• Strama: “Nessuna rivincita. L’Inter resta nel mio cuore, mi ha portato in Serie A. Ho parlato a lungo con Moratti perchè…”

    Strama: “Nessuna rivincita. L’Inter resta nel mio cuore, mi ha portato in Serie A. Ho parlato a lungo con Moratti perchè…”

    In diretta dalla sala conferenze dello stadio “Friuli” vi proponiamo la conferenza stampa di Andrea Stramaccioni, presentato ufficialmente come nuovo allenatore dell’Udinese. Pozzo: “Stramaccioni è un allenatore che abbiamo voluto fortemente. Siamo sicuri di aver fatto un’ottima scelta per il dopo Guidolin, anche per come si muove la nostra società, una società moderna e avanzata. Un allenatore giovane ed esperto è la miglior scelta che potessimo fare. Siamo pieni di entusiasmo, convinti di poter fare ottime cose. Siamo una società che lavora con umiltà e il nostro primo obiettivo è raggiungere una tranquilla salvezza, ma siamo comunque un club con grandi ambizioni”. Stramaccioni: “Sono molto contento e lo dico con schiettezza e semplicità. L’Udinese è sempre stata la mia scelta e sono contento di aver aspettato le valutazioni del club, rinunciando magari ad altre proposte arrivate prima. Dopo aver conosciuto la famiglia Pozzo sono ancora più contento. La società ha le idee chiare e ha tracciato un modo unico di fare calcio in Europa. Sono felicissimo che loro ritengano che io sia la persona giusta e farò di tutto per ripagare la fiducia”. Pensa di aver fatto bene all’Inter? “L’Inter per me resta una parentesi importantissima, che mi ha portato in Serie A. Un pezzo del mio cuore resterà sempre per i tifosi nerazzurri e per l’importanza che ha avuto l’Inter nella mia carriera. Ma adesso ho la testa solo all’Udinese”. Lei si è messo sempre in mostra con i giovani. Per questo ha scelto l’Udinese? “Dovreste chiederlo a chi mi ha scelto. Non nego di essere cresciuto grazie alla mia esperienza nel calcio giovanile. L’esperienza all’Inter poi mi ha arricchito, ma penso che la predisposizione a lavorare con giocatori di profilo non ancora definito può essere stato sicuramente un valore aggiunto”. Pesa il fatto di arrivare dopo Guidolin? “Per un allenatore di 38 anni, Guidolin può essere solo un punto di riferimento. E’ una generazione diversa dalla mia ed è un onore essere stato scelto dall’Udinese per raccogliere l’eredità di un allenatore così esperto”. E’ vero che il suo secondo sarà Stankovic? “Le tempistiche per l’ufficializzazione dello staff spettano al direttore sportivo. Posso dire che avrò un mio staff e ringrazio la società per aver capito le mie esigenze”. Ha ricevuto qualche in bocca al lupo particolare dall’ambiente Inter? “Sì, tanti. La prima persona che mi ha fatto l’in bocca al lupo e che devo ringraziare è il mio ex presidente, Massimo Moratti. Ho parlato a lungo con lui, perchè il rapporto che si è stabilito è un rapporto di gratitudine. L’Inter ha scommesso su di me e ora la famiglia Pozzo mi sta dando fiducia. Ho mantenuto un buonissimo legame con l’ambiente nerazzurro”. Ha già parlato con il presidente della rosa? “Ho perfettamente chiaro quale sia il progetto della società. Il mio obiettivo è dare un valore aggiunto ai giocatori che mi verranno messi a disposizione, ovviamente con il mio parere”. Qual è il tuo modulo di base? Di Natale e Muriel possono giocare insieme? “L’Udinese viene da un ciclo con una forte impronta tattica. La risposta a questa domanda dipende dall’organico a disposizione. L’obiettivo di un allenatore deve essere valorizzare la rosa, cercando l’abito giusto da cucire addosso ai giocatori. Per quanto riguarda Di Natale, Totò è uno dei pochi campioni rimasti in Serie A ed è un patrimonio del calcio italiano. Sarà un onore allenarlo. Muriel è un grandissimo talento, ma qualsiasi giudizio sui singoli verrà dato in un secondo momento”. Quanto ha aspettato l’Udinese? “Il mio agente Beppe Bozzo mi ha sempre consigliato bene e ho sempre pensato che l’Udinese fosse la soluzione migliore. Quando dico che ho aspettato, intendo che non ho valutato altre piste, nonostante ci fossero altre offerte. Sulla carta questa è la piazza ideale per me”. Alla rosa attuale è più adatta una difesa a tre o a quattro? “Rispondere adesso sarebbe sbagliato, perchè non ho ancora fatto un allenamento. Parlare adesso di modulo sarebbe fuori luogo. Con l’Inter eravamo partiti per giocare a quattro, poi abbiamo fatto tante vittorie consecutive giocando a tre. E’ importante la duttilità in un allenatore”.  Le hanno dato fastidio le voci su Delneri? “No, perchè le carte sono sempre state sul tavolo. Sapevo che l’Udinese stava facendo delle valutazioni, come è giusto che sia. Ma i tempi non sono stati lunghi come si è letto sui giornali. Aspettare questo club è stata la scelta migliore e sono orgoglioso che dopo aver sentito anche altri allenatori abbia scelto me”. L’allenatore della prima squadra deve guardare anche al settore giovanile? “Io sono il terminale di un progetto e il settore giovanile è una risorsa importante. E’ importante che l’allenatore della prima squadra si confronti anche sul settore giovanile con la società e resti informato. All’Inter capitava di portare spesso dei ragazzi ad allenarsi con noi ed era un processo importante per la loro crescita, anche a livello motivazionale”.  Qual è stato il momento più brutto in questo periodo senza allenare? “Il cambio di proprietà all’Inter ha portato dei momenti dolorosi per me. Avrei fatto volentieri a meno di sentire qualche dichiarazione sul mio operato, ma ognuno ha il suo stile. Per me è stato un momento di riflessione e di aggiornamento dopo una scalata vertiginosa”. Quanta voglia c’è di rivalsa? “Voglio solo dimostrare il mio valore ai tifosi dell’Udinese e al mio presidente. Non c’è voglia di rivincita proprio nei confronti di nessuno. I tifosi dell’Inter hanno sempre apprezzato il mio lavoro perchè sanno che ho sempre dato il massimo”.            

