• ESCLUSIVO/ Bonazzoli: “Allenarsi con la prima squadra è un sogno che si avvera. Mazzarri ci ha fatto capire che…”

    ESCLUSIVO/ Bonazzoli: “Allenarsi con la prima squadra è un sogno che si avvera. Mazzarri ci ha fatto capire che…”

    Dagli inviati a Pinzolo, Alessandro Suardelli e Carmelo Bruno Intervistato in esclusiva da SpazioInter.it, Federico Bonazzoli, centravanti della Primavera nerazzurra, ha raccontato le sue sensazioni su questa prima parte di precampionato trascorsa a contatto con la prima squadra. Ecco le parole del 17enne bresciano: Non è la prima volta che ti alleni con la prima squadra ma il ritiro estivo con i “grandi” è una novità assoluta per te. Cosa ti porterai dietro da questa esperienza? “Allenarsi con la prima squadra dell’Inter, il club in cui ho sempre sognato di giocare, è una cosa bellissima. Non mi poteva capitare di meglio. E’ un’esperienza fantastica essere qui, mi aiuterà a crescere e migliorare”. Qual è il clima che si respira in vista della nuova stagione? Mazzarri è stato chiaro: vuole una squadra grintosa, che non molli niente… “Il mister ci ha fatto subito capire che dobbiamo dare ancora di più rispetto all’anno scorso. Io sono qui per aiutare la squadra e fare del mio meglio. Siamo un ottimo gruppo e possiamo fare bene”. Thohir parla spesso di voi giovani, il mister ha detto che vuole costruire una squadra più interista. Un bel vantaggio per te… “Fa piacere che il presidente e il mister abbiano detto queste cose. Il ringiovanimento della rosa è un dato di fatto, poi non sta a me commentare le scelte societarie. Io sono a disposizione, come ho sempre fatto e sempre farò”. Nell’amichevole contro il Trentino hai agito da seconda punta, svariando su tutto il fronte d’attacco. Anche in Primavera ti è capitato di rivestire lo stesso ruolo ma, se potessi scegliere, dove preferiresti giocare? “Mi considero un 9 e mezzo. Mi piace più giocare come prima punta, ma non ho problemi a fare altri ruoli. Sono a disposizione del mister e cerco di fare nel miglior modo possibile tutto ciò che mi chiede. L’importante è scendere in campo e fare bene”. L’anno scorso ti sei tolto soddisfazioni importanti esordendo prima in coppa Italia e poi in campionato. La prossima tappa è l’Europa? “Un ragazzo della mia età non può augurarsi di meglio. Non è stato facile raggiungere certi obiettivi, ho avuto la possibilità di coronare un sogno che avevo fin da bambino. Questo, però, è un punto di partenza, non di arrivo. Voglio continuare a fare bene e chissà che non arrivi davvero l’esordio in Europa”. Dopo aver vinto il campionato con i Giovanissimi e con gli Allievi, quanto ti stuzzica l’idea di poter centrare il grande slam vincendo il titolo anche con la Primavera? “E’ stata una buona annata. Ho giocato con la Primavera, poi ho voluto dare una mano ai miei coetanei nella fase finale del campionato Allievi. Mi sembrava doveroso, visto che si trattava della mia categoria. Ho rinunciato alle vacanze, ma non è un problema. Per riposare c’è sempre tempo. Adesso penso a fare bene qui, poi sarebbe bello vincere lo scudetto Primavera perchè mi manca”.  Quali sono i tuoi punti forti e su cosa, invece, pensi di dover migliorare? “Non si smette mai di crescere, devo migliorare in tutto. Penso di avere un buon sinistro, mentre devo migliorare con l’altro piede e sul gioco aereo”. C’è un modello di centravanti a cui ti ispiri o di cui sogni di ripercorrere le orme? “Essendo interista, stimo tutti gli attaccanti che hanno giocato e giocano nell’Inter. Milito, Palacio e Icardi sono dei modelli, ma il mio giocatore preferito è Ibrahimovic”. Conoscendo i ragazzi degli Allievi e della Primavera, su chi ti sentiresti di scommettere per il futuro? “Penso sia ingiusto sbilanciarsi su un solo nome. I ragazzi che sono in ritiro hanno tutti talento e, se sono qui, è perchè hanno già dimostrato qualcosa. Ovviamente, come me, devono crescere e migliorare. L’obiettivo è fare il possibile per meritare la conferma”.   Seguici su Twitter: Alessandro Suardelli (@AleSuardelli) SpazioInter (@SpazioInter)                  

