga: “Dopo essermi seduto sulla panchina dell’Inter potrei anche morire. Ogni giorno in nerazzurro…”

    Zenga: “Dopo essermi seduto sulla panchina dell’Inter potrei anche morire. Ogni giorno in nerazzurro…”

    Dopo l’Inter, il mondo. É l’estate del 1994 e l’Uomo Ragno, dopo 473 presenze, scompare dagli orizzonti nerazzurri. Ha vinto molto, uno scudetto, due edizioni della Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana. Lui non lo sa ancora, anzi, è amareggiato, ma gli si apre davanti letteralmente il mondo del calcio. Una breve parentesi italiana, poi l’America, ancora da giocatore e successivamente da allenatore, il prodromo di una carriera che lo vede vincere con lo Steaua Bucarest, con la Stella Rossa di Belgrado, saggiare il calcio turco, sperimentare quello arabo, rientrare in Italia prima col Catania e poi col Palermo, tornare negli Emirati Arabi. Zenga a 54 anni è diventato un allenatore senza frontiere. “Vivo a Dubai con la mia famiglia, ho due bambini, Samira di quattro anni e Walter jr., di due. Jacopo, Nicolò, Andrea, i miei tre figli più grandi, ormai sono indipendenti e vivono in Italia”. Una vita per l’Inter senza un giorno più bello degli altri… “Sono nato in curva, quando la curva era sopra la bandierina del calcio d’angolo. Io non ho un giorno più bello degli altri perché ogni giorno in nerazzurro è stato splendido. Quando facevo il raccattapalle e sono entrato a San Siro, è stata una botta! È uno stadio incredibile, totalmente dedicato al calcio. Ci vuole una grande personalità per giocarci. Adesso per entrare in campo c’è il tunnel, quando giocavo io c’era una scaletta da salire ed è difficile descrivere l’emozione di quel momento”. Cittadino del mondo, un sogno nel cassetto. “Vorrei chiudere la mia vita e poi morire tranquillo facendo l’allenatore dell’Inter! Quello che ho fatto mi ha dato grandi soddisfazioni, comunque e c’è tempo, sono ancora giovane”. Il Mondiale? “Dire l’Italia sarebbe scontato. A me piace guardare il Belgio, la Bosnia, la Croazia, quelle squadre che hanno gran bravi giocatori e sono interessanti. Se non vince l’Italia, però, degli altri non ce ne importa, quindi stiamo in Italia. E anche contro l’Uruguay: o azzurri, o niente!”.               Fonte: inter.it

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  • Campagna abbonamenti 2014/15: ecco tutte le novità e le offerte per i tifosi nerazzurri

    Campagna abbonamenti 2014/15: ecco tutte le novità e le offerte per i tifosi nerazzurri