    continue reading »

     
     
  • UFFICIALE: Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Udinese. E il suo vice sarà un ex nerazzurro

    UFFICIALE: Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Udinese. E il suo vice sarà un ex nerazzurro

    Adesso è ufficiale: Andrea Stramaccioni ricomincia da Udine. Il tecnico romano ha firmato oggi un contratto biennale con il club friulano e sarà presentato alla stampa venerdì 6 giugno alle ore 15 presso la sala conferenze dello stadio “Friuli”. “Il primo impatto con lui è stato subito molto positivo – ha spiegato il ds bianconero Cristiano Giaretta -. E’ scattata la scintilla per la sua voglia di allenare l’Udinese. Ha voglia di mettersi in campo e ritornare ad allenare. Non è stata difficile la trattativa perché abbiamo trovato subito l’intesa. Solo il suo agente ha dovuto lavorare di più per rescindere dall’Inter. Noi siamo molto contenti della nostra scelta e non vediamo l’ora di vederlo all’opera dal primo luglio. E’ un tattico maniacale e lo ha fatto vedere nell’esperienza all’Inter. Ci piace il fatto che non abbia un modulo fisso. E’ un allenatore che sa, che conosce, che ha tanta voglia di fare e anche questo ci ha colpito di lui. Adesso ci incontreremo ancora, ma non vediamo l’ora di iniziare il lavoro insieme”. La sorpresa arriva dallo staff che seguirà Stramaccioni nella sua nuova avventura: il vice del tecnico romano, infatti, sarà Dejan Stankovic, alla sua prima avventura extra campo.

    continue reading »

     
     
  • Strama ricomincia da Udine? Pozzo vuole puntare sulla voglia di riscatto del tecnico romano

    Strama ricomincia da Udine? Pozzo vuole puntare sulla voglia di riscatto del tecnico romano