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  • ESCLUSIVO – Alborno: “Vorrei tornare all’Inter, ma non sarà semplice. Su <i>Strama</i> e Thohir…”

    ESCLUSIVO – Alborno: “Vorrei tornare all’Inter, ma non sarà semplice. Su Strama e Thohir…”

    E’ stato uno dei protagonisti della Primavera nerazzurra, capace di conquistare, durante la stagione 2011/2012, sia il campionato di categoria che la prima edizione della Next Generation Series. Ha segnato uno dei rigori decisivi che hanno permesso alla squadra di Stramaccioni di salire sul tetto d’Europa contro il più quotato Ajax ed era presente nell’undici titolare che ha avuto il merito di neutralizzare la Lazio in occasione dell’atto conclusivo delle Final eight. Poi, l’arrivo nella serie cadetta e una promozione insperata con la maglia del Cittadella. Stiamo parlando di Rodrigo Alborno, ala paraguayana classe ’93 di proprietà dell’Inter. In un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di Spaziointer.it,il giovane talento originario di Asunciòn ha parlato del suo passato, della stagione appena trascorsa e del futuro che lo attende. Il Cittadella ha raggiunto ancora una volta l’obiettivo della permanenza in Serie B, dopo una prima parte di stagione preoccupante… “La salvezza è stata una vera impresa, perché fino a due mesi fa in tanti ci davano per spacciati. Noi, però, non abbiamo mai mollato e abbiamo raggiunto questo grande traguardo, evitando persino i playout”. Qual è stato, secondo te, il momento in cui siete riusciti a trovare la forza per reagire? E quale partita è stata quella della svolta definitiva? “Subito dopo la partita di Crotone, ci siamo riuniti con il mister, ci siamo guardati in faccia e abbiamo promesso la salvezza alla società. Da quel momento, siamo ripartiti con una forza e una cattiveria pazzesca. La partita della svolta, invece, è stata quella contro il Varese. Ci serviva vincere per portarci ad un solo punto di ritardo dai nostri avversari che, in quel momento, erano quint’ultimi. Abbiamo disputato una gara perfetta, vincendo con il punteggio di 5-1. Dopo quella partita, ci siamo resi conto che mancava davvero poco”. Hai collezionato 25 presenze e due gol in campionato (contro Carpi e Varese ndr), nonostante un infortunio muscolare che ti ha tenuto un po’ di tempo fuori dal campo. Come valuti complessivamente la tua stagione? “La partenza non è stata delle migliori, perché ho avuto un infortunio due settimane prima dell’inizio del campionato e sono rimasto fuori per un po’. Poi, però, penso di essermi ripreso e di esser stato all’altezza, riuscendo a collezionare tante presenze e a realizzare due reti. E’ stata una stagione molto positiva”. Sul tuo profilo Facebook hai pubblicato una foto, nella quale sei in compagnia di Di Gennaro e Pecorini, tuoi compagni d’avventura nella Primavera nerazzurra. Sognate di ritornare alla base? “Penso che tutti e tre desideriamo ritornare a vestire la maglia dell’Inter. Io, personalmente, ne ho una gran voglia, anche se sono consapevole che non sarà un’impresa semplice”. Cosa succederà il prossimo anno? “Sinceramente, non so ancora dove giocherò”. Facciamo un passo indietro e ritorniamo ai tempi in cui tu e i tuoi compagni vincevate Next Generation Series e campionato. Qual è il tuo ricordo più bello? “Per me tutto ha avuto un sapore diverso, perché era il mio primo anno in Italia e vincere subito entrambi i tornei non è poca cosa”. Come valuti dall’esterno l’ultima stagione dell’Inter? “E’ stato un anno un po’ complicato, ma in fin dei conti positivo visto il raggiungimento della qualificazione in Europa League. Quando le cose cambiano, non è mai facile per nessuna squadra”. Che impressione hai avuto di Thohir? “Non posso dire molto, perché non lo conosco. Penso, però, che abbia una gran voglia di vincere e di portare l’Inter in alto. Sono sicuro che farà bene”. Stramaccioni è il nuovo allenatore dell’Udinese. Pensi sia la soluzione giusta per lui? “Credo proprio di si. E’ ancora giovane e può trarre giovamento da un’esperienza come questa. Lui, poi, è bravissimo e potrebbe fare bene in qualsiasi squadra”. I Mondiali sono alle porte, quale Nazionale candidi alla vittoria finale? “Secondo me vincono i padroni di casa, ovvero il Brasile”

