• NextGenInter, ecco il weekend dei giovani nerazzurri in prestito

    NextGenInter, ecco il weekend dei giovani nerazzurri in prestito

    Prima giornata del girone di ritorno che più amara non poteva essere per l’Inter di Mancini. Beffata al 94’ da un Torino che per un’intera partita aveva costruito un vero e proprio fortino davanti alla propria porta allo scopo di conservare lo 0 a 0 fino alla fine. Dall’altro lato gode il giovane Marco Benassi che contro la sua ex-squadra gioca un’ottima partita. A tratti indemoniato ha voglia di dimostrare che l’Inter dovrebbe puntare anche su di lui per il futuro. Quantità ma non solo; dopo l’intervallo si presenta con due discese da centrocampo che rischiano di mettere in seria difficoltà i difensori nerazzurri. Ancora una vittoria per il Cagliari che dopo l’arrivo di Zola sembra rinato. Ancora fiducia dall’inizio per Samuele Longo. Meno prorompente rispetto alle precedenti uscite dà l’impressione di non poter reggere ancora da solo l’intero reparto offensivo. Aiuta comunque la manovra dei compagni con ripetuti appoggi e aperture. Prestazione positiva anche per Lorenzo Crisetig che tuttavia dopo un ottimo primo tempo cala nella ripresa. Resta in panca invece Benedetti. Sempre in panchina Bardi nella sconfitta del Chievo contro la Juventus. Un tempo invece per Cristiano Biraghi complice l’infortunio di Frey. Per il terzino scuola Inter tuttavia c’è poca possibilità di mettersi in mostro contro lo strapotere bianconero. Dopo l’ottimo secondo tempo disputato in Inter – Sampdoria di coppa Italia, piccolo passo indietro per Alfred Duncan che con il Palermo non riesce ad incidere come suo solito. Qualche palla per gli attaccanti che rimangono troppo isolati anche a causa sua che dovrebbe fare da collante tra il reparto avanzato e la difesa. Qualche punto in più nel primo tempo, ripresa sottotono come quella di tutta la squadra. In B parte dal 1’ Luca Garritano. Un’ottima prestazione quella dell’attaccante nerazzurro che si muove bene tra le linee offensive e va anche due volte vicino al gol. Una prestazione che di certo metterà in difficoltà Novellino nelle scelte relative al reparto avanzato. Prova incolore per Daniel Bessa nonostante la quarta vittoria consecutiva del suo Bologna. Il centrocampista brasiliano sbaglia l’approccio alla partita facendo rimpiangere l’assente Zuculini.

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  • Tim Cup: Inter – Sampdoria, le pagelle