    Un’occasione per dimostrare di meritarsi il palcoscenico della Serie A, un’opportunità da cogliere al volo per rimettersi in carreggiata e far ricredere gli scettici. Andrea Stramaccioni è pronto a tornare, dopo la sfortunata esperienza sulla panchina nerazzurra e la delusione generata da un esonero amaro e, per certi versi, inaspettato. Il suo nuovo punto di partenza potrebbe essere Udine, la piazza ideale per crescere e acquisire esperienza, lontano dalle pressioni di un ambiente estremamente esigente come quello milanese. L’addio di Guidolin, entrato nei quadri dirigenziali della società friulana, ha lasciato un posto vacante sulla panchina dei bianconeri e, in seguito all’interruzione della trattativa con Del Neri, il romano è balzato in testa alle preferenze del club del presidente Franco Soldati. Le parti sono, dunque, molto vicine e l’ex Inter sembra aver superato definitivamente anche la concorrenza di Rolando Maran. Ultimo nodo da sciogliere, prima di poter finalmente intraprendere una nuova avventura, è la risoluzione del contratto che lega il giovane tecnico alla società di Corso Vittorio Emanuele fino al 30 giugno 2015. La stretta di mano, però, non dovrebbe tardare, permettendo così a Thohir di cancellare dal libro paga Stramaccioni e, a quest’ultimo, di passare finalmente al capitolo successivo della sua carriera. Quella di Udine rappresenta una seconda chance per l’allenatore classe ’76, le cui idee sembrano sposarsi alla perfezione con quelle del club friulano, che da anni porta avanti un ambizioso progetto di valorizzazione dei giovani. Le vittorie con la Primavera nerazzurra e il debutto di tanti esordienti in prima squadra, durante la sua permanenza sulla panchina dell’Inter, ne sono una palese dimostrazione. Un’esperienza incominciata sotto i migliori auspici e conclusasi negativamente con un nono posto finale e l’esclusione dall’Europa. Risultati, questi, non riconducibili in toto alla gestione del tecnico romano, ma ad una serie di fattori concomitanti, come evidenziato anche dall’andamento altalenante della compagine guidata, durante quest’ultimo campionato, da Walter Mazzarri. Ai sei punti in più collezionati dal tecnico toscano, infatti,  fanno da contraltare il mancato accesso ai quarti di finale di Coppa Italia (con Stramaccioni i nerazzurri si fermarono in semifinale ndr) e la mancanza di impegni continentali, che costrinsero il giovane allenatore ad anticipare la preparazione in vista dei preliminari di Europa League. Per non parlare della mole di infortuni che si abbatté sull’Inter sin dall’inizio del 2013, riducendo all’osso la rosa a disposizione. Ora è tempo di voltare pagina. La società friulana annuncerà a breve l’erede di Guidolin e, alla maggiore esperienza di Maran, dovrebbe essere preferita proprio la voglia di rivalsa di Stramaccioni.  

    continue reading »

     
     
  • Ghirardi è una furia: “Vergognatevi! Io mi dimetto e torno al mio paesello. Da oggi il Parma è in vendita”

    Ghirardi è una furia: “Vergognatevi! Io mi dimetto e torno al mio paesello. Da oggi il Parma è in vendita”