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  • ESCLUSIVO – Mazzola: “Quarto posto ok, ma credo ancora nella Champions. A Zanetti consiglio…”

    ESCLUSIVO – Mazzola: “Quarto posto ok, ma credo ancora nella Champions. A Zanetti consiglio…”

    In un’intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di SpazioInter.it, Sandro Mazzola, storica bandiera della grande Inter di Helenio Herrera, ha analizzato la stagione nerazzurra e ha parlato del futuro della squadra. Ecco le sue parole: Dopo un avvio di 2014 preoccupante, Mazzarri sembra aver ripreso in mano le redini della squadra. Come giudica il suo lavoro fino ad oggi? “Alla luce degli ultimi risultati direi che il lavoro di Mazzarri possa essere giudicato bene. Dopo un periodo di difficoltà la squadra ha reagito bene e ha ottenuto punti importanti per la classifica“.  A cosa può puntare l’Inter quest’anno: la zona Champions è troppo lontana? “Bisogna puntare sempre al massimo e in questo momento significa puntare al terzo posto. Certo, il Napoli è lontano 11 punti ma ce ne sono ancora 30 a disposizione e nel calcio non si sa mai. Nel caso la squadra non riuscisse a centrare il terzo posto, penso che arrivare quarti, assicurandosi così l’ingresso in Europa League, non sia un cattivo risultato“. Il piano di Thohir prima del mercato invernale era chiaro: prima risanare il bilancio, poi intervenire sul mercato per rinforzare la squadra, L’arrivo di Hernanes, però, ha cambiato le carte in tavola. Secondo lei cosa è cambiato? “Credo che i piani del presidente non siano cambiati. E’ vero, Hernanes è stato un investimento importante che serviva per dare qualità in più alla squadra, ma penso che sia giusto prima pensare a risanare i bilanci per poi riuscire così a ricostruire una grande squadra“. Cosa serve all’Inter il prossimo anno e come vedrebbe il ritorno in nerazzurro di Samuel Eto’o? “Prima di pensare al prossimo anno bisogna aspettare che finisca questo. Il piazzamento finale della squadra sarà sicuramente un fattore importante per gli investimenti dell’anno prossimo. Per quanto riguarda un possibile ritorno all’Inter di Eto’o, io dico solo che ci penserei su perché i ritorni sono sempre molto difficili“. Nonostante abbia bruciato le tappe del rientro dall’infortunio, Zanetti trova poco spazio nell’Inter di Mazzarri. Pensa che a fine stagione il capitano appenderà le scarpette al chiodo? “Zanetti è un grande esempio per tutti. E’ normale che non trovi più lo spazio di una volta ma nello spogliatoio è sicuramente una figura di riferimento per tutti, giovani e meno giovani. Quindi, secondo me, farebbe bene a continuare per un altro anno“.   Lorenzo Candotti  

