• #MilanInter, ecco alcune statistiche e curiosità

    #MilanInter, ecco alcune statistiche e curiosità

    Ecco alcuni numeri e curiosità sui derby tra nerazzurri e rossoneri. – Il derby di Milano è uno dei più prestigiosi: è l’unica stracittadina che può vantare due squadre con almeno una Champions League a testa. – Nelle partite ufficiali, i nerazzurri hanno ottenuto più vittorie dei rossoneri (76 a 74) e hanno realizzato più reti (290 a 286). -Carlo Ancelotti, bandiera rossonera sia da calciatore che da tecnico, ha disputato 45′ con la maglia dell’Inter contro la Roma: i nerazzurri avevano già il contratto pronto per lui, ma in quel test non convinse l’allora presidente Fraizzoli. Proprio la Roma decise poi di comprarlo e in seguito tornò a Milano, stavolta sponda Milan. – Andrij Shevchenko è il giocatore che più ha segnato nei derby della Madonnina con 14 reti. Segue Meazza con 13 gol (una sola con il Milan, le altre con la casacca nerazzurra). – Il gol più veloce in un derby milanese lo ha segnato Mazzola dopo tredici secondi (partita finita poi sull’1-1); per i rossoneri il più veloce è stato Altafini, che ha realizzato una rete dopo 25 secondi (match terminato 2-1 per i rossoneri). – Paolo Maldini è il giocatore con più presenze nei derby: ha giocato contro l’Inter per ben 56 volte. In questa speciale classifica è seguito da Javier Zanetti (47) e Giuseppe Bergomi (44). – Il Milan ha ottenuto massimo sei vittorie consecutive nelle partite contro l’Inter (è successo due volte: dal 5/02/1911 al 9/02/1913 e dal 30/05/1946 all’11/4/1948). Cinque il massimo delle vittorie consecutive per i nerazzurri (dal 28/10/1979 al 6/11/1983). -Chiudiamo con un simpatico aneddoto: nel 1999 si disputò una stracittadina tra Milan ed Inter, terminata 2-2. Quel derby viene però ricordato perché si vide clamorosamente uscire l’avvocato Prisco, vicepresidente nerazzurro, dallo spogliatoio del Milan. L’arcano fu svelato solo da Berlusconi pochi mesi dopo, il quale disse ad alcuni intimi: “Feci venire Prisco nello spogliatoio del Milan. Lui entrò e fu gentilissimo. Poi però mi disse che doveva andare via e quando gli chiesi dove lui mi rispose.. che doveva andare a confessarsi!”.

    continue reading »

     
     
  • PES 2015 – Inter, giocatori realistici ma i valori..

    PES 2015 – Inter, giocatori realistici ma i valori..

    Oggi è uscito in Italia Pro Evolution Soccer 2015, per gli appassionati semplicemente PES 2015. Molti sono accorsi ad acquistarlo, nonostante quasi due mesi fa fosse già uscito un altro simulatore riguardante il calcio, ovvero FIFA 15. PES è davvero realistico per ciò che concerne la somiglianza dei giocatori e per la grafica. Ma vediamo nel dettaglio i calciatori dell’Inter. Per quanto riguarda la somiglianza, molti tra i quali Icardi, Hernanes, Palacio e Ranocchia sono incredibilmente identici; altri, come Kovacic, D’Ambrosio e Juan Jesus sono molto lontani dalla realtà. Se per le somiglianze PES ha fatto comunque un ottimo lavoro con i calciatori nerazzurri, stesso non si può dire per i valori che gli ha assegnato. Tra tutti spicca l’incredibile 75 dato a Kovacic, che è in realtà uno dei migliori tra la rosa dell’Inter. Ma non solo: abbastanza paradossale il valore assegnato a Vidic viste le sue prestazioni opache fino a questo momento. Il serbo infatti ha 84 ed è il più forte del roster nerazzurro. Nota lieta la presenza di giovanissimi Donkor e Bonazzoli, nonostante siano stati dati loro delle valutazioni molto basse (rispettivamente 55 e 61). Ad ogni modo, la piattaforma prodotta dalla Konami aggiornerà i valori dei calciatori ogni settimana, in base alle loro prestazioni, modificanone così alcuni che sembrano essere davvero molto distanti dai valori attuali. Per ora l’Inter ha dei valori complessivi bassi, almeno per una squadra del suo calibro. E’ più o meno, nel gioco, allo stesso livello del Milan. Ecco la lista completa della rosa interista, divisa per ruolo e con i giocatori posti in ordine decrescente di valore: Portieri: Handanovic (83); Carrizo (75); Berni (70) Difensori: Vidic (84); Campagnaro (80); Nagatomo (79); D’Ambrosio (79); Ranocchia (78); Juan Jesus (78); Jonathan (75); Andreolli (74); Dodò (74); Mbaye (67); Donkor (55) Centrocampisti: Hernanes (83); Guarin (81); M’Vila (79); Medel (77); Kovacic (75); Kuzmanovic (75); Khrin (74); Obi (72) Attaccanti: Palacio (82); Osvaldo (80); Icardi (78); Bonazzoli (61)