    Tommaso Ghirardi ha sfogato tutta la sua rabbia in conferenza stampa. Dopo il respingimento del ricorso presentato per ottenere la licenza Uefa, che impedirà al Parma di partecipare alla prossima edizione dell’Europa League, il patron gialloblu ha indetto un incontro con i media per spiegare quanto successo: “Ho voluto convocare questa conferenza per essere un pochino più chiaro sull’accaduto. Le licenze UEFA sono dovute ai problemi dello stadio, che abbiamo risolto, e i debiti scaduti coi club esterni, che il Parma ha onorato fino all’ultimo centesimo. Poi ci sono gli emolumenti: i giocatori del Parma che hanno giocato nel Parma FC al 31 marzo avevano tutto pagato. Abbiamo presentato tutta la documentazione: il termine ultimo era il 30 di aprile. E il 30 di aprile veniamo contattati dalla COVISOC per avere dei chiarimenti, alle 13.30. Il termine massimo era mezzanotte dello stesso giorno. Sei-sette ore prima di un giorno prefestivo ci dicono che c’è una piccola irregolarità. Lunedì chiamo personalmente e chiedo quale sia il problema riscontrato. Ci dicono che su nove incentivi all’esodo, non è stata pagata l’IRPEF. L’incentivo all’esodo è un accordo con un giocatore, perfettamente regolamentato, con cui appunto lo incentivi ad andare a giocare fuori. Noi abbiamo tanti giocatori, tanti giovani, tanti italiani, ma questo non se lo ricorda nessuno. La decorrenza economica di quell’incentivo era il 30 giugno e in questa data bisogna pagare tutte le ritenute esistenti. Facciamo così da sette anni e lo abbiamo sempre fatto, altre società lo fanno. Nessuno ci ha mai detto nulla fino al 30 di aprile, questi anticipo sono stati fatti a novembre quindi la COVISOC doveva contestarci questa cosa a febbraio. Se noi abbiamo sbagliato, ce lo dovevano dire entro il 25 febbraio. Noi fino al 30 aprile non abbiamo saputo nulla. Io sono convinto di aver pagato tutto e tutti, aver esaudito tutte le richieste che mi sono state fatte e mi sono rivolto alle istituzioni per sapere quello che dovevo, anche in questo caso. Non posso fare nomi, ma mi è stato consigliato come fare, da esponenti della Federazione e della Lega e l’esito è stato la bocciatura in primo e secondo grado. Spero non ci sia niente di male a dire questo, perchè è solo la verità. Nessuno lo può negare, ci sono state telefonate, messaggi, email, con gli organi preposti. Io mi sono rifatto alla Lega e alla federazione, che mi hanno dato indicazioni: queste hanno portato alla mancata concessione della licenza UEFA. Ho sentito che bisogna trovare un colpevole, ma non esiste! I miei collaboratori hanno fatto tutto da norma, come sempre. Solo uno stupido può pensare che ci sia un gesto di furbizia da parte mia nel risparmiare questi 300 mila euro, dopo aver speso 13 milioni e perso 8 per la mancata partecipazioni all’Europa League. Quando sarò più sereno valuterò chi mi potrà rimborsare di questi danni. La sanzione che ci è stata data, è per un errore dello 0,6% delle cifre dovute: per questo ho perso quanto vinto sul campo, quello che una squadra di provincia che rappresenta una città civile, ha conquistato sul campo. I miei tifosi non sono stati rispettati, perchè siamo troppo civili, troppo corretti. Questo non è il nostro mondo, di chi tira le bombe carta, di chi urla, di chi spara. Noi siamo gente perbene e stiamo bene a casa nostra. Siete riusciti a farmi andare via dal mondo dello sport. Io col calcio ho chiuso, voi vergognatevi di quanto avete fatto, io me ne torno al mio paesello. Chi ha il coraggio di giudicarmi, ha mai speso un euro per fare lo sport? Io sono partito dalla Seconda Categoria e sono arrivato in Coppa UEFA e ne sono orgoglioso. L’Alta Corte dichiara che è una pena iniqua circa la sentenza a noi comminata, ma che non ha possibilità di invertire la decisione. Un ex ministro che mi scrive una cosa del genere, è assurdo. Mi han fatto andare nella casa dello sport e mi ha giudicato uno che non ha mai fatto sport. Io ho chiuso, ho rassegnato le dimissioni da presidente del Parma FC, dal primo di luglio inizia un’altra storia. I miei soci hanno voluto condividere con me questa mattinata da incubo, il 100% del Parma da oggi è ufficialmente in vendita. Me ne vado da vincitore. Siamo arrivati che non c’era nulla e abbiamo costruito qualcosa di importante”.

    continue reading »

     
     
  • Corini: “Tutto lo staff è stato fondamentale. Ho un anno di contratto, in settimana…”

    Corini: “Tutto lo staff è stato fondamentale. Ho un anno di contratto, in settimana…”

    Alla vigilia del match che vedrà il suo Chievo Verona ospitare l’Inter di Mazzarri nell’ultima giornata di campionato, Eugenio Corini si è presentato in conferenza stampa in compagni di tutto lo staff tecnico, per dimostrare ancora una volta l’unità dei veneti: “Siamo anche noi una squadra nella squadra. Volevo ringraziate tutti i miei collaboratori per il prezioso lavoro svolto. Giusto che loro siano oggi qui con me davanti alle telecamere”. “Abbiamo creato una consapevolezza e la giusta voglia per raggiungere la salvezza – continua il tecnico clivense – anche se a novembre non sembrava un obiettivo possibile. Io ho un contratto ancora per un altro anno, ma in settimana ci vedremo con la società per parlare del futuro. Vogliamo seguire l’esempio di Fiorentina e Torino. Ci sono i presupposti per andare avanti insieme”. “Solo noi che siamo qui ci rendiamo conto di quanto sia importante rimanere in Serie A per il Chievo. Salire dalla B è un traguardo difficile, mantenere la massima categoria lo è ancora di più. Spero che i tifosi capiscano i nostri sforzi, devono capire chi siamo. Grazie a questa società è stato possibile questo miracolo sportivo”.