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  • ESCLUSIVO – Accardi (ag.Mbaye): “Ibra sta dimostrando il suo valore. Futuro? A fine stagione…”

    ESCLUSIVO – Accardi (ag.Mbaye): “Ibra sta dimostrando il suo valore. Futuro? A fine stagione…”

    Ancora una buona prestazione con la maglia del Livorno per Ibrahima Mbaye. Dopo aver messo lo zampino nel gol dei toscani contro il Napoli, questa volta il difensore classe 1994 di proprietà dell’Inter è riuscito addirittura a siglare una doppietta, la sua prima in Serie A. La redazione di SpazioInter.it ha contattato in esclusiva il suo procuratore, Giuseppe Accardi, per commentare l’ottima prova offerta dal senegalese contro i blucerchiati: “Siamo molti felici per la prestazione personale, un po’ meno per il risultato – ha dichiarato Accardi -. Mbaye si sta mettendo in mostra e sta dimostrando il suo valore“. La crescita esponenziale dell’ex Primavera ha attirato inevitabilmente l’attenzione di molti addetti ai lavori. Ieri al Ferraris era presente l’allenatore del Galatasaray Roberto Mancini, che ha avuto modo di seguire la partita e prendere molti appunti. Accardi però glissa: “Roberto è stato una colonna della Samp e fa parte della storia blucerchiata. La sua presenza allo stadio non è legata a Mbaye ma è indubbio che sia positivo il fatto che il ragazzo abbia giocato una buona partita dinanzi a osservatori importanti”. Infine, una battuta sull’Inter e sul futuro: “Al momento è ancora presto per parlare di un’eventuale ritorno all’Inter. La società nerazzurra farà le sue valutazioni a fine campionato e decideremo quale sarà la strada da prendere nell’interesse del calciatore”.   Antonio Allard

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  • ESCLUSIVO – Daniel Bessa lascia l’Olhanense e torna a Milano: ora deciderà con l’Inter il suo futuro

    ESCLUSIVO – Daniel Bessa lascia l’Olhanense e torna a Milano: ora deciderà con l’Inter il suo futuro

    È finita dopo solo sei mesi l’avventura di Daniel Bessa all’Olhanense. In Portogallo il giocatore non è riuscito a trovare la continuità di cui aveva bisogno, raccogliendo la miseria di 14 minuti in tutta la prima parte di stagione. L’italobrasiliano, classe 1993, ci ha confidato di essere già a Milano, dove deciderà in accordo con l’Inter la prossima destinazione, con la speranza di poter dimostrare finalmente tutto il suo valore. Nella Primavera nerazzurra Bessa faceva parte del talentuosissimo tridente che, insieme a Longo e Livaja, aveva condotto la squadra capitanata da Andrea Stramaccioni (e, in seguito, da Daniele Bernazzani) alla vittoria della Next Generation Series e del campionato di categoria. La società di corso Vittorio Emanuele si trova ora costretta a gestire le difficoltà inaspettate che stanno incontrando queste tre giovani promesse, vero e proprio patrimonio del club: anche l’attaccante veneto e la stellina croata, infatti, non sono riusciti a guadagnarsi lo spazio che avrebbero meritato con le maglie di Hellas Verona e Atalanta e cercano una via d’uscita. Chi invece continua ad accumulare minuti nell’Olhanense è Vid Belec, portiere sloveno in prestito alla squadra portoghese dove ha scalzato l’ex eroe lusitano Ricardo. Malgrado i continui cambi d’allenatore (pochi giorni fa è stato annunciato Galderisi, il terzo della stagione, ndr), il 23enne ha mantenuto la maglia da titolare e lotterà fino alla fine per salvare la squadra dalla retrocessione.   Simone Calice

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  • ESCLUSIVO – Beccalossi: “All’Inter è mancato Milito. Ok Guarin per Lavezzi, ma a Mazzarri serve…”