    continue reading »

     
     
  • Un anno di Thohir, ecco il bilancio del suo primo periodo all’Inter

    Un anno di Thohir, ecco il bilancio del suo primo periodo all’Inter

    E’ quasi passato un anno dall’acquisto dell’Inter da parte di Erick Thohir. Cambio in società – Le cose, rispetto allo scorso anno, sono cambiate molto: Moratti aveva lasciato al tycoon indonesiano una società composta da uomini fidati. Uno ad uno, questi uomini, sono però andati praticamente tutti via. Se n’è andato anche lo stesso Moratti, che ha lasciato la carica di presidente onorario dell’Inter. Thohir aveva deciso infatti in un riassetto completo dell’organizzazione societaria, affidando il mercato ad Ausilio e facendo sì che un grande potere decisionale potesse averlo Bolingbroke, nuovo CEO dell’Inter, ex Manchester United. Tutto ciò ha fatto fare retromarcia a Massimo Moratti, ma Thohir ha preso ogni decisione per migliorare la squadra oltre che gli introiti dovuti al marketing. Risanamento e mancanza di gioco – Moratti aveva però lasciato anche una società da risanare (termine che piace poco all’ex presidente nerazzurro). L’opera di risanamento è iniziata bene anche e soprattutto grazie all’addio dei “mostri sacri” nerazzurri, quali Milito, Zanetti, Samuel, Cambiasso e Chivu e con il saluto, soprattutto, ai loro pesantissimi ingaggi. Per quanto riguarda il livello della squadra, invece, quello ha lasciato nei tifosi l’amaro in bocca. Perché un quinto posto ottenuto l’anno scorso con un nuovo proprietario ed un nuovo allenatore ha aggradato più o meno tutti, il problema si pone in questa stagione: Mazzarri è già a meno cinque dal terzo posto occupato dal Napoli. Inoltre il gioco mostrato non sembra al livello dello scorso anno, dove soprattutto nella prima fetta del campionato si ottennero prestazioni di alto livello, come quella contro la Juventus a San Siro, con una partita che era poi terminata 1-1. Inizio stagione difficile – Thohir in quest’avvio di stagione ha dovuto più volte sopportare determinate situazioni a lui non gradite: a parte alcune situazioni già citate (mancanza di gioco e di risultati, l’addio di Massimo Moratti e il disappunto della tifoseria) ci sono state delle frasi pesantissime nei suoi confronti da parte di Ferrero e della Christillin. Nonostante un inizio stagione tribolato, però, il tycoon può essere soddisfato di ciò che sta facendo, promuovendo l’Inter a livello mondiale, garantendo calciatori che non sono di primissimo livello ma neanche così scarsi come vogliono far credere, risanando passo dopo passo le perdite della società. Facendo un bilancio, quindi, l’anno di Thohir si può dire positivo, ma in una piazza come quella interista, si sa, i tifosi vogliono sempre di più. Quello che manca ancora a Thohir infatti sono i risultati importanti, che il presidente nerazzurro spera di ottenere già in questa stagione.

