• ESCLUSIVO/ Bonazzoli: “Allenarsi con la prima squadra è un sogno che si avvera. Mazzarri ci ha fatto capire che…”

    ESCLUSIVO/ Bonazzoli: “Allenarsi con la prima squadra è un sogno che si avvera. Mazzarri ci ha fatto capire che…”

    Dagli inviati a Pinzolo, Alessandro Suardelli e Carmelo Bruno Intervistato in esclusiva da SpazioInter.it, Federico Bonazzoli, centravanti della Primavera nerazzurra, ha raccontato le sue sensazioni su questa prima parte di precampionato trascorsa a contatto con la prima squadra. Ecco le parole del 17enne bresciano: Non è la prima volta che ti alleni con la prima squadra ma il ritiro estivo con i “grandi” è una novità assoluta per te. Cosa ti porterai dietro da questa esperienza? “Allenarsi con la prima squadra dell’Inter, il club in cui ho sempre sognato di giocare, è una cosa bellissima. Non mi poteva capitare di meglio. E’ un’esperienza fantastica essere qui, mi aiuterà a crescere e migliorare”. Qual è il clima che si respira in vista della nuova stagione? Mazzarri è stato chiaro: vuole una squadra grintosa, che non molli niente… “Il mister ci ha fatto subito capire che dobbiamo dare ancora di più rispetto all’anno scorso. Io sono qui per aiutare la squadra e fare del mio meglio. Siamo un ottimo gruppo e possiamo fare bene”. Thohir parla spesso di voi giovani, il mister ha detto che vuole costruire una squadra più interista. Un bel vantaggio per te… “Fa piacere che il presidente e il mister abbiano detto queste cose. Il ringiovanimento della rosa è un dato di fatto, poi non sta a me commentare le scelte societarie. Io sono a disposizione, come ho sempre fatto e sempre farò”. Nell’amichevole contro il Trentino hai agito da seconda punta, svariando su tutto il fronte d’attacco. Anche in Primavera ti è capitato di rivestire lo stesso ruolo ma, se potessi scegliere, dove preferiresti giocare? “Mi considero un 9 e mezzo. Mi piace più giocare come prima punta, ma non ho problemi a fare altri ruoli. Sono a disposizione del mister e cerco di fare nel miglior modo possibile tutto ciò che mi chiede. L’importante è scendere in campo e fare bene”. L’anno scorso ti sei tolto soddisfazioni importanti esordendo prima in coppa Italia e poi in campionato. La prossima tappa è l’Europa? “Un ragazzo della mia età non può augurarsi di meglio. Non è stato facile raggiungere certi obiettivi, ho avuto la possibilità di coronare un sogno che avevo fin da bambino. Questo, però, è un punto di partenza, non di arrivo. Voglio continuare a fare bene e chissà che non arrivi davvero l’esordio in Europa”. Dopo aver vinto il campionato con i Giovanissimi e con gli Allievi, quanto ti stuzzica l’idea di poter centrare il grande slam vincendo il titolo anche con la Primavera? “E’ stata una buona annata. Ho giocato con la Primavera, poi ho voluto dare una mano ai miei coetanei nella fase finale del campionato Allievi. Mi sembrava doveroso, visto che si trattava della mia categoria. Ho rinunciato alle vacanze, ma non è un problema. Per riposare c’è sempre tempo. Adesso penso a fare bene qui, poi sarebbe bello vincere lo scudetto Primavera perchè mi manca”.  Quali sono i tuoi punti forti e su cosa, invece, pensi di dover migliorare? “Non si smette mai di crescere, devo migliorare in tutto. Penso di avere un buon sinistro, mentre devo migliorare con l’altro piede e sul gioco aereo”. C’è un modello di centravanti a cui ti ispiri o di cui sogni di ripercorrere le orme? “Essendo interista, stimo tutti gli attaccanti che hanno giocato e giocano nell’Inter. Milito, Palacio e Icardi sono dei modelli, ma il mio giocatore preferito è Ibrahimovic”. Conoscendo i ragazzi degli Allievi e della Primavera, su chi ti sentiresti di scommettere per il futuro? “Penso sia ingiusto sbilanciarsi su un solo nome. I ragazzi che sono in ritiro hanno tutti talento e, se sono qui, è perchè hanno già dimostrato qualcosa. Ovviamente, come me, devono crescere e migliorare. L’obiettivo è fare il possibile per meritare la conferma”.   Seguici su Twitter: Alessandro Suardelli (@AleSuardelli) SpazioInter (@SpazioInter)                   www.design4u.kiev.ua/ www.nl.ua