    ESCLUSIVO – Beccalossi: “All’Inter è mancato Milito. Ok Guarin per Lavezzi, ma a Mazzarri serve…”

    In un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di SpazioInter.it, Evaristo Beccalossi, storica bandiera nerazzurra, ha analizzato il momento che sta attraversando la squadra di Walter Mazzarri, reduce dalla sconfitta di Napoli e al lavoro in vista del derby di domenica sera. Ecco le parole del “Becca”: La sconfitta contro il Napoli ha allontanato l’Inter dal vero obiettivo stagionale, la zona Champions. Il terzo posto dista ora 7 lunghezze. Secondo te dal ‘San Paolo’ è uscita una squadra ridimensionata? “La sconfitta non ha sicuramente ridimensionato la squadra. Il lavoro di Mazzarri io lo giudico positivo. Forse all’inizio ci eravamo un po’ illusi perché tutto andava bene ma nel calcio ci sono gli alti e i bassi”. Nelle ultime 3 partite di campionato l’Inter ha incassato 8 gol. Qual è il problema? “Non è una questione solo difensiva, è un problema di forma generale della squadra. L’Inter gioca a 3 dietro, schierando a centrocampo 4 giocatori offensivi e un solo incontrista: Cambiasso. Se tutta la squadra fosse in condizione ottimale come era nelle prime partite non sarebbe un problema, ma ora la condizione fisica non fa più giocare compatti difesa e centrocampo e quindi si subisce di più”.  Cosa serve a gennaio per puntare al terzo posto? “Sicuramente serve Milito. L’assenza del ‘Principe’ si è fatta sentire in quelle partite dove si sarebbe potuto chiudere prima il discorso con un secondo gol e invece alla fine ci siamo fatti rimontare. Poi, ripeto, per il nostro modulo servirebbe un incontrista in più”. Faresti il sacrificio di cedere Guarin per avere liquidità e arrivare a Lavezzi? “Lavezzi è un ottimo giocatore e in coppia con Palacio giocherebbe sulla velocità. Mazzarri non utilizza Guarin come centrocampista quindi è un’operazione che potrebbe starci”. Cosa ne pensi della gestione di Kovacic? “Io non analizzerei il modo in cui viene gestito Kovacic, piuttosto analizzerei come Kovacic gestisce se stesso. Dopo un anno e mezzo, nonostante la giovane età, dovrebbe essere lui in grado di fare il salto di qualità”. Domenica si giocherà il derby, chi ci arriva meglio? “Bella domanda. E’ difficile rispondere perché tutte e due le squadre sono in un momento un po’ così. Certo, visti i risultati delle ultime partite sia dell’Inter che del Milan mi aspetto un derby ricco di gol”. Pronostico? “3 a 2…  per noi!” Nel caso venisse respinto il ricorso dell’Inter si assisterà a un derby senza la curva Nord e, per solidarietà con i cugini, potrebbe mancare anche la Sud. Qual è il tuo parere su questa vicenda? “Io le ho giocate queste partite e posso assicurare che i giocatori il tifo lo sentono. Sarebbe come se un attore salisse sul palcoscenico e di fronte a lui in sala vedesse solo posti vuoti”. Tu, insieme ad altri ex giocatori che hanno fatto la storia dell’Inter, hai accettato l’invito di Thohir e sei stato a San Siro per  il match contro la Sampdoria. Che impressione ti ha fatto il nuovo presidente? “Posso dire che in questo primo periodo della sua nuova avventura Thohir si sta concentrando molto sul risanamento delle casse societarie. Sta facendo un gran lavoro sul piano del marketing. In ogni caso sono sicuro che,  alla riapertura del mercato, penseranno insieme a Moratti al miglioramento della squadra per cercare di centrare la qualificazione alla prossima Champions League”.  