    Tim Cup: Inter – Sampdoria, le pagelle

    Vittoria che dà morale per l’Inter di Mancini contro una Sampdoria che chiude i 90′ in 9. Andiamo a vedere qual è stata la prestazione dei nerazzurri Carrizo 6 Poco impegnato nel primo tempo quando i giocatori della Sampdoria si fanno vedere poco o niente nell’area nerazzurra. Stesso discorso nella ripresa nonostante Okaka provi a creare qualche problema in più D’Ambrosio 5.5 Non spinge come dovrebbe oscurato anche dall’ottima prestazione di Shaqiri che corre sulla sua corsia. Prestazione abbastanza anonima per l’esterno ex-granata. Andreolli 5.5 Seconda da capitano per il prodotto delle giovanili dell’Inter. Primo tempo nervoso al punto che si fa anche ammonire dall’arbitro per una brutta entrata. Nel secondo tempo prova a mantenere in ordine la difesa nonostante Okaka provi in tutti i modi a perforarla Juan Jesus 6 Squalificato in campionato, il brasiliano cerca di sfruttare l’occasione per rimettere in moto i muscoli. Nelle poche sortite offensive dei doriani si fa trovare sempre puntuale. La solita roccia nella difesa nerazzurra. Dodò 6 Al ritorno in campo dall’infortunio perde più di una volta il tempo per l’ultimo passaggio. Prestazione in crescendo per il terzino brasiliano che nella ripresa chiede anche il cambio per una botta. Mancini non ci sente e lo tiene in campo. Dall’88’ Obi sv entra per lo stremato Dodò Medel 6 Solito motorino instancabile di centrocampo. Recupera quando c’è da recuperare e si fa notare anche per qualche bel disimpegno. Kuzmanovic 6 Con la Sampdoria in 10 esce dalla sua area di competenza di qualche metro portandosi a ridosso del terzetto offensivo nerazzurro. Prova un paio di conclusioni da fuori ed è sempre presente nell’impostare da centrocampo. Kovacic 6.5 Pecca di egoismo al 15’ quando tira in porta invece che scaricare per Icardi. Primi venti minuti da protagonista in cui alterna le sue solite discese ad assist al bacio per i compagni. Cala leggermente nella ripresa. Shaqiri 7 Prima assoluta da titolare davanti al suo nuovo pubblico. Da un suo spunto nasce l’azione che porta all’espulsione di Kristisic. Si muove bene su tutto il fronte offensivo. Prova a ripetizione dalla distanza finché non trova il gol dall’interno dell’area piccola. Dal 80’ Bonazzoli sv poco tempo per fare vedere qualcosa Podolski 6.5 Buona prestazione per il tedesco che sta ancora ritrovando la condizione migliore. Buon feeling con Kovacic e Shaquiri. Grande lavoro in occasione del gol nerazzurro quando libera  lo svizzero di tacco. Finezza da top player. Icardi 5.5 Ha sul groppone il rigore sbagliato al 40’. Si fa vedere poco in area avversaria e certamente sembra il meno lucido del terzetto offensivo. Si innervosisce col passare dei minuti ma sul finire, col guizzo dei grandi attaccanti riesce a sfruttare un’incertezza della difesa blucerchiata e festeggia al meglio la nascita della sua primogenita. Dal 90′ Puscas sv Esordio per il giovane primavera

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  • NextGenerationInter, questo il riassunto dei giovani nerazzurri in prestito

    NextGenerationInter, questo il riassunto dei giovani nerazzurri in prestito

    Per un’Inter “grande” che arranca e non poco contro un modesto Empoli c’è una giovane Inter che invece sale agli onori della cronaca dopo la 19° giornata di campionato. Uno dei migliori in assoluto della due giorni di A è stato senz’altro Marco Benassi che ha ripagato la fiducia di Ventura con un’ottima prova contro il Cesena impreziosita anche da un gol. Quantità e qualità al servizio della squadra con la speranza di un girone di ritorno da vivere come protagonista. Una pagella da copia e incolla per Alfred Duncan che vola con la sua Samp al terzo posto. Prestazione da migliore in campo per il centrocampista ghanese che risulta sempre più perno fondamentale delle scacchiere di Sinisa Mihailovic. Telenovela infinita in casa Chievo con Bardi e Biraghi relegati ancora in panchina a guardare la squadra gialloblu soccombere contro la Fiorentina. E per il portiere c’è sempre più aria di addio. Non utilizzato anche Bianchetti in Empoli – Inter. Dopo la buona prova di domenica scorsa si ripete Samuele Longo autore di una buona prova contro l’Udinese e in cerca di continuità anche in zona gol. Leggermente meglio il compagno di “primavere” Crisetig che dopo qualche prestazione in chiaroscuro è tornato a dettare geometrie a centrocampo. Grande personalità e buon palleggio per il centrocampista, senz’altro uno dei migliori tra i suoi. In B buona prova per Di Gennaro che mantiene la porta inviolata contro un buon Vicenza. Brutta prestazione invece per Niccolò Belloni che non riesce ad incidere nel match del suo Pro Vercelli contro l’Avellino. Lo stesso si può dire anche per Luca Garritano che non riesce a dare al suo Modena lo sprint per provare ad agguantare la vittoria contro il Cittadella. 20’ di buon calcio invece per Daniel Bessa che contribuisce a mantenere il 2 a 1 finale per il suo Bologna contro il Perugia.