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  • La caduta degli alibi

    La caduta degli alibi

    Se pensavate non esistesse condanna peggiore di vedere l’Inter raccogliere la miseria di 11 punti nelle 8 gare interne giocate contro Chievo (16°), Catania (20°), Sassuolo (19°), Cagliari (15°), Torino (10°), Atalanta (8^), Udinese (14^) e Bologna (17°), vi sbagliavate di grosso. Da inizio 2014 a oggi, oltre ad assistere a prestazioni decisamente non all’altezza da parte della propria squadra, il popolo nerazzurro ha dovuto sopportare anche i confusionari monologhi post partita di Walter Mazzarri, preoccupato di trovare ogni volta l’alibi perfetto per giustificare i propri passi falsi e proteggersi dagli attacchi della critica. Il 2-2 contro il Bologna, però, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sentir parlare di “episodi” anche quando un avversario in piena crisi ritrova il gol su azione dopo 786 minuti di digiuno e, addirittura, si ripete nell’arco della stessa partita, centrando un’impresa che non riusciva da due mesi (9 febbraio 2014, Torino-Bologna 1-2), rasenta il paradosso. A maggior ragione se si ripensa al miracolo di Handanovic su Acquafresca, che ha evitato la beffa del 3-2 allo scadere, o se si analizzano le statistiche del match, con gli uomini di Ballardini che sono andati al tiro con maggiore frequenza rispetto ai nerazzurri. Questa volta non esistono scuse in grado di sorreggere il castello di carte eretto dal tecnico di San Vincenzo: impossibile giustificare l’integralismo tattico che costringe l’Inter a tenere in campo tre difensori centrali anche quando gli avversari schierano una sola punta (nello specifico, il “temutissimo” Cristaldo); impossibile continuare ad aggrapparsi agli errori individuali – come se l’Inter affrontasse ogni weekend corazzate infallibili – o all’inesperienza del giovane di turno – viste le prestazioni offerte da Icardi e Kovacic (quest’ultimo tenuto ancora una volta, inspiegabilmente, in panchina); impossibile persino prendersela con l’arbitro (Mazzoleni, ndr), abbastanza coraggioso da fischiare un rigore a favore dell’Inter, interrompendo un’astinenza lunga 33 giornate. Mazzarri, però, continua a ripetere che “è difficile trovare giustificazioni razionali per i risultati ottenuti nell’ultimo periodo”. In realtà le giustificazioni logiche ci sono eccome, perchè sarà anche vero che l’allenatore non può sempre prevenire le amnesie dei singoli, ma lo stesso ragionamento vale anche per gli avversari e pensare che sia solo la sfortuna a determinare i fallimenti della squadra è limitante per un tecnico che si considera il migliore del campionato. I soli sette gol segnati nelle ultime otto partite casalinghe, le difficoltà nel creare gioco anche contro avversari modesti e l’ostinazione nel proporre un modulo che ostacola la valorizzazione dei giovani talenti presenti in rosa (Kovacic su tutti) sono motivazioni più che sufficienti per credere che questa Inter avrebbe potuto e dovuto raccogliere di più. Indipendentemente dal fato. Alessandro Suardelli (Twitter: @AleSuardelli)  

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  • Numeri da incubo per l’Inter: nel 2014 nessuno peggio della squadra di Mazzarri