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  • ESCLUSIVO – Cauet: “L’incontro con Thohir è stato molto positivo. Ci ha promesso che…”

    ESCLUSIVO – Cauet: “L’incontro con Thohir è stato molto positivo. Ci ha promesso che…”

    Seconda vittoria consecutiva per l’Inter di Benoit Cauet che, nell’incontro valido per l’undicesima giornata del campionato Allievi Nazionali Lega Pro, si sbarazza del Lumezzane con un rotondo 4-0. I tre punti nerazzurri portano le firme di Antonini, autore di una doppietta, Piscopo e Opoku dal dischetto. Al termine del match, l’ex centrocampista dell’Inter targata Gigi Simoni ha rilasciato qualche battuta ai microfoni di SpazioInter.it, raccontando l’incontro con Erick Thohir di settimana scorsa. “L’incontro avuto con Thohir negli scorsi giorni è stato molto positivo. Si è presentato come una persona disponibile e gentile, ha voluto conoscere tutti quelli che lavorano nel settore giovanile. Si è complimentato per quello che abbiamo conquistato negli ultimi anni attraverso il lavoro di un ottimo gruppo”. “Ci ha confidato – prosegue Cauet – che conterà molto sui giovani nerazzurri, quindi continueremo a lavorare in questo senso. Non so cosa ci potrà riservare il futuro, ma al momento si è mostrato contento. Magari qualche volta verrà a vederci…”.

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  • ESCLUSIVO – Samaden e il settore giovanile nerazzuro: “Vi racconto i segreti del nostro successo”

    ESCLUSIVO – Samaden e il settore giovanile nerazzuro: “Vi racconto i segreti del nostro successo”

    Il responsabile del settore giovanile nerazzurro Roberto Samaden, artefice indiscusso dei successi ottenuti in campo nazionale ed europeo tra le varie categorie negli ultimi anni, ha rilasciato un’intervista esclusiva a SpazioInter.it spiegando quale sia il segreto per avere questa continuità di rendimento. Cosa c’è alla base di questi successi? “Dopo tanti anni alla guida del settore giovanile credo che la fonte dei nostri successi stia proprio nel nostro organico tecnico. Molti degli allenatori di oggi sono ormai nello staff da molto tempo e questa unione, coadiuvata dal costante scambio di opinioni e dall’organizzazione al lavoro realizzata in modo affiatato e trasparente, fa sì che anche l’inserimento di un elemento meritevole in più avvenga in maniera veloce e produttiva. I risultati ottenuti la scorsa stagione da Benoit Cauet, al primo anno da tecnico nerazzurro, ne sono l’esempio più evidente”. Campione d’Italia al primo colpo e subito “promozione” agli Allievi Nazionali (Lega Pro)… “Il lavoro di Cauet è stato fantastico, lui è una grande persona e dopo tre anni di gavetta all’Accademia Inter meritava questa chance e l’ha sfruttata al meglio. E’ stata una cavalcata emozionante per i Giovanissimi Nazionali e per tutti noi che l’abbiamo vissuta da vicino. Ma più che di promozione parlerei di continuità. A fine anno abbiamo deciso di intraprendere questa strada, sia con Cauet che con Cerrone alla guida della Primavera, perché riteniamo sia importante dare un percorso continuativo ai giocatori e agli allenatori per aver la possibilità di crescere insieme. In tutto ciò, ovviamente, è stato determinante il consenso del presidente Moratti che, ancora una volta, ha dimostrato grande fiducia nel nostro lavoro quotidiano. Un atto di profonda stima per il quale noi tutti gli siamo molto riconoscenti”. Anche la formazione di Salvatore Cerrone, come i gruppi Primavera del recente passato, sta ottenendo ottimi risultati in questo primo scorcio di stagione. Quale pensa possa essere la soluzione per permettere a qualche giocatore in più di affermarsi in prima squadra? “Premettendo che il fatto di affermarsi in una realtà importante e dal blasone dell’Inter sia una cosa molto difficile in quanto la prima squadra è da sempre obbligata a competere per il massimo obiettivo ai nastri di partenza della stagione, una strada interessante da percorrere potrebbe essere quella di allestire, come fanno ormai la maggior parte dei campionati esteri, la cosiddetta squadra B”. Quali potrebbero essere i vantaggi per la società nerazzurra? “I vantaggi sono molteplici. E sono soprattutto quelli di gestione del ragazzo perché, spesso, il salto in prima squadra è troppo forte. E può accadere che le dinamiche per la valorizzazione del giovane uscito dalla nostra cantera non riescano a concretizzarsi in virtù di differenti variabili che la società in questione deve tenere in considerazione durante la stagione. Avere l’opportunità di allestire una squadra B, invece, consentirebbe al giocatore di vivere già un’esperienza con un campionato professionistico ma con una gestione quotidiana sia dal punto di vista psicologico che fisico-atletico”. Con la consapevolezza, eventualmente, di approdare in prima squadra con un pizzico di esperienza in più… “Esatto. Questo tipo di categoria intermedia, ma già inserita in un contesto di calcio vero permetterebbe al calciatore, sia in caso di emergenza sia per indubbi meriti sportivi, di essere aggregato alla prima squadra e poter così proseguire con più serenità il proprio percorso professionale. Penso possa essere un filtro molto importante per ottenere omogeneamente quella completa maturità rispettando il nostro modello di preparazione calcistica all’interno dello staff”. Un modello che avete iniziato ad esportare anche all’estero e forse, con l’avvento di Erick Thohir, si potrebbe ampliare maggiormente nel prossimo futuro… “Sì, da qualche anno abbiamo costituito un progetto chiamato ‘Inter Accademy’ che ha come preciso obiettivo quello di esportare all’estero la nostra filosofia di allenamento. Abbiamo iniziato a collaborare con scuole calcio con sede ad Abu Dhabi, Seattle e Tokyo mediante corsi in loco da parte di alcuni dei nostri tecnici che, in maniera teorica e pratica, insegnano parallelamente agli allenatori locali e ai ragazzi aderenti al corso tutte le metodologie di lavoro quotidiano effettuato al ‘G.Facchetti’. Un progetto che sta riscuotendo molti consensi da parte degli enti locali, molto soddisfatti della nostra esperienza e professionalità fin qui espressa. Penso possa essere una buona idea, se la nuova proprietà lo riterrà opportuno, quella di provare ad esplorare anche nuovi orizzonti. Se così fosse noi saremmo pronti ad agire con grande dedizione ed entusiasmo, forti dei risultati fin qui ottenuti anche in campo internazionale”.   Claudio Brambilla    