    continue reading »

     
     
  • Inter, svolta ancora una volta rinviata

    Inter, svolta ancora una volta rinviata

    Ancora una volta l’Inter resta nel limbo. Per l’ennesima partita ci si trova a raccontare di una squadra che pur avendo messo in campo la giusta intensità, l’agonismo necessario e per una volta anche l’opportuna reazione a una situazione di difficoltà come il gol subito in avvio, cosa raramente vista nella tribolata gestione Mazzarri. Il tanto desiderato cambiamento soprattutto a livello di risultato non arriva ancora, anche perché le dinamiche della partita hanno reso in salita la gestione del vantaggio da parte di una squadra che mai come ora non è assolutamente in grado di chiudersi e difendere anche se contro un avversario normale che però fisicamente era più fresco e in questo ovviamente influisono le partite europee del giovedì. La speranza è che questa sosta possa rivelarsi utile per recuperare i tasselli mancanti di questo organico per ora in difficoltà e che soprattutto il misurarsi con avversari di alto livello come i cugini rossoneri e la Roma possa essere una rampa di lancio per mettere in campo la cattiveria sportiva che anche oggi avrebbe permesso nonostante l’inferiorità numerica di portare a casa i tre punti. ‘’Non basta il pareggio contro il Verona’’ aveva tuonato il presidente Thohir qualche giorno fa. Se questa fosse un’equazione matematica il destino di Mazzarri sarebbe segnato, ma per il famoso progetto dettato a inizio stagione si cercherà di proseguire il più possibile in questo cammino anche se ormai è ben chiaro che sia i tifosi che la Dea Bendata abbiano voltato le spalle all’allenatore di San Vincenzo.

    continue reading »

     
     
  • Mazzarri, davvero il pareggio ti va bene?

    Mazzarri, davvero il pareggio ti va bene?

    Walter Mazzarri vive il momento più difficile della sua carriera. I risultati non arrivano, le buone prestazioni nemmeno. Il tecnico di San Vincenzo gode del completo sostegno della squadra, il problema è che i tifosi non ne possono più di un gioco stentat0 e di risultati a singhiozzo. Il pareggio in Europa League non può e non deve essere considerato un ottimo risultato: se si tiene conto del blasone di una squadra come l’Inter, la stragrande maggioranza delle partecipanti dell’ex Coppa Uefa dovrebbe temere i nerazzurri. Invece, come Mazzarri stesso ha sostenuto recentemente, “tutti danno il 120% contro l’Inter”. Ma questa foga che i team avversari presentano contro la squadra milanese è probabilmente più dovuta al fatto che pensano di poter ottenere il risultato visto il gioco mediocre che l’Inter propone piuttosto che dovuta ad un fatto motivazionale, ovvero giocare contro una squadra molto forte. E’ un’Inter scarica e statica in campo, quasi come se molti non avessero ancora capito che la maglia che indossano è comunque importante. La società non ha di certo aiutato Mazzarri con il mercato, ma non si può dire che l’Inter abbia una rosa inferiore a quella della Sampdoria (dalla quale in campionato l’Inter è lontana ben quattro punti nonostante i nerazzurri abbiano vinto lo scontro diretto) né è pari a quella del Saint-Etienne (con il quale ha pareggiato entrambe le partite). Gli infortuni non possono essere un alibi, anche perché se le cose stessero così Stramaccioni dovrebbe ancora essere sulla panchina dell’Inter, essendo stato esonerato dopo un anno nel quale si infortunava davvero chiunque. Mazzarri non deve adagiarsi sugli allori dopo uno stentatissimo pareggio in Francia ieri sera che sì rende più probabile la qualificazione dei nerazzurri ai sedicesimi, ma è una qualificazione che avverrà con grande fatica e con un gioco da far venire il sonno. Bisogna svegliarsi, un pareggio ottenuto in quel modo non può andar bene per una squadra di questo calibro.   Federico Spinelli

    continue reading »