    Numeri da incubo per l’Inter: nel 2014 nessuno peggio della squadra di Mazzarri

    Sei partite da inizio anno a oggi: nessuna vittoria, quattro sconfitte esterne (contro Lazio, Genoa, Juventus in campionato e Udinese in Tim Cup) e due pareggi casalinghi (contro Chievo e Catania). Un ruolino di marcia da retrocessione: nessuno in questo 2014 ha fatto peggio dell’Inter e i numeri diventano ancora più imbarazzanti se si considerano i soli due gol messi a segno (firmati da Nagatomo e Rolando) contro i sette subiti. Juventus 13; Parma* 12; Lazio 11; Milan 10; Atalanta, Roma* 9; Fiorentina, Napoli, Torino 8; Genoa* 7; Verona 6; Catania 5; Cagliari, Livorno, Sampdoria* 4; Udinese, Chievo, Bologna, Sassuolo 3; Inter 2. (* una gara in meno) Non va meglio se si guardano le ultime dieci giornate, in cui la squadra di Mazzarri è riuscita a strappare i tre punti solo in occasione del derby prenatalizio: vittoria firmata dal guizzo di Palacio, che da quel momento in poi ha cominciato a pagare i quattro mesi di straordinari, con tutto il peso offensivo della squadra sulle sue spalle. Gli otto punti totalizzati dal 9 novembre a oggi (frutto di 1 vittoria, 5 pareggi e 4 sconfitte), confermano il rendimento da zona rossa: Juventus 28; Lazio 21; Parma* 19; Roma* 18; Fiorentina 17; Napoli, Milan 16; Lazio 15; Verona, Sampdoria* 13; Chievo 12; Atalanta, Cagliari 11; Udinese, Genoa* 10; Bologna, Inter 8; Sassuolo 7; Catania 6; Livorno 5. (* una gara in meno) Una classifica difficile da digerire, nonostante tutte le attenuanti del caso: i tifosi, infatti, sarebbero anche pronti ad accettare un anno di transizione, ma con statistiche del genere diventa difficile pensare a una crescita reale e progressiva che induca il popolo nerazzurro a guardare con ottimismo al futuro.

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  • Juventus-Inter, i precedenti

    Juventus-Inter, i precedenti

    Forse nel momento più complicato della gestione Mazzarri, arriva per l’Inter la partita più difficile della stagione. I nerazzurri, reduci da una striscia di quattro partite senza vittorie – con solo due punti raccolti, frutto dei pareggi casalinghi contro Chievo e Catania e delle sconfitte esterne contro Lazio e Genoa – sono attesi allo Juventus Stadium dagli uomini di Antonio Conte che, al contrario, vivono un momento di grande forma avendo conquistato 12 vittorie e un pareggio nelle ultime 13 gare di campionato. L’anno scorso, la squadra guidata da Andrea Stramaccioni riuscì nell’impresa di sbancare il capoluogo piemontese, violando per la prima volta in assoluto la nuova casa bianconera. Fu il punto di massima espressione di un’Inter che sembrava destinata a volare, ma che paradossalmente cominciò proprio da quel momento il suo lento e inesorabile declino verso un deludentissimo nono posto. Era una sfida tra le prime due della classe, un contesto completamente diverso da quello attuale, visto che Zanetti e compagni si presenteranno a Torino con un distacco di ben 23 punti dai rivali, dimostratisi finora infallibili in casa, dove in dieci partite gli avversari non hanno potuto raccogliere neanche le briciole. I precedenti non invitano a essere più ottimisti visto che nei 94 incontri disputati in campionato, la Beneamata è riuscita a portare a casa i tre punti solo in 15 occasioni, contro le 62 vittorie bianconere Nel dettaglio le ultime cinque sfide: CAMPIONATO 2008/09  –  32^GIORNATA 18.04.2009  –  Juventus vs Inter  1-1  (65′ Balotelli, 92′ Grygera) CAMPIONATO 2009/10  –  15^GIORNATA 05.12.2009  –  Juventus vs Inter  2-1  (20′ Del Piero, 26′ Eto’o, 58′ Marchisio) CAMPIONATO 2010/11  –  25^GIORNATA 13.02.2011  –  Juventus vs Inter  1-0  (30′ Matri) CAMPIONATO 2011/12 – 29^GIORNATA 25.03.2012  –  Juventus vs Inter  2-0  (57′ Caceres, 71′ Del Piero) CAMPIONATO 2012/13  –  11^GIORNATA 03.11.2012  –  Juventus vs Inter  1-3  (1′ Vidal, 59′ rig. Milito, 75′ Milito, 90′ Palacio.) A completare lo score ufficiale 14 incontri di coppa Italia (8 vittorie Juve, 2 pareggi, 4 vittorie Inter), una Supercoppa italiana vinta dall’Inter ai tempi supplementari e uno spareggio di coppa dell’Europa Centrale vinto dai bianconeri.  