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  • ESCLUSIVO – Cauet: “Cambia la proprietà, ma l’Inter rimane. Lo scudetto del ’98…”

    ESCLUSIVO – Cauet: “Cambia la proprietà, ma l’Inter rimane. Lo scudetto del ’98…”

    Protagonista dell’Inter di Massimo Moratti tra il 1997 e il 2001, Benoit Cauet è adesso l’allenatore degli Allievi Nazionali nerazzurri. L’ex centrocampista classe 1969, dopo la rotonda vittoria per 4-0 ottenuta dai suoi ragazzi ai danni della Reggiana, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di SpazioInter.it in cui ha raccontato i suoi ricordi da giocatore ed espresso il suo parere sulla nuova proprietà. Nel 1998 è stato uno dei protagonisti di una strepitosa vittoria in Coppa UEFA, primo trofeo dell’era Moratti. Che ricordi ha di quella stagione? “È stata una gioia incredibile vincere quel trofeo, ma rimane il rammarico per non aver vinto anche lo scudetto nella stessa stagione. Devo ammettere che brucia ancora, è una macchia pesantissima. Disputammo una Coppa UEFA straordinaria sotto tutti i punti di vista, ribaltando situazioni in cui eravamo messi male e vinto una finale fantastica contro la Lazio a Parigi. Fu molto importante perché si trattava del primo trofeo dell’era Moratti, una gioia pazzesca”. Si trattava sicuramente di una squadra con grandi qualità… “Avevamo un gruppo straordinario, con giocatori importanti e, soprattutto, con noi c’era il più forte di tutti, ovvero Ronaldo. Il merito di quella stagione va dato anche a Gigi Simoni, un tecnico preparato ma, purtroppo, anche un po’ sfortunato. Non è riuscito a vincere tutto quello che avrebbe meritato”.  Cosa può cambiare con la nuova proprietà? “Sinceramente non saprei, arriverà una proprietà nuova con gente diversa. Mi auguro che si continui a lavorare sul settore giovanile in questo modo. Negli ultimi 12 anni abbiamo raggiunto 23 finali, tanti giocatori di Serie A ma anche in giro per l’Europa sono usciti dal nostro gruppo. Qui si può lavorare con la giusta tranquillità grazie all’aiuto di tutti”. Quali sono le sue sensazioni sapendo che l’Inter non sarà più solo nelle mani di Moratti? “Non so cosa possa succedere domani. Ma la struttura c’è già, l’Inter rimane”.     a cura di Carmelo Bruno