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  • Terzo posto a sette punti, ecco perchè non è un’impresa impossibile

    Terzo posto a sette punti, ecco perchè non è un’impresa impossibile

    Dall’esaltazione alla delusione. Il terzo posto a sei punti con le due principali concorrenti pronte a guadagnare terreno l’una sull’altra. Un’occasione troppo ghiotta per la compagine nerazzurra impegnata fuori casa contro il non irresistibile Empoli. Gli innesti di Shaqiri e Podolski, la verve realizzativa ritrovata di Icardi e il fresco rinnovo di Kovacic. Tutto presagiva il primo di una lunga serie di step di avvicinamento al terzo posto. Invece così non è stato. Un’Inter bruttina pareggia contro un Empoli arrembante. Questa è stata in soldoni la partita di sabato pomeriggio. Un passo indietro rispetto al match col Genoa. Un difesa incapace di impostare l’azione, un centrocampo senza qualità e pochissime azioni offensive. L’unico a salvarsi è stato ancora una volta il solito Handanovic senza la quale probabilmente il pareggio sarebbe stato una sconfitta. Ma allora perché Mancini & Co. continuano a parlare di terzo posto? Frasi di facciata o altro? Roma non fu costruita in un giorno (e a dirla tutta anche la squadra giallorossa ci ha messo due stagioni con la nuova società per tornare ai vertici). Allo stesso modo una squadra pronta a tornare a vincere non si costruisce in questo poco tempo. C’è da dire che i nerazzurri hanno giocato per più di due anni con la difesa a tre e un gioco incentrato sugli esterni di centrocampo. Gli innesti di Shaqiri e Podolski sono funzionali ad un modulo completamente diverso da quello degli ultimi anni. Mancini sta lavorando giorno dopo giorno in questo senso e lo stesso sta facendo la società che dopo i due esterni è pronta a piazzare un colpo a centrocampo. Questo,senza contare che nonostante i 7 punti di distacco dal terzo posto manca ancora un girone intero da giocare lasciano ancora più di una speranza agli uomini di Mancini. Se a questo aggiungiamo il fatto che nemmeno le squadre davanti sembrano brillare più di tanto ecco come l’impresa è tutt’altro che impossibile. Certo è che bisognerà quanto prima cominciare quel filotto di vittorie che manca ormai da troppo tempo in casa nerazzurra che nell’ultimo anno e mezzo non è mai riuscita a portare a casa tre vittorie consecutive.

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  • NextGenInter, ecco il weekend dei nerazzurri in prestito

    NextGenInter, ecco il weekend dei nerazzurri in prestito

    Prova convincente dell’Inter di Mancini nella gara contro il Genoa valevole per la 18esima giornata di A. Curioso notare che al momento del cambio Medel-Khrin all’87’ erano tre i giocatori in campo provenienti dalla primavera nerazzurra. Senza contare Puscas, Donkor e Mbaye in panchina. Un segnale forte da parte di Roberto Mancini che cerca di puntare sempre più sui giovani. E a questo proposito, vediamo com’è andata la due – giorni di campionato per i ragazzi nerazzurri in prestito. Sempre più ostracizzati da Maran, Bardi e Biraghi del Chievo. Per il portiere in particolare si prospetta un gennaio con le valigie in mano in cerca di una squadra che gli dia fiducia e gli permetta di continuare il percorso di crescita verso i pali della prima squadra. Torna alla vittoria il Cagliari con una buona prova contro il Cesena. Contributo importante da parte dei nerazzurri in campo a partire da Crisetig che ha fornito una prestazione sufficiente davanti alla difesa e soprattutto Samuele Longo che sembra finalmente pronto a dare una svolta al suo campionato. Corre, si sbatte con numeri da applausi e va anche più volte vicino al gol per una prestazione super. Resta in panchina invece Benedetti. Buona anche la prova di Alfred Duncan in Sampdoria – Cesena 2 a 1. Tanta corsa per il centrocampista ghanese che esce dal campo stremato. Prova di qualità e quantità la sua, una vera e propria diga in mezzo al campo. Non entra in campo Bianchetti. Sabato sera un Milan in 10 viene graziato dal Torino che non approfitta della suepriorità numerica e si ferma sull’1 a 1.  Venti minuti per Marco Benassi che ha avuto anche il tempo di sfiorare un eruogol, spaccata e tiro al volo. Buona comunque la sua prova. Restano fermi i giovani in B per la sosta. All’estero buona prova di Vid Belec nell’1 a 1 del suo Konyaspor contro il Rizespor mentre resta in tribuna Lukas Spendlhofer nello Sturm Graz.  