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  • CALCIOMERCATO/ L’Inter fa sul serio per Hernanes: l’inserimento di Mbaye avvicina Thohir e Lotito

    CALCIOMERCATO/ L’Inter fa sul serio per Hernanes: l’inserimento di Mbaye avvicina Thohir e Lotito

    Dopo quattro settimane di soli rumors, il mercato dell’Inter sta finalmente entrando nel vivo: in attesa dell’ufficialità dell’arrivo di Danilo D’Ambrosio e con Andrea Ranocchia alle prese con l’offerta del Galatasaray (disposto ad accogliere il difensore in prestito oneroso fino a giugno), si scalda improvvisamente anche la pista che porta a Hernanes. Il centrocampista biancoceleste, richiesto espressamente da Mazzarri, sarebbe il primo vero colpo della gestione Erick Thohir. Il presidente nerazzurro ha incontrato in giornata il patron della Lazio Claudio Lotito e, a quanto pare, il summit sarebbe servito per avvicinare sensibilmente le parti, tanto che alcuni addetti ai lavori parlano già di affare in dirittura d’arrivo. La svolta sarebbe arrivata grazie alla decisione dell’Inter di mettere sul piatto, oltre a un cospicuo conguaglio in denaro, Ibrahima Mbaye: la società capitolina vorrebbe il difensore senegalese (attualmente in prestito al Livorno, ndr) a titolo definitivo, mentre i nerazzurri al momento preferirebbero ragionare sulla comproprietà, per non perdere del tutto uno dei talenti più fulgidi cresciuti dal settore giovanile interista. A seconda della formula scelta, il conguaglio da versare nelle casse biancocelesti oscillerà tra i 12 e i 15 milioni di euro. Trovare un accordo entro il 31 gennaio non sarà semplice, ma il fatto che Thohir e Lotito si siano seduti a un tavolo per trattare apre più di uno spiraglio al passaggio immediato del talento verdeoro alla corte di Walter Mazzarri. Le prossime ore saranno decisive per capire che piega prenderà l’affare, visto anche il possibile veto del Livorno, che ha deciso di puntare forte su Mbaye fino a giugno e non sembra intenzionato a lasciarlo partire prima del tempo.

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  • VIDEO – Rolando: “Siamo dispiaciuti, è normale che i tifosi si aspettino altro. Thohir è lontano, ma…”

    VIDEO – Rolando: “Siamo dispiaciuti, è normale che i tifosi si aspettino altro. Thohir è lontano, ma…”