    continue reading »

     
     
  • Un’altra impresa del Chievo dei miracoli: la salvezza porta la firma di Corini e Paloschi

    Un’altra impresa del Chievo dei miracoli: la salvezza porta la firma di Corini e Paloschi

    Chievo Verona-Inter, gara in programma domenica sera allo stadio Bentegodi, sarebbe potuta essere per entrambi le compagini la partita che valeva un’intera stagione. Così non sarà, visto che sia i nerazzurri che i clivensi hanno raggiunto i propri obiettivi nello scorso weekend: gli uomini di Walter Mazzarri si sono assicurati, con il 4-1 rifilato alla Lazio e il contemporaneo passo falso delle altre pretendenti, il quinto posto in classifica che certifica il loro ritorno in Europa dopo un anno di assenza; i gialloblu di Eugenio Corini, invece, hanno ottenuto la matematica salvezza grazie allo 0-1 conquistato in casa del Cagliari e al parallelo successo del Catania sul Bologna. Un altro miracolo, dunque, messo in scena da una società che, nonostante il piccolissimo quartiere in cui affonda le proprie radici, si sente sempre più a proprio agio nel massimo campionato italiano. L’artefice di questa splendida cavalcata è ancora una volta quel Corini che già un anno fa, quando prese il posto di Domenico Di Carlo, riuscì nell’impresa di far rimanere il Chievo in Serie A. La storia è stata pressoché la stessa anche in questa stagione, visto che il “Genio” è stato richiamato dal presidente Campedelli nel mese di novembre subentrando a Giuseppe Sannino. Fino a quel momento, dopo le prime dodici giornate di campionato, la situazione dei veneti era tutt’altro che felice: solo sei punti (frutto di tre pareggi e una vittoria) e inevitabile ultimo posto in classifica. Sotto la guida dell’ex tecnico di Crotone e Frosinone, il Chievo è riuscito a rialzare la testa e a raccogliere importanti punti grazie a un assetto tattico camaleontico: alternanza tra 3-5-2 e 4-3-1-2, variazioni a cui i giocatori si sono adeguati perfettamente con ottimi risultati sul campo. In uno schema di gioco dal doppio volto, c’è chi come Alberto Paloschi ha tratto enormi benefici. L’attaccante di scuola Milan sta vivendo una stagione da favola come dimostrano i 13 gol fin qui messi a segno, un traguardo raggiunto nella storia dei clivensi solo da Marazzina e Pellissier. La gara contro l’Inter, dunque, rappresenta per il centravanti 24enne una ghiotta occasione per poter diventare il miglior goleador in Serie A con la maglia del Chievo Verona. Domenica sera sarà lui l’osservato speciale dei difensori dell’Inter, già puniti all’andata a San Siro da un suo guizzo dopo solo otto minuti di gioco (partita terminata 1-1 grazie al pareggio firmato da Nagatomo, ndr). Nell’ultima partita di un campionato dai verdetti già scritti, l’obiettivo delle due squadre resta solo uno: cercare di chiudere la stagione in bellezza.    

    continue reading »

     
     
  • Reja: “Vengo fischiato e non so perché. Potrei giocare a tre dietro. Hernanes? Penso che…”

    Reja: “Vengo fischiato e non so perché. Potrei giocare a tre dietro. Hernanes? Penso che…”