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  • Le peggiori partite del 2014 – 1° Posto: Inter – Cagliari 1 a 4

    Le peggiori partite del 2014 – 1° Posto: Inter – Cagliari 1 a 4

    Appuntamento di fine anno con le peggiori partite giocate dai nerazzurri nel 2014. Un anno da dimenticare per tifosi e giocatori, l’ennesimo anno zero. Zero come il numero dei trofei dal 2010 a ad oggi, zero come gli alibi che più volte giocatori e allenatori hanno avuto dal triplete ad oggi. Ecco le peggiori partite dell’anno solare: Inter – Cagliari 1 a 4 Chiamatela Zombieland vs Zemanlandia. Questa è stata sostanzialmente Inter – Cagliari. Nerazzurri finora con zero reti al passivo tra le mura amiche e saldi al quarto posto dopo due vittorie e due pareggi. I sardi invece bazzicano in fondo alla classifica nonostante a inizio campionato le aspettative sul tecnico boemo fossero leggermente più rosee. Inter col 3-5-2 votato alla  difesaa, Zeman con un 4-3-3 e fantasia. Dalla parte dei nerazzurri ci sono Handanovic, Andreolli, Vidic e Juan Jesus in difesa, Nagatomo e il neo arrivato Dodò sugli esterni, al centro Medel, Hernanes e Kovacic e in attacco Palacio e Osvaldo. I nerazzurri non partono male ma è il Cagliari ad avere il pallino del gioco e al 10’ passa in vantaggio con Sau. Ci pensa Osvaldo a pareggiare al 18’ che raccoglie un assist su punizione di Palacio. Al 28’ però cambia la partita. Brutto fallo di Nagatomo su Cossu e secondo giallo della sua partita. E’ fuori. Zeman ne approfitta e il Cagliari comincia a giocare seriamente. Un minuto dopo Ekdal fa 2 a 1 sfruttando un’altra amnesia della retroguardia nerazzurra. Al 34’ doppietta per l’ex-Juve ma il lavoro è tutto di Ibarbo che penetra in are deridendo Dodò. I tre goal potrebbero diventare subito quattro. Sul finire della prima frazione di gioco l’arbitro assegna un rigore per i sardi per fallo di Vidic su Sau, Handanovic neutralizza. Ma il Cagliari non molla e al 44’ la mette ancora dentro con Ekdal. Tripletta per lui e profondo rossoblu per l’Inter che in tutto il secondo tempo non riesce a trovare la giusta grinta per l’impresa anche perché gioca in 10 contro 11 e termina sul 4 a 1 per gli ospiti una delle più brutte partite dell’era Mazzarri. Lezione importante di Zeman a Mazzarri soprattutto per lo spirito con cui la squadra del tecnico boemo ha affrontato l’impegno, come si di fronte non ci fosse la grande Inter ma soltanto una provinciale qualunque.     Rivivi le azioni salienti del match:

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  • Le peggiori partite del 2014 – 2° Posto: Parma – Inter 2 a 0