     
     
  • Mazzarri fra dogmi e interpreti

    Mazzarri fra dogmi e interpreti

    Pazienza e attesa. Due termini che mancano al calcio italiano e ai suoi tifosi. Il risultato immediato preferito al progetto a lungo termine. Ieri il ds Ausilio ha ribadito che l’Inter non ha fretta e che nessuno degli obiettivi stagionali è compromesso. Ausulio non è preoccupato per l’assenza del gioco, causata dall’assenza anche di pedine fondamentali in mezzo al campo. Un nuovo cambio di allenatore (il settimo negli ultimi quattro anni) non è previsto poichè i nerazzurri stanno  prendendo esempio anche dal calcio estero, dove l’allenatore gode della piena fiducia anche in periodi difficili. Mancanza di gioco o di interpreti? – L’Inter gioca male, questo è evidente e sotto gli occhi di tutti. E’ anche vero che mancano veri e propri interpreti: M’Vila, Medel, Obi e Kuzmanovic non sono di certo quel tipo di giocatori che danno del tu al pallone, tutt’altro, a loro spetta il compito di spezzare la manovra avversaria e fare un compito da vero e proprio gregario. Escludendo Hernanes, che raramente in stagione ha giocato senza acciacchi, rimangono Kovacic e Guarin. Il primo ha ampi margini di crescita ma serve ancora qualcuno che gli faccia da chioccia al suo fianco, mentre il secondo ha un nuovo ruolo nello schema tattico di Mazzarri. Insomma non è una squadra piena di palleggiatori da Tiki Taka. Mazzarri e…Klopp – Il paragone può sembrare strano, esagerato. I momenti che i due tecnici stanno attraversando sono simili, anzi, paradossalmente Mazzarri ha una classifica migliore del tedesco. Il Borussia è penultimo in campionato e primo nel suo girone di Champions, in Italia con una situazione del genere difficilmente la testa dell’allenatore non sarebbe saltata. A Klopp gli va data comunque fiducia, con la convinzione che il Borussia possa rialzarsi. L’Inter con Mazzarri pare, e questo va sottolineato, voglia prendere esempio dal club tedesco e attendere ancora. I conti, come ribadito da Ausilio, si faranno alla fine, la squadra in Europa League ha una posizione stabile e il quarto posto non è lontano. Certo è che per maturare bisogna anche fare ammenda delle proprie colpe e demolire qualche dogma di troppo. 3-5-2 senza esterni- E qui iniziano le colpe di Mazzarri. A Parma dopo l’uscita di Obi sulla destra è scalato Ranocchia a fare l’esterno, non proprio un centometrista. Non si può giocare con un modulo dove le corsie esterne sono fondamentali, dalle quali dovrebbero partire gli assist per gli attaccanti, se non si hanno gli interpreti. Sarebbe stato molto meglio mettersi a quattro dietro, con Juan Jesus adattato terzino come con Stramaccioni, un centrocampo a tre con Kovacic, Kuzmanovic e Medel, davanti le due punte supportate da Hernanes. A inizio anno si parlava di esperimenti di 3-4-3 e di 4-3-3 ma fin’ora neanche l’ombra di questi moduli. Nessuno da buttare, si può riciclare – Tutti utili, nessuno indispensabile. Gli infortuni fino qui hanno in parte condizionato la stagione. In difesa Vidic era l’uomo che doveva garantire sicurezza ma ha avuto un inizio altalenante di stagione, bisogna continuare a dare fiducia ad uno che ha un bagaglio pieno di esperienza. Hernanes e Kovacic devono per forza caricarsi sulle spalle il peso della squadra, le parole del Profeta fanno capire che la voglia di fare bene c’è. In avanti si attende il ritorno di Osvaldo, poichè Icardi è ancora da sgrezzare e ha bisogno di qualcuno che faccia a sportellate insieme a lui, mentre Palacio può essere l’arma in più in attesa di tempi migliori. Ma l’evoluzione della squadra avverrà quando a fare un salto di qualità saranno gli esterni, va bene la personalità di Dodò nel puntare l’uomo e Nagatomo con le sue percussioni a moto-perpetuto, ma bisogna lavorare soprattutto sulla fase difensiva. I vari Andreolli, D’Ambrosio, Mbaye, M’Vila restano dei rincalzi per far rifiatare chi ha macinato di più durante l’anno, mentre ci si aspetta grandi cose da due giovani di belle speranze : Bonazzoli e Puscas. Ne hanno tutto il tempo di far bene, come lo ha l’Inter, in fondo siamo solo al 4 di novembre, la stagione può ancora migliorare.  