    A poche ore dalla trasferta di San Siro che vedrà la sua Lazio affrontare l’Inter di Walter Mazzarri, Edy Reja ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia, in cui ha provato a spiegare la situazione dei biancocelesti che, dopo il pareggio contro il Verona dello scorso turno di campionato, vedono allontanarsi sempre più l’obiettivo Europa League. La speranza europea resta comunque intatta: “Ce la possiamo fare, ma bisogna cambiare atteggiamento anche nei miei confronti. Vengo fischiato e non so perché“. A Milano, oltre allo squalificato Lulic, mancheranno anche diversi infortunati: “Ho avuto problemi fin da quando sono arrivato. Non ho ancora deciso l’assetto tattico, ma dovrei proporre la difesa a tre“.  Rispetto al girone d’andata, la Lazio ha avuto un brusco calo di prestazioni che l’ha allontanata dalle zone nobili della Serie A. I tifosi biancocelesti non hanno apprezzato il rendimento dei propri beniamini apostrofandoli con qualche fischio: “Dispiace perché il destino era nelle nostre mani. Con il Torino e il Verona non siamo riusciti a centrare l’obiettivo, che però non era così facile. Noi siamo riusciti a fare molti punti, ma ci criticano sempre. Non si può lavorare in questa maniera, l’atteggiamento dell’ambiente deve cambiare. Allo stadio quando viene fatto il mio nome vengo fischiato. Ma perché? Di cosa stiamo parlando? Questo credo di potermelo permettere di dire”. A San Siro, Reja si ritroverà davanti da avversario Hernanes: “Non so se con lui avremmo raggiunto l’obiettivo, io ho dovuto inventare spesso le formazioni per dare equilibrio. Ho giocato con false punte, con due esterni, con 3 dietro. Ho dovuto trovare assetti tattici diversi, ma i risultati sono sempre venuti. Come faccio a dire se con Hernanes ce l’avremmo fatta? Io devo tenere quanto di buono fatto in questo periodo. Felipe Anderson sta lavorando, ha mezzi tecnici importanti, sta trovando ora una dimensione e sta trovando sicurezze”.

    continue reading »

     
     
  • Inter-Lazio, i convocati di Reja. Squalificato Lulic, arruolati i giovani Filippini e Pollace

    Inter-Lazio, i convocati di Reja. Squalificato Lulic, arruolati i giovani Filippini e Pollace

    Dopo il pareggio interno per 3-3 rimediato all’Olimpico contro l’Hellas Verona, la Lazio farà visita all’Inter nell’anticipo valido per la 37^giornata di campionato. In occasione della trasferta di sabato sera a San Siro, l’allenatore biancoceleste ha convocato 24 giocatori, tra cui i giovani Filippini e Pollace che indosseranno, rispettivamente, le maglie numero 48 e 60. Oltre allo squalificato Lulic, saranno indisponibili gli infortunati Ederson, Postiga, Marchetti, Konko, Radu e Cavanda. Ecco la lista completa stilata da mister Reja: PORTIERI: Berisha, Strakosha, Guerrier DIFENSORI: Biava, Dias, Ciani, Novaretti, Pereirinha, Cana, Elez, Pollace, Filippini CENTROCAMPISTI: Ledesma, Onazi, Mauri, Candreva, Gonzalez, Biglia, Felipe Anderson, Minala ATTACCANTI: Klose, Perea, Keita, Kakuta.

    continue reading »

     
     
  • Lazio rigenerata dalla cura Reja: Lulic (squalificato), Candreva e Keita le armi in più dei biancocelesti

    Lazio rigenerata dalla cura Reja: Lulic (squalificato), Candreva e Keita le armi in più dei biancocelesti

    La sconfitta nel derby ha rimesso in discussione un quinto posto che sembrava blindato e a due giornate dal termine l’Inter si vede incalzata dal Torino, che la segue a due punti, e riduce a tre le lunghezze dal settimo posto di Parma e Milan; il tutto senza dimenticare Lazio e Verona, che con il pareggio di lunedì si sono vicendevolmente complicate la rincorsa all’Europa League. La matematica non ha ancora espresso verdetti, per un rush finale che sembra aperto a qualsiasi scenario: proprio per questo motivo la prossima sfida di San Siro contro i biancocelesti di Edy Reja sarà fondamentale per capire quali saranno le sorti europee della compagine nerazzurra. Dopo la conquista della Coppa Italia dell’anno scorso che le ha aperto il palcoscenico continentale nonostante il settimo posto in campionato, la squadra capitolina vorrebbe bissare questo traguardo; dopo un inizio di stagione poco convincente che ha portato all’esonero di Petkovic (solo 20 punti in 17 giornate per lui), il ritorno di Edy Reja ha dato linfa alla squadra, restituendola ai piani alti della classifica. Rispetto al 4-1-4-1 del tecnico bosniaco, che disponeva di un Hernanes in più e che mirava il proprio gioco sulle fasce alle finalizzazioni dell’unica punta Klose, l’allenatore friuliano schiera solitamente la sua squadra con un dinamico 4-3-3 ricco di qualità. In centrocampo si è visto spesso il doppio regista con Ledesma e Biglia affiancati da una mezz’ala tuttofare come Lulic (assente sabato sera per squalifica), giocatore che unisce alle strabilianti doti fisiche una buona dose di inserimenti (ben 7 le reti per lui). Il reparto offensivo, spesso orfano del ‘panzer’ tedesco, vede brillare la stella Candreva, fresco del record di centrocampista biancoceleste più prolifico in una sola stagione, e il ritorno dalla squalifica di 6 mesi per calcioscommesse di Mauri; da temere anche il 19enne Keita, attaccante dalla grande facilità di corsa e dribbling e già autore di 5 reti. La gara di andata fu segnata da un errore di Ranocchia, reo di essersi lasciato sfuggire Klose nella rete che condannò i nerazzurri alla sconfitta. Gli imperativi rispetto a quel match sono due: ritrovare il gol e la vittoria. Antonio Simone