    Dagli inviati a San Siro, Alessandro Suardelli e Carmelo Bruno L’Inter non sa più vincere. Contro il fanalino di coda Catania c’erano tutte le condizioni perchè la squadra di Mazzarri potesse festeggiare finalmente la prima vittoria del 2014. Invece, dopo il pareggio ottenuto contro il Chievo – che ha intervallato le sconfitte esterne di Roma e Genova – , i nerazzurri raccolgono un altro mezzo passo falso casalingo contro una cenerentola del nostro campionato. Salgono così a quattro le gare consecutive senza vittorie per un’Inter che negli ultimi due mesi è riuscita a strappare i tre punti solo in occasione del derby pre-natalizio del 22 dicembre. Numeri che certificano un’involuzione tecnico-tattica difficile da giustificare: “Era fondamentale vincere e abbiamo provato a farlo in tutti i modi, ma purtroppo non ci siamo riusciti – spiega Rolando ai nostri microfoni dopo il pari ottenuto contro gli etnei -. Purtroppo gennaio è un mese con tante distrazioni legate al mercato, speriamo di avere maggiore tranquillità a febbraio e di tornare a crescere piano piano”. Una mancanza di tranquillità aggravata dal clima teso che si respira a San Siro: “Quando non si vince diventa tutto più difficile. E’ normale che i tifosi si aspettino altro da un grande club come l’Inter. Ne siamo consapevoli e siamo i primi ad essere dispiaciuti per questa situazione”. Se la squadra non sorride, Rolando può quantomeno consolarsi con la sua crescita progressiva, che lo ha portato a scalare le gerarchie di Mazzarri e a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nella difesa a tre del tecnico toscano: “La cosa che conta non è tanto la mia prestazione, quanto il fatto che la porta sia rimasta inviolata. Se non subiamo reti dagli avversari, è più facile arrivare alla vittoria. Purtroppo oggi non siamo riusciti a fare gol”. Parlando di mercato è impossibile non chiedere al difensore portoghese un parere sulla vicenda vissuta in settimana da Guarin: “Posso solo dire che Fredy è un mio grande amico, per me è come un fratello. Gli auguro il meglio“. In chiusura una battuta su come la squadra stia vivendo il rapporto a distanza con Erick Thohir: “Una società non è fatta solo dal presidente, ci sono tante persone importanti nello staff e noi abbiamo bisogno di tutti. Lui, pur essendo lontano fisicamente, prova sempre a starci vicino e vuole il meglio per il club“. VIDEO:

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  • Verso Genoa-Inter: Mazzarri si aggrappa a Palacio, ma il <i>Principe</i> scalpita

    Verso Genoa-Inter: Mazzarri si aggrappa a Palacio, ma il Principe scalpita

    Prosegue la caccia dell’Inter alla prima vittoria del 2014. Dopo la sconfitta rimediata all’Olimpico e il mezzo passo falso casalingo contro il Chievo, i nerazzurri saranno impegnati a Marassi contro il Genoa dell’ex Gian Piero Gasperini. Contro i rossoblu Mazzarri insegue un successo che lontano dal “Meazza” manca ormai da due mesi e mezzo (Udinese-Inter del 3 novembre 2013, ndr). Per provare a spezzare l’incantesimo, il tecnico toscano si affiderà al 3-4-2-1 sperimentato nell’ultimo turno di campionato. Davanti ad Handanovic, confermata la solita linea a tre guidata da Rolando, che vince il ballottaggio con Ranocchia, destinato a sedersi in panchina insieme a Samuel e Andreolli. Il centrale portoghese sarà affiancato da Campagnaro sul centro-destra e da Juan Jesus sul centro-sinistra. Qualche dubbio a centrocampo dove Kuzmanovic dovrebbe avere la meglio su Taider per fare coppia con Cambiasso; sugli esterni scelte obbligate con Jonathan e Nagatomo chiamati agli straordinari vista l’assenza di valide alternative. Ennesima panchina invece per Mateo Kovacic, che sulla trequarti lascerà spazio a Ricky Alvarez e al rientrante Fredy Guarin, che ha scontato il turno di squalifica inflittogli dal giudice sportivo e dovrebbe tornare titolare nonostante le insistenti voci di mercato sul suo conto. Ancora una volta il peso dell’attacco nerazzurro sarà tutto sulle spalle di Rodrigo Palacio, pronto a castigare la sua ex squadra per regalare a Mazzarri i primi tre punti del nuovo anno. Non sono da escludere, però, sorprese dell’ultimo minuto con il possibile inserimento di Diego Milito al posto di uno tra Alvarez e Guarin e il conseguente arretramento del Trenza sulla trequarti. In panchina, considerate le esclusioni di Belfodil e Icardi, l’allenatore di San Vincenzo si porterà il neo acquisto Ruben Botta, le cui quotazioni sono in netta ascesa dopo le buone prove offerte conto Udinese e Chievo.   Alessandro Suardelli (Twitter: @AleSuardelli)  

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  • CALCIOMERCATO/ Mazzarri vuole Hernanes: l’Inter studia l’offerta da presentare alla Lazio

    CALCIOMERCATO/ Mazzarri vuole Hernanes: l’Inter studia l’offerta da presentare alla Lazio