    continue reading »

     
     
  • A.S.S.E-Inter, tre motivi per vincere

    A.S.S.E-Inter, tre motivi per vincere

    Giovedì arriva l’ Europa League, dove l’ Inter alle 19.00 affrontera in Francia il Saint-Etienne. Un sollievo per molti tifosi interisti, poichè nell’ ennesima stagione di alti e bassi, di gioie e dolori, i momenti migliori la Beneamata li sta passando nei campi del vecchio continente. Fuori dai confini italiani è stata fin qui un’altra Inter, non sempre bella ed entusiasmante sul piano del gioco ma comunque efficace e cinica nel centrare i risultati positivi che regalano il primo posto nel girone. A vedere i numeri sembra non esserci una crisi nelle notti europee: contando anche i preliminari si registrano cinque vittorie e un pareggio con ben dodici reti all’attivo. Sei gare e zero sconfitte, vuota anche la casella delle reti subite, merito sia di una difesa meno ballerina, sia dei reparti offensivi degli avversari fin qui incontrati, che di certo non erano veri e propri fulmini di guerra. La trasferta transalpina di giovedì sarà già una gara chiave del cammino nerazzurro, sia per il presente che per l’immediato futuro, e ci sono tre buoni motivi per non fallire contro il Saint-Etienne. Mazzarri e la panchina che scotta – Il primo motivo riguarda Mazzarri, il tecnico livornese vuole tenersi ben saldo sulla panchina meneghina e per farlo in  Francia non dovrà commettere passi falsi. Uscire dal Geoffroy-Guicherd senza una prova convincente farebbe inveire ancora di più i tifosi nerazzurri, già adesso inferociti contro Mazzarri. Qualificazione anticipata – Centrare con due turni di anticipo la qualificazione ai sedicesimi di finale è il secondo buon motivo per fare bottino pieno in terra francese. Oltre al poter concentrare le forze sul campionato per recuperare il terreno perso, ciò permetterebbe di dare spazio ai giovani, facendo accumulare loro un po’ di sana esperienza e risparmiando così molti titolari nelle gare contro Dnipro e Qarabag. Giocando con meno frequenza, i titolari nerazzurri ridurrebbero anche il rischio di infortuni muscolari. Maggiore visibilità – In realtà, l’ultimo motivo è la conseguenza diretta del secondo. L’accesso ai sedicesimi di finale, e magari anche oltre, non potrebbe non far felice Thohir: il tycoon indonesiano ha messo al centro del suo progetto la visibilità internazionale della squadra. Facendo bene in Europa, l’Inter potrebbe guadagnare maggior appeal.

    continue reading »

     
     
  • Inter, è Vidic il tuo leader! Granitico e carismatico, sarà lui il nuovo <i>muro</i> nerazzurro

    Inter, è Vidic il tuo leader! Granitico e carismatico, sarà lui il nuovo muro nerazzurro