    Le peggiori partite del 2014 – 2° Posto: Parma – Inter 2 a 0

    Appuntamento di fine anno con le peggiori partite giocate dai nerazzurri nel 2014. Un anno da dimenticare per tifosi e giocatori, l’ennesimo anno zero. Zero come il numero dei trofei dal 2010 a ad oggi, zero come gli alibi che più volte giocatori e allenatori hanno avuto dal triplete ad oggi. Ecco le peggiori partite dell’anno solare: Parma Inter 2 a 0 6 punti. Questo il bottino del Parma in questa stagione e ultima posizione in classifica. Questo dato assume una rilevanza fondamentale se si analizza il fatto che 3 di questi, il Parma li ha ottenuti contro l’Inter. 01/11/2014, i nerazzurri sono in piena emergenza infortuni anche se il campionato è appena iniziato. Il Parma di Donadoni invece ha perso otto partite su nove. Probabilmente questa è stata la prima sconfitta che ha spinto Thohir a riflettere sul cambio in panchina. Solito 3-5-2 nerazzurro con Handanovic tra i pali, Ranocchia, Vidic e Juan Jesus a comporre il terzetto difensivo, Obi e Dodò sugli esterni, Kovacic, Medel e Kuzmanovic a centrocampo e attacco formato da Palacio e Icardi. Tra le file dei gialloblu c’è l’ex Antonio Cassano. Ottimo avvio dell’Inter che sembra padrona del campo, almeno fino al minuto 5’. Cross dalla destra di Rispoli, Handa non esce, Juan Jesus e Vidic restano a guardare e De Ceglie da due passi la butta dentro. Partita in salita per i nerazzurri, ancora una volta. La partita si accende ma la bilancia degli errori pende dalla parte dei nerazzurri con Kovacic che sembra l’unico in grado di accendere la luce. Il croato cresce nella ripresa e colpisce anche un palo. Ma ecco che al 75’, un Cassano indisturbato è libero di tirare in porta, pallone sporcato da Medel, recupera De Ceglie che insacca per la sua personale doppietta. E’ 2 a 0 e prologo dell’esonero di Mazzarri. Quello che colpisce non sono le sconfitte ma come queste sono maturate, spesso contro squadre di bassa classifica e con valori tecnici molto inferiori a quelli dei giocatori nerazzurri comunque non eccelsi. Una mentalità che l’arrivo di Mancini sta provando pian piano a spazzar via per permettere all’Inter di tornare finalmente a combattere per le posizioni più in linea con la sua storia. Rivivi le azioni salienti della partita:

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  • Le peggiori partite del 2014 – 3° Posto: Juventus – Inter 3 a 1