    “Il mercato di gennaio è un mercato fatto di singole opportunità. I tifosi non devono aspettarsi dei colpi ad effetto, ma se ne avremo l’opportunità faremo qualcosa di interessante. In ogni caso, abbiamo bisogno di vendere per creare le adeguate condizioni economiche per comprare”. Queste parole, rilasciate qualche giorno fa da Erick Thohir, non hanno fatto altro che confermare la strategia dell’Inter per il mercato di riparazione in corso. A gennaio, infatti, la società nerazzurra avrà la possibilità di muoversi concretamente solo se riuscirà a cedere uno dei suoi pezzi pregiati; in caso contrario, ad Appiano Gentile potranno arrivare solo rinforzi a costo zero, attraverso prestiti e scambi. Proprio per questo, Branca e Ausilio stanno aspettando offerte adeguate per Andrea Ranocchia e Fredy Guarin, i due maggiori indiziati a lasciare Milano: sul difensore umbro è forte l’interesse di Borussia Dortmund e Galatasaray, mentre sul centrocampista colombiano è sempre puntato il mirino di Monaco, Atletico Madrid e Manchester United. Se dovesse andare in porto uno di questi affari, l’Inter avrebbe la liquidità necessaria per piombare sul laziale Hernanes, indicato da Walter Mazzarri come rinforzo ideale per far compiere il definitivo salto di qualità al centrocampo nerazzurro. Il ventottenne brasiliano è valutato 20 milioni da Lotito, ma il club di Corso Vittorio Emanuele è sicuro di poter limare le richieste del patron biancoceleste inserendo alcune contropartite tecniche nell’affare: in quest’ottica si fanno i nomi di Andreolli e Schelotto, ma il giocatore che potrebbe cambiare le carte in tavola è Ibrahima Mbaye. Il talento senegalese, attualmente in prestito al Livorno, piace molto alla dirigenza biancoceleste e potrebbe sbarcare nella Capitale il prossimo luglio. L’Inter ha sempre puntato forte su di lui e in estate ha rifiutato offerte importanti pur di mantenere il pieno controllo sul cartellino. Per arrivare al Profeta, però, potrebbe anche decidere di sacrificarlo.   Alessandro Suardelli (Twitter: @AleSuardelli)

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  • Primavera: Inter-Milan 0-2. Benedicic e Di Molfetta firmano vittoria e sorpasso sui nerazzurri

    Primavera: Inter-Milan 0-2. Benedicic e Di Molfetta firmano vittoria e sorpasso sui nerazzurri