    Per un muro che va, uno che arriva. Dopo l’addio di Walter Samuel, i tifosi nerazzurri possono dormire sonni tranquilli. Nemanja Vidić, in queste prime uscite stagionali, ha già dimostrato – qualora ce ne fosse bisogno – di essere un vero campione. Certo, si tratta solo di incontri amichevoli ed è presto per azzardare conclusioni, ma il potenziale del centrale serbo è fuori discussione, essendo, da anni, uno dei difensori più forti del panorama calcistico mondiale. E chi pensava che avrebbe incontrato difficoltà, alla soglia dei trentatré anni, ad adattarsi alla difesa a tre è stato subito smentito. Tanto che lo stesso giocatore, al termine del match, ha ribadito di essersi subito ambientato alla corte di Walter Mazzarri: “Mi sto trovando molto bene – le sue parole – e sto assimilando ciò che chiede il mister. Mazzarri è uno che spiega bene ciò che vuole ed è facile accontentarlo”. Ma ci sarà modo di vederlo all’opera anche nella difesa a quattro: Erick Thohir ha chiesto al tecnico toscano di lavorare su più moduli e verrà accontentato. In questo caso, Vidic potrebbe fare coppia con capitan Ranocchia oppure con Juan Jesus, utilizzabile anche come terzino sinistro, ruolo già ricoperto in Brasile e in alcune gare dell’Inter targata Andrea Stramaccioni. Che sia a tre o a quattro, l’ex capitano del Manchester United sarà il nuovo leader della difesa nerazzurra. Intanto Mazzarri e i tifosi si godono la grande prestazione offerta contro il Real Madrid: non solo carismatico e roccioso, ma anche pericoloso in fase offensiva. Oltre a non concedere spazi agli avversari, è stato lui, infatti, a procurare il penalty, poi trasformato da Icardi, che ha permesso all’Inter di andare ai rigori e vincere il match. Promosso al primo vero test e chi ben comincia…       (Twitter: @MagriDen) www.nl.ua goodportal.com.ua

    continue reading »

     
     
  • Tutti giù dal letto!

    Tutti giù dal letto!

    Il calciomercato non dorme mai, così dicono. La verità è che, negli ultimi anni, la dirigenza nerazzurra sembrava essere sprofondata in un sonno interminabile, la proverbiale pennichella pomeridiana che segue un pasto ricco ed abbondante. Errori grossolani, giocatori svenduti per poche monete ed altri acquistati a cifre sproprositate in relazione al valore intrinseco degli stessi. In quest’ultimo caso, la formula “soddisfatti o rimborsati” avrebbe fatto veramente comodo. Sarà stato il frastuono del traffico milanese, il bisogno fisiologico dettato dalla fame (quella di vittorie precisamente) dopo un lungo letargo, o ancora la paura di fornire a Mazzarri nuove giustificazioni da utilizzare nei periodi di magra. Quelle che riguardano la sfortuna o la superiorità mostrata nel numero di calci d’angolo battuti, sembrano essere, ormai, fuori moda. Qualunque sia la causa, la conseguenza è ben visibile a tutti: l’Inter si è svegliata. Facciamo un passo indietro. Negli ultimi giorni, è arrivata l’ufficialità dell’acquisto di Dodò dalla Roma e la conferma di due operazioni in via di definizione, ovvero quelle riguardanti i due centrocampisti Yann M’Vila e Gary Medel. Non si tratta di campioni affermati e generalmente riconosciuti dalla “dottrina calcistica”, spesso condizionata e ancorata a principi fin troppo lontani dalle caratteristiche del calcio moderno. E nemmeno si può parlare di giocatori capaci di sovvertire in piena autonomia le sorti di un match, lasciando ai propri compagni il solo compito di esultare al termine dei novanta minuti. Non è ciò che l’Inter cerca (o almeno può permettersi di cercare) in questo mercato. Per ripartire e ritornare competitivi, la priorità rimane quella di costruire una squadra che abbia una precisa identità, una spina dorsale ben definita, una struttura di base solida. Strada intrapresa coraggiosamente da Erick Thohir, nei confronti del quale si era anzitempo alzato il grido di disperazione dei tifosi nerazzurri, simile al “Tagliategli la testa” che la Regina di Cuori pronuncia in “Alice nel Paese delle meraviglie”. Il tycoon indonesiano è stato sinora impegnato in una massiccia opera di restyling societario con la tanto sospirata cacciata di Marco Branca e l’inserimento di figure altamente professionali, come quelle di Williamson nell’area amministrativa, finanza e controllo e di Bolingbroke (meglio conosciuto come “il re della biglietteria”) per incrementare i proventi societari. Un taglio netto con il passato, ravvisabile, ora, anche in sede di mercato. Le operazioni concluse, o quasi, dai dirigenti della Beneamata sembrano perfettamente funzionali, infatti, alle esigenze dell’allenatore e della squadra. Con l’addio di Samuel, mancava un vero leader difensivo ed è arrivato Vidic, serviva un terzino sinistro ed è stato acquistato Dodò, Mazzarri ha chiesto un metodista ed è stato accontentato con l’ingaggio di M’Vila e, molto probabilmente, di Medel. Non più il solito confuso e goffo tentativo delle ultime ore del 31 Agosto per placare l’ira dei supporters, ma una strategia mirata ed organizzata. Meritevole di una medaglia al valore, nonostante sia troppo presto per tesserne in modo definitivo le lodi, è anche Piero Ausilio, da oggi ribattezzato “il re del prestito con diritto di riscatto” o, meglio ancora, “il mago del pagamento differito“. E’ vero, un giorno o l’altro bisognerà versare i soldi promessi qua e là, ma si spera che quando quel fatidico momento arriverà, la situazione societaria dell’Inter sarà meno complicata e i conti più in ordine. A parità di budget, c’è chi negli ultimi anni ha speso tanto e male e chi, nel presente, si sta impegnando a convertire positivamente il rapporto tra quantità di risorse impiegate e qualità degli acquisti. Temporeggiare, usare la fantasia, ridurre gli sprechi e massimizzare le risorse, in attesa di tempi migliori. Perchè, in fondo, i campioni possono aspettare, l’Inter no.   http://homemagazin.com.ua/ psy-practice.com