    Le peggiori partite del 2014 – 3° Posto: Juventus – Inter 3 a 1

    Appuntamento di fine anno con le peggiori partite giocate dai nerazzurri nel 2014. Un anno da dimenticare per tifosi e giocatori, l’ennesimo anno zero. Zero come il numero dei trofei dal 2010 a ad oggi, zero come gli alibi che più volte giocatori e allenatori hanno avuto dal triplete ad oggi. Ecco le tre peggiori partite dell’anno solare: Juventus – Inter 3 a 1 Inter assente per manifesta inferiorità. Potrebbe essere questa la sintesi di quel match. Un’Inter troppo concentrata a non prenderle che a provare a darle. Nerazzurri chiusi in difesa pronti a sfruttare i contropiedi non concessi dalla Juventus e un Mazzarri che in conferenza stampa post-partita dà il meglio di se. La verità è che il tecnico toscano non ha mai suscitato la simpatia del tifoso nerazzurro medio che basa tutto sull’empatia tra tecnico e causa nerazzurra. In quella conferenza probabilmente Mazzarri perse molti dei pochi sostenitori che già vantava. Accusò pubblicamente Kovacic in occasione del primo gol criticando la sua prestazione e lasciando il ragazzo alla mercé dei giornalai di turno che lo massacrarono nelle settimane successive. 3-5-1-1 classico con Handanovic, Campagnaro, Rolando e Juan Jesus in difesa, Jonathan e Nagatomo sugli esterni, Kovacic, Kuzmanovic e Taider al centro e Alvarez ad agire dietro all’unica punta palacio. Pronti via, il primo tempo è un assolo bianconero con ben 8 occasioni da goal. In una di questa arriva la rete. Pirlo pesca la testa di Lichstainer tutto solo in area che la mette dentro. Nella seconda frazione di gioco l’Inter non ha nemmeno il tempo di reagire. Al 2’ Pogba per Chiellini e arriva il secondo gol. L’Inter accenna ad una timida reazione ma nulla può contro l’armata bianconera e al 56’ incassa anche il tris di Vidal. Nemmeno all’orgoglio vale il gol della bandiera di Rolando al 71’. I nerazzurri escono dallo Juventus Stadium con le ossa rotte con un risultato speculare a quello maturato poco più di un anno prima da Stramaccioni. Da quella partita, nonostante l’innesto a gennaio di Hernanes, i nerazzurri cominceranno una discesa che li porterà al 5° posto in classifica senza avere nemmeno la possibilità di competere per qualcosa di più importante. Rivivi le azioni salienti della partita:

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  • Le pagelle di Chievo – Inter, Kovacic in crescita, male Kuzmanovic

    Le pagelle di Chievo – Inter, Kovacic in crescita, male Kuzmanovic

    Partita da dentro o fuori per l’Inter di Roberto Mancini che contro il Chievo ha nella vittoria l’unico risultato plausibile sia per dare un senso alla stagione dei nerazzurri sia per non perdere ulteriore terreno sul terzo posto. Handanovic 6.5 – Miracolo su Paloschi nella prima frazione a tu per tu con il portiere nerazzurro, decisivo anche sulla rovesciata di Meggiorini. Certamente il valore aggiunto di questa Inter. D’Ambrosio 6 – Mancini gli dà fiducia dopo la prova di Europa League. Primo tempo anonimo per l’ex esterno del Torino. Nella ripresa prova a crescere e si fa vedere con qualche buono spunto. Suo l’assist per il gol di Ranocchia. Juan Jesus 6 – Difficilmente va in difficoltà contro gli attaccanti clivensi anche se in qualche occasione lascia a desiderare in copertura. Roccioso negli interventi anche se la sua partita non è perfetta. Ranocchia 6.5 – Bella partita del capitano che in difesa svolge il compito nel migliore dei modi. Nel secondo tempo si toglie anche lo sfizio del gol, dopo quello segnato alla Roma, che ha l’effetto di tranquillizzare i suoi. Sui calci piazzati si fa trovare sempre pronto alla spizzata. Nagatomo  5.5 – Le aperture per il giapponese mettono sempre in difficoltà la difesa dei gialloblu, peccato che spesso il terzino nerazzurro sbaglia il cross per i compagni. Medel 6 – Il recupera-palloni per eccellenza. Alza una diga davanti alla difesa anche se i suoi limiti tecnici non gli permettono di impostare a dovere le ripartenze. Guarin 6 – Meno assoli e più gioco di squadra. Si sbatte e gioca per i compagni. Propizia anche lui il gol di Ranocchia e dalla sua ha anche due buoni tiri che almeno centrano lo specchio della porta. Kuzmanovic 5 – Non certo la migliore partita per il centrocampista che non riesce ad incidere come fatto vedere nelle scorse partite. La sua prestazione si limita a qualche buon lancio per gli attaccanti. Dal 74’ M’Vila’ 6 – Dà sostanza al centrocampo e prova anche la conclusione da fuori a dimostrare di voler dire anche lui la sua in questa partita. Kovacic 7 – Ancora un gol in questa stagione conferma la crescita del gioiellino nerazzurro. Tanti spunti quanto le botte che si prende dai giocatori del Chievo. Ottimo l’inserimento per il gol dell’1 a 0. Sempre preciso, sbaglia pochissimi palloni. Esce negli ultimi dieci minuti per far posto ad Osvaldo. Dal 80’ Osvaldo 6 – Dà una mano ai suoi nel finale Palacio 6.5 – Ottimi gli spunti offensivi per il trenza che sembra in grande forma. Manca ancora l’appuntamento con il gol ma appare molto più in partita rispetto alle ultime uscite. Icardi 6 – Di nuovo titolare dopo il riposo concessogli da Mancini in Europa League. Gli inserimenti sono da attaccante vero anche, tanto movimento per i compagni anche se non riesce a trovare quello per il gol. Dal 74’ Dodò 6 – La solita spinta sulla fascia destra.