    continue reading »

     
     
  • Seedorf: “Abbiamo limitato i punti forti dell’Inter, come Kovacic e Palacio. Ho fatto i complimenti a Zanetti perchè…”

    Seedorf: “Abbiamo limitato i punti forti dell’Inter, come Kovacic e Palacio. Ho fatto i complimenti a Zanetti perchè…”

    Queste le parole rilasciate da Clarence Seedorf nel post partita di Milan-Inter (1-0). SKY SPORT “Abbiamo dichiarato di voler lottare fino alla fine per l’Europa League anche se sono molte le squadre in ballo. Oggi abbiamo raggiunto un buon traguardo, i ragazzi si sono comportati davvero bene. Finalmente si sono comportati da squadra, hanno lottato insieme e sono stati molto bravi. Erano concentrati e determinati, il modo in cui giocano insieme in campo parla da solo non serve aggiungere altro. La squadra ha saputo reagire e fare un finale di stagione molto dignitoso. Ora godiamoci questa serata, poi penseremo al resto. Abbiamo giocato a rombo stasera, era importante controllare Cambiasso che può diventare insidioso. Volevo cercare di limitare i contropiedi, sappiamo che possono essere pericolosi. Mi è piaciuta l’aggressività positiva dei ragazzi, ne abbiamo parlato molto in questi giorni. Ora la mia prima preoccupazione è di trovare compattezza nelle due fasi. In questa gara volevo sorprendere l’Inter cambiando il modulo ma soprattutto la filosofia di gioco. Ho in mente lo stesso modulo anche per l’anno prossimo, visto che piace anche al presidente. Sto lavorando con grande serenità e i risultati si vedono. Galliani ha detto che ho due anni di contratto, è una grande verità…” MEDIASET PREMIUM “Abbiamo festeggiato nello spogliatoio, ma in maniera molto soft. Abbiamo giocato col rombo per sorprenderli a livello tattico e coprire dove l’Inter è più forte e ha giocatori importanti come Kovacic e Palacio. Abbiamo proposto la filosofia di gioco per cui lavoriamo e per questo devo fare i complimenti ai ragazzi, che sono stati molto bravi in ambo le fasi. La squadra ha risposto tante volte sul campo e davanti alle telecamere, dimostrando che non è spaccata e che questo è un gruppo speciale perchè giocare un derby così importante in questo modo è stato veramente bello. Mi sono salutato con Mazzarri, il fair play è sempre giusto. Mi ha fatto piacere rivedere i miei amici Cordoba e Zanetti, a Javier ho fatto i complimenti perchè è un grande esempio per i giovani e spero che possa continuare nel mondo del calcio perchè può dare ancora tantissimo, nonostante questo sia stato il suo ultimo derby. Ogni squadra, anche noi, ha i suoi limiti, ma abbiamo il grande pregio di voler sempre lottare l’uno per l’altro, poi quando qualche risultato è iniziato a venire, diventa tutto più semplice, ma ognuno ha sempre pensato all’interesse del gruppo e del Milan. Come abbiamo superato le difficoltà? Siamo la terza squadra per numero di punti nel girone di ritorno. Abbiamo spesso fatto grandi partite come contro la Juve, dove abbiamo giocato benissimo senza raccogliere o come contro il Parma, dove eravamo in dieci dopo cinque minuti. La squadra ha sempre mostrato volontà e voglia di reagire e di questo sono molto contento” Fonte: spaziomilan.it

    continue reading »