Nel viaggio all’interno del mondo della cantera nerazzurra, oggi parliamo del giocatore tecnicamente più dotato dell’intero settore giovanile interista: Daniel Bessa. Nato a San Paolo il 13 gennaio 1993, Daniel è il tipico trequartista brasiliano. Fisicamente minuto (è alto 1.73), Bessa è dotato di una tecnica di base eccellente che gli permette di esaltarsi negli spazi stretti e di una visione di gioco illuminante, confrontabile con quella di pochi altri suoi coetanei.

Scovato dall’Inter nel 2008 quando militava nell’Atletico Paranaense, nell’estate del 2010 arriva in Primavera dopo aver disputato due ottime stagioni tra Allievi Regionali ed Allievi Nazionali. Con Pea però i rapporti non sono idilliaci, sia per motivi tattici che per alcuni comportamenti da prima donna non graditi dallo staff tecnico. Bessa disputa una stagione in chiaroscuro (soltanto 18 presenze in campionato, di cui la metà partendo dalla panchina).

Con l’arrivo di Stramaccioni nell’estate 2011 le cose però cambiano. Il tecnico romano decide sin dall’inizio di puntare forte su Daniel ed i risultati sono imminenti. Bessa diventa il leader tecnico della squadra nerazzurra, lotta e si sacrifica in fase di non possesso senza perdere di lucidità con il pallone tra piedi riuscendo anche a smorzare quegli atteggiamenti bizzosi che ne avevano rallentato l’ascesa. Mette a segno 10 reti in campionato e 3 nella “Next Generation Series” risultando tra i protagonisti assoluti del trionfo in entrambe le competizioni.

L‘infortunio al legamento crociato del ginocchio destro subito nel primo tempo della finale Scudetto contro la Lazio, non gli ha permesso di essere a Pinzolo per il ritiro della prima squadra ed il suo immediato futuro è