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  • Qarabag – Inter, le pagelle: bene Andreolli, fantasma M’Vila

    Qarabag – Inter, le pagelle: bene Andreolli, fantasma M’Vila

    Inter più che sperimentale quella schierata da Roberto Mancini contro il Quarabag. Con i nerazzurri già qualificati il tecnico jesino da un ampio turnover non solo per permettere ai suoi di rifiatare dopo la brutta sconfitta di domenica sera ma anche per testare qualche situazione interessante da riproporre poi in campionato. Carrizo 6 – Il Quarabag lo fa stare in panciolle per quasi tutta la partita. Gli Azeri ci provano ma non riescono ad impensierire il portiere argentino. Donkor 6 – Bergomi lo aveva eletto a futuro top e in effetti schierato sull’esterno della difesa a tre non perde mai la posizione. Interventi puntuali e non si fa mai trovare fuori posizione. Campagnaro 6 Uno dei giocatori più esperti in campo. Guida Andreolli e Donkor da veterano nonostante sia ancora lontano dal Campagnaro ammirato a Napoli. Andreolli 7 La fascia di Capitano sembra galvanizzarlo. Dalle sue parti è veramente difficile passare. Si fa vedere in difesa anche con chiusure non banali e dalle sue parte non lascia mai passare gli attaccanti del Quarabag. Migliore in campo. D’Ambrosio 6+ Tornato dall’infortunio prova a scalare le gerarchie di Mancini. Una buona partita per l’esterno ex-granata che di certo troverà spazio anche in campionato. Dall’84’ Di Marco  17 anni e prima presenza nell’Inter dei grandi. Mbaye 6+ Settima presenza per lui tra campionato e coppa. Primo tempo anonimo per il terzino nerazzurro che nella ripresa però si trasforma in una freccia sull’out di sinistra. Ha corsa e fisico anche se spesso non li sfrutta come dovrebbe. Krhin 5.5 Parte subito con un buon tiro su assist di Osvaldo, poi scompare. Anche lui torna da un infortunio e si vede. M’Vila 5 Dovrebbe dare qualità in mezzo al campo e impostare la manovra. In mezzo ai tanti ragazzi schierati da Mancini la sua prestazione dovrebbe quantomeno saltare all’occhio ma resta invece ben lontano dalle trame di gioco. Non incide come ci si aspetterebbe da lui. Obi 6 Il solito fisico in mezzo al campo. Difficilmente perde un contrasto e si fa anche apprezzare in fase di costruzione, purtroppo per lui però i piedi sono quelli. Dal 90′ Baldini s.v Come per il compagno “primavera” anche per lui l’onore di vestire per la prima volta la maglia nerazzurra. Osvaldo 6 Mancini si affida a lui e non a Icardi. E l’italo-argentino lo ripaga con una buona prestazione. Ha voglia di fare e si vede. Quando ha la palla tra i piedi sembra voler spaccare il mondo e spesso riesce ad arrivare fino in area avversaria. Bonazzoli 7 Ci mette un po’ ad entrare in partita ma quando inizia a carburare è un’arma in più per l’Inter. Corre, si sbatte e fa di tutto per mettere in mostra il suo talento cristallino. Mancini apprezza.

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