    L’Inter ha scelto di tornare in Europa insieme ai propri tifosi. Chi sottoscriverà l’abbonamento non solo avrà il miglior posto assicurato per le 19 partite di campionato ma potrà anche assistere al turno di playoff di Europa League e all’eventuale fase a gironi. Oltre all’ottavo di finale di Tim Cup. Rispetto alla scorsa stagione sono quindi fino a 4 partite in più incluse nel prezzo dell’abbonamento! Dalle ore 13.00 di giovedì 19 giugno tutti gli abbonati potranno confermare o scegliere un nuovo posto. Inoltre per la prima volta anche i non abbonati potranno acquistare subito un nuovo abbonamento, scegliendo tra i posti disponibili per la vendita. I canali di vendita sono il sito www.inter.it, aperto 24 ore su 24 e oggi più intuitivo da usare, i quasi 600 punti vendita Vivaticket abilitati e gli uffici Inter presso lo stadio San Siro, che saranno aperti al pubblico dall’ingresso numero 14. L’elenco completo dei punti vendita, il riepilogo degli orari, giorni di apertura e metodi di pagamento è consultabile collegandosi a www.inter.it/abbonamenti Importante novità sui posti Premium: da questa stagione le Tribune d’Onore e tutti i pacchetti di Corporate Hospitality saranno offerti in vendita dal nuovo partner Infront Italy: tutti i dettagli su www.inter.it/corporate Come sempre per acquistare un abbonamento sarà necessario essere titolari della tessera ‘Siamo Noi’, la quale si può sottoscrivere online collegandosi a www.inter.it/siamonoi oppure recandosi di persona agli uffici Inter dello stadio San Siro. In quest’ultimo caso la nuova tessera sarà consegnata all’istante e sarà gratuita per tutte le tessere con scadenza fino al 30 giugno 2015, in caso di contemporaneo acquisto di un abbonamento. Con questa campagna l’Inter ha pensato in particolare a tutti i giovani e alle famiglie, estendendo ai minori di 18 anni le riduzioni di prezzo: un grande vantaggio per tutte le famiglie numerose oltre che ai singoli giovani tifosi. Inoltre nel secondo anello arancio è da oggi disponibile una nuova promozione per i minori di 18 anni. Il settore con il maggior numero di promozioni è il Primo Anello Arancio, dove oltre agli Under18 e agli Over65 è confermata la tariffa speciale dedicata alle Donne di qualsiasi età. Rispetto alla scorsa stagione non saranno più in vendita in abbonamento i settori Laterali (ovvero i ‘curvini’) del primo anello rosso e arancio. Cambiano nome i settori centrali (157-159-161-163) del primo arancio, ora denominati ‘Poltroncina arancio’, così come le ‘Tribune d’Onore Senza Servizi’ che diventano ‘Tribuna arancio’. Gli abbonati del Secondo Anello Blu anche quest’anno godranno di un prezzo scontato che non include il derby, partita nel quale il settore è per tradizione riservato alla tifoseria avversaria. Gli abbonati avranno a disposizione, nel corso della stagione, tre giorni di prelazione a loro riservata per acquistare un biglietto di Inter-Milan a scelta. Abbonarsi conviene sempre: i migliori posti dello stadio, il diritto di prelazione, un forte risparmio rispetto all’acquisto delle singole partite e nel corso della stagione non mancheranno ulteriori opportunità rivolte ai soli abbonati! Entro e non oltre venerdì 27 giugno 2014 sarà possibile esercitare la prelazione per i rinnovi dei posti Corporate a San Siro. Successivamente, fino al 14 luglio, sarà possibile richiedere lo spostamento dei vostri abbonamenti in posti che eventualmente saranno liberi dopo il periodo di prelazione. Da domani, tutti insieme: forza Inter!         Fonte: inter.it  

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  • <i>Top&Flop</i> dell’era Moratti: GLI ATTACCANTI