    INTER vs MILAN 0-2 Marcatori: 14′ Benedicic (M), 24′ Di Molfetta (M) Ammoniti: 16′ Puscas (I), 26′ Dabo (I), 36′ Benedicic (M), 72′ Longo (I), 73′ Camara (I), 74′ Ventre (I), 79′ Pinato (M) INTER (4-4-2): Ivusic; Longo, Donkor, Paramatti, Eguelfi; Camara, Acampora, Dabo (66′ Palazzi), Baldini (52′ Ventre); Puscas (52′ Capello), Bonazzoli
. A disposizione: Maniero, Yao, Pinton, Dalla Riva, Gaiola, Nchama, Mira, Radu, Bigotto. Allenatore: Salvatore Cerrone MILAN (4-3-3): Andrenacci; Simic, Pacifico, Iotti, Tamas; Mastalli, Piccinocchi, Benedicic; Di Molfetta (80′ Calabria), Vido (62′ Barisic), Pinato (84′ Rondanini). 
A disposizione: Ferrari, De Santis, Modic, Compaore, Fabbro, Yaffa, Cernigoi, Aniekan, Bende. Allenatore: Filippo Inzaghi Arbitro: Abisso (Palermo) CRONACA: FINISCE QUI – INTER vs MILAN 0-2, rossoneri corsari al “Facchetti”. Benedicic e Di Molfetta firmano vittoria e sorpasso sulla squadra di Cerrone. 90+3′ – Contropiede Milan: palo di Piccinocchi, poi Ivusic miracoloso sul tap-in di Barisic. 90′ – Segnalati cinque minuti di recupero. 88′ – Ci prova Bonazzoli, che calcia deciso verso la porta difesa da Andrenacci, ma trova ancora l’ottima risposta dell’estremo difensore rossonero. 84′ – Cambio per Inzaghi: fuori Pinato, dentro Rondanini. 82′ – Scambio al limite dell’area rossonera tra Ventre e Capello. L’attaccante ex Bologna viene messo giù al limite dell’area, ma per Abisso non c’è fallo. 79′ – Gioco molto spezzettato: secondo cartellino giallo per la squadra di Inzaghi. Ammonito Pinato. 74′ – Abisso fa ripetere la punizione tre volte, ammonendo prima Camara e poi Ventre per essersi mossi troppo presto dalla barriera. 72′ – Fallo di Longo su Benedicic: cartellino giallo per il terzino destro nerazzurro. 70′ – Ancora Barisic vicino alla rete che spegnerebbe definitivamente le speranze dell’Inter. 67′ – Barisic sfiora il terzo gol con un esterno destro che si spegne di poco a lato. 66′ – Terzo cambio per Cerrone: Palazzi prende il posto di Dabo. 65′ – Capello cerca un filtrante per Bonazzoli, ma non è preciso. 62′ – Primo cambio per Inzaghi: fuori Vido, dentro Barisic. 60′ – Occasionissima per Bonazzoli che calcia di sinistra da dentro l’area ma trova la grande risposta di Andrenacci. 59′ – Ivusic non blocca un tiro dalla distanza di Benedicic ma rimedia con un buon guizzo sul tentativo di tap-in di Vido. 55′ – Destro a giro di Di Molfetta completamente sbagliato. 52′ – Doppio cambio per Cerrone: Baldini e Puscas lasciano il posto a Ventre e Capello. 51′ – Serie di calci d’angolo per l’Inter, che non riesce però a impensierire la difesa rossonera. 48′ – Buona iniziativa di Bonazzoli, che salta un avversario e calcia sul primo palo trovando la deviazione in angolo di Andrenacci. 47′ – Occasione per il Milan con Mastalli che sfugge sulla destra a Paramatti e serve Vido al centro. La deviazione del numero 9 rossonero termina fuori di poco. 46′ – Comincia la ripresa senza sostituzioni nelle due squadre. FINE PRIMO TEMPO – Si chiude sul 2-0 per gli ospiti un primo tempo giocato davvero male dall’Inter. Cerrone striglierà i suoi ragazzi nell’intervallo: per recuperare il match servirà sicuramente un’altra squadra nella ripresa. 45+1′ – Calcio d’angolo per il Milan che, dopo una timida reazione dell’Inter, torna a spingere. 45′ – Due minuti di recupero concessi dal direttore di gara, Abisso. 42′ – Baldini prova a innescare Eguelfi, ma il filtrante dell’esterno nerazzurro è troppo lungo e permette ad Andrenacci di anticipare tutti in uscita. 40′ – Traversone dalla destra di Simic, Ivusic blocca senza problemi. 37′ – Calcia lo stesso Acampora, ma la palla termina lontana dalla traversa. 36′ – Acampora sfugge a Benedicic, che è costretto a mettere a terra l’avversario. Calcio di punizione per l’Inter e giallo per lo sloveno. 35′ – Cross di Eguelfi dalla sinistra troppo corto per Bonazzoli, che viene anticipato dalla difesa rossonera. 32′ – L’Inter prova a reagire, ma fatica incredibilmente a creare gioco. Si fa sentire nelle file nerazzurre l’assenza di Lorenzo Tassi. 29′ – Conclusione da fuori area di Camara, bloccata agevolmene da Andrenacci dopo una deviazione. 26′ – Inter in evidente difficoltà. Fallo di Dabo su Benedicic: cartellino giallo per il centrocampista nerazzurro e calcio di punizione dal vertice dell’area per il Milan. 24′ – GOL MILAN – Raddoppio rossonero con Vido che sfugge alla retroguardia nerazzurra e serve al centro un liberissimo Di Molfetta. L’ala classe ’96 appoggia comodamente in rete, firmando il 2-0. 21′ – Cross di Baldini dalla sinistra, troppo lungo per Puscas che non può arrivare sul pallone. 16′ – Lancio di Paramatti per Puscas, anticipato da Andrenacci, che esce di testa fuori dall’area e viene colpito dal numero 9 nerazzurro. Il direttore di gara punisce l’intervento con il cartellino giallo. 15′ – L’Inter reagisce subito con Puscas che sfiora la traversa con un gran destro da fuori area. 14′ – GOL MILAN – Vantaggio rossonero con Benedicic che, su assist di Tamas, batte Ivusic con un diagonale sinistro. 13′ – Spinge ancora il Milan, che adesso ha preso campo. Palo colpito di testa da Pinato su cross di Di Molfetta. 11′ – Milan vicino al gol con Di Molfetta, che a tu per tu con Ivusic calcia fuori alla destra del palo. 10′ – Occasione per Puscas dopo un rimpallo fortuito. L’attaccante rumeno può calciare da buona posizione, ma viene fermato per fuorigioco. 9′ – Azione confusionaria dell’Inter, che chiude il Milan nella sua area ma non riesce a sfondare il muro rossonero. 7′ – Fase di studio per le due squadre, con i ragazzi di Salvatore Cerrone che non riescono a organizzare la manovra. 4′ – Pericolo per la difesa nerazzurra, ma Ivusic risolve bloccando in uscita bassa un pallone vagante. 3′ – Gioco subito fermo per un problema a Donkor, che accusa un fastidio al piede destro. 1′ – Comincia il match. Partita fondamentale per le squadre di Cerrone e Inzaghi, separate da soli due punti in classifica. Tutto pronto al centro sportivo “Giacinto Facchetti” per il calcio d’inizio di Inter-Milan, recupero dell’8^giornata del campionato Primavera.   Alessandro Suardelli (Twitter: @AleSuardelli)