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  • ESCLUSIVO – Beccalossi: “Mazzarri ha ridato un’identità alla squadra. L’obiettivo deve essere…”

    ESCLUSIVO – Beccalossi: “Mazzarri ha ridato un’identità alla squadra. L’obiettivo deve essere…”

    In un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di SpazioInter.it, Evaristo Beccalossi, storica bandiera nerazzurra, ha analizzato il nuovo progetto di Walter Mazzarri, atteso domani da un test ad altissimo coefficiente di difficoltà contro la Juventus di Antonio Conte. Ecco le parole del “Becca”… Siamo solo a inizio stagione ma i risultati ottenuti dall’Inter nelle prime tre uscite ufficiali sono importanti: tre vittorie, nove gol fatti e nessuno subito. Si vede già la mano del nuovo allenatore? “Sicuramente Mazzarri in questi mesi ha fatto un ottimo lavoro. Quando ho visto il primo allenamento a Pinzolo avevo intuito che qualcosa stesse cambiando rispetto agli ultimi due anni. Il mister è riuscito a ridare un’identità calcistica a una squadra che negli ultimi anni sembrava smarrita. Inoltre è migliorata anche la condizione fisica di alcuni giocatori che soli pochi mesi fa erano stati bocciati come ad esempio Jonathan e Alvarez. Certo è ancora presto per parlare, ma questo inizio dà molta fiducia al nuovo progetto”. Domani a San Siro arriva la Juventus. Una sfida che arriva molto presto in calendario: potrebbe già essere un banco di prova importante o è ancora troppo presto? “Inter-Juventus, anche se alla terza giornata, è sempre una partita importante. La squadra di Conte ovviamente è la favorita per la vittoria dello scudetto, ma questa Inter, con questa grinta e con questa voglia di riscatto, potrebbe sorprendere un po’ tutti. L’importante è che, anche in caso di vittoria, la squadra mantenga questo spirito di gruppo e questa voglia di riscatto. Sono queste le marce che Mazzarri ha messo nel motore nerazzurro”. Seconto te come finirà sabato? “Credo possa finire con un pareggio”. A cosa può puntare l’Inter in questa stagione? “Mi accontenterei di arrivare nei primi 3 posti. Entrare in Champions il prossimo anno sarebbe già un successo”. Se fossi al posto di Mazzarri, chi schiereresti in attacco sabato? Fiducia ad Alvarez e Palacio o giocheresti subito il jolly Milito? “Giocherei con Alvarez-Palacio e proverei Milito nella ripresa”. Come giudichi il mercato estivo nerazzurro? “Ci siamo mossi in base alle esigenze tecniche della squadra e a quelle economiche della società. In ogni caso non escludo che possa arrivare qualche altro rinforzo a gennaio”. Il “famoso” esterno? “Beh devo dire che alla fine Mazzarri non ne ha avuto bisogno perchè è stato bravo a rigenerare Jonathan e Nagatomo”.  

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