    Top&Flop dell’era Moratti: GLI ATTACCANTI

    Succede tutto in un attimo: le lancette dell’orologio si fermano, gli occhi si alzano per seguire l’imprevedibile traiettoria del pallone, mentre ogni movimento in campo sembra svolgersi al rallentatore. L’attesa cresce, il cuore inizia a palpitare nel momento in cui la sfera si avvicina sempre più lentamente alla porta, battezzando proprio quell’angolo dove il portiere non può arrivare se non violando diverse leggi della fisica. La rete si gonfia, il tempo ricomincia a scorrere normalmente ed il silenzio è rotto da un’esultanza, i cui decibel sono sovrastati soltanto dalla festa e dai cori sugli spalti. Un sogno racchiuso in un gol. E fare gol è proprio il mestiere dell’attaccante. Un compito che implica la capacità di vedere e sentire la porta anche ad occhi bendati, di essere più veloci del difensore nei piedi e nella testa, di sorreggere il reparto offensivo e dialogare con i compagni al fine di far salire la squadra. Durante i diciotto anni di gestione morattiana, questa posizione è stata ricoperta da alcuni tra i più grandi centravanti dell’età moderna. Nonostante sia difficile stilare una classifica per l’abbondanza e la qualità che ha contraddistinto tale ruolo, proveremo a ripercorrere le gesta dei più meritevoli e le disavventure di chi non è riuscito a mettersi in luce con i colori nerazzurri. Tambureggiante come il suono del suo soprannome. Stiamo parlando di “bum bum” Zamorano, un cileno naturalizzato interista. Il ritratto di un vero e proprio predatore dell’area di rigore: forza, grinta da vendere e un colpo di testa infallibile come il proiettile di un cecchino addestrato. Bomber di razza a tal punto da ricorrere ad una simpatica trovata (la scritta 1+8 sulla maglia ndr), pur di cucirsi addosso il numero 9, destinato al neo arrivato Ronaldo. Due attaccanti dai destini incrociati, protagonisti dell’irrefrenabile ed insolito corso degli eventi. Ibrahimovic ed Eto’o: caratteristiche diverse, ma la stessa voglia di vincere e la naturale tendenza ad essere decisivi per le sorti di un match o di un’intera stagione. Lo svedese rappresenta il mix perfetto di potenza fisica, tecnica e cinismo. Un indole da vero trascinatore, della quale è simbolo inequivocabile la determinazione mostrata nell’indimenticabile trasferta di Parma, durante la quale entra e con una doppietta porta i nerazzurri alla conquista del sedicesimo tricolore, sbloccando una partita che si dirigeva verso un tragico epilogo. Merita per questo e tanto altro un posto d’onore nella hall of fame dell’Inter, nonostante non sia mai stata una bandiera e abbia preferito giocare in tutte le squadre per cui “ha fatto il tifo da bambino”. Il camerunense è arrivato alla corte di Mou proprio grazie al sacrificio del gigante di Malmo, desideroso di vincere la Champions League e, perché no, anche un paio di palloni d’oro con la maglia blaugrana. Ma il fato è beffardo, perché sarà il “Re Leone” ad alzare la Coppa e ad entrare di diritto tra i protagonisti delle pagine più belle della storia nerazzurra. Un ruggito da tramandare ai posteri insieme all’immagine di un attaccante disposto a correre instancabilmente lungo la fascia per il bene della propria squadra. Rinvio di Julio Cesar, sul quale si fionda di testa Milito. La palla arriva a Sneijder che serve ancora l’argentino. Implacabile, l’ex Genoa non lascia scampo a Butt e firma il gol del vantaggio. Ancora il “Principe”, riceve il pallone da Eto’o e si invola verso la porta del Bayern. Una finta, poi un’altra per disorientare Badstuber e, ancora una volta, infilza l’estremo difensore con un preciso piatto destro. Il ricordo più vivido, l’emozione più grande, l’eternità in un attimo. Diego Milito si sarebbe meritato il secondo posto della nostra classifica e l’infinita riconoscenza del mondo interista, anche se avesse segnato soltanto queste due reti negli ultimi cinque anni. Non è stato così, visto che ha posto il suo sigillo sul campionato e sulla Coppa Italia in una stagione da incorniciare. Poi tanta sfortuna e diversi infortuni che ne hanno pregiudicato il rendimento, ma nonostante ciò il regno del “Principe” è stato prospero e senza eguali ed il suo nome rimarrà impresso a fuoco nella memoria dei suoi sudditi. Sul gradino più alto del podio sale Ronaldo Luìs Nazàrio De Lima, o più semplicemente il “Fenomeno”. Una posizione dalla quale poter guardare dall’alto verso il basso tutti gli altri, come era solito fare anche sul rettangolo verde. Una finta ubriacante con la quale comandare a bacchetta i propri avversari ed una classe così pura e cristallina da meritarsi un posto tra i patrimoni dell’umanità gestiti dall’Unesco. Così veloce da anticipare con i movimenti l’intenzione stessa di eseguirli, così spettacolare da portarci a rivedere infinite volte le immagini delle sue giocate come fosse una dipendenza della quale è impossibile fare a meno. Una menzione speciale a Crespo e Cruz, mentre con convinzione escludiamo dai top dell’era morattiana Christian Vieri, non tanto per le prodezze sul campo da gioco, ma per l’ingratitudine e lo stile discutibile con i quali ha sporcato il ricordo delle sue prestazioni. Con dispiacere, invece, non rientra tra i migliori attaccanti Adriano, forte nelle gambe, ma debole nella tempra. La lista dei flop ricomprende diversi nomi, tra i quali risalta quello di Lampros Choutos, che vanta una presenza e zero gol con la maglia dell’Inter. Una carriera da girovago, costellata di esperienze della durata di un solo anno (chiedetevi il perché). Il greco ha un’attenuante: nessuno si aspettava nulla dal suo arrivo e lui non ha voluto disattendere le aspettative. Discorsi differenti per Suazo, protagonista di grandi stagioni al Cagliari, e Forlan, arma letale ai tempi dell’Atletico Madrid e decisivo come un passaggio di Vampeta o un anticipo di Domoraud durante l’esperienza nerazzurra. Tra ricordi di campioni e grandi giocate e immagini che non avremmo mai voluto vedere, la sintesi perfetta dell’era morattiana.          

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