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  • CALCIOMERCATO/ Belfodil vuole la Premier League: tra West Ham e Sassuolo, spunta anche il QPR

    CALCIOMERCATO/ Belfodil vuole la Premier League: tra West Ham e Sassuolo, spunta anche il QPR

    Diventa sempre più incerto il futuro di Ishak Belfodil. L’attaccante franco-algerino, arrivato a Milano la scorsa estate, è vicinissimo a lasciare l’Inter dopo aver raccolto la miseria di 318 minuti in quattro mesi con la maglia nerazzurra. Fino a qualche giorno fa, il quasi ventiduenne di Mostaganem sembrava a un passo dal West Ham: il club londinese aveva trovato un accordo di massima con l’Inter per un prestito oneroso con diritto di riscatto fissato intorno ai 10 milioni di euro; il Parma, però, essendo coproprietario del cartellino, ha bloccato tutto rimettendo in gioco il Sassuolo, che spinge per avere il giocatore, dichiarandosi anche disponibile ad acquisire da subito la metà in mano ai ducali. Una brutta tegola per il club nerazzurro e per lo stesso Belfodil, che si trova ora tra due fuochi e rischia di diventare vittima di una situazione che potrebbe trascinarsi per parecchi giorni. Solo un avvicinamento da parte della società di Ghirardi verso gli inglesi o un passo indietro del giocatore, che per ora non ha mai preso in considerazione l’ipotesi neroverde, potrebbe dare un’accelerata all’affare. Belfodil ha le idee chiare, vuole tentare un’esperienza in Premier League e, proprio in quest’ottica, potrebbero rivelarsi importanti le dichiarazioni rilasciate da Harry Redknapp, allenatore del Queens Park Rangers: “Belfodil è un giocatore che ci interessa – ha ammesso in conferenza stampa -. Sappiamo che su di lui c’è anche il West Ham, ma non sappiamo come stiano evolvendo le cose. Il nostro amministratore delegato Phil Beard ha avviato contatti con l’Inter”. E chissà che, tra i due litiganti, non sia proprio il club di Loftus Road a spuntarla.   Alessandro Suardelli (Twitter: @AleSuardelli)

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