    continue reading »

     
     
  • Mazzarri fino al 2016, ma a certificare il rinnovo saranno i risultati

    Mazzarri fino al 2016, ma a certificare il rinnovo saranno i risultati

    Manca solo l’ufficialità ma ormai l’accordo è stato trovato: Walter Mazzarri prolungherà il suo matrimonio con l’Inter fino al 2016. Alla fine, dopo settimane di tira e molla, il tecnico toscano è riuscito a ottenere da Thohir il tanto desiderato rinnovo. Già oggi, nel corso del consiglio di amministrazione, il presidente potrebbe annunciare l’intesa e porre fine a una telenovela che rischiava di rendere instabile la panchina nerazzurra già prima dell’inizio della stagione. Thohir ha deciso di dare fiducia a Mazzarri e di puntare su di lui evitandogli le pressioni di un contratto in scadenza. Dopo un’annata tribolata, con il cambio societario che ha inevitabilmente condizionato l’ambiente, il tycoon indonesiano vuole testare l’ex allenatore del Napoli senza interferenze extra-campo che potrebbero trasformarsi in alibi in caso di insuccesso. Mazzarri continuerà a guidare il progetto decidendo gli obiettivi di mercato insieme ad Ausilio, in modo da trovare elementi funzionali al proprio gioco. In base a come verrà allestita la rosa, saranno fissati i traguardi stagionali e a quel punto l’ex allenatore del Napoli dovrà far parlare il campo. Il rinnovo fino al 2016, infatti, permetterà a WM di far valere la propria autorità sul gruppo e di lavorare con tranquillità insieme al suo staff ma, se non dovessero arrivare i risultati, potrebbe anche diventare carta straccia. Il presidente indonesiano, infatti, ha fissato un piano quinquennale di rilancio – sia dal punto di vista economico che sul piano sportivo – e non accetterebbe rallentamenti nella tabella di marcia verso un ritorno ai vertici, in Italia e in Europa. Sarà il terreno di gioco, quindi, l’arbitro di questo accordo.

    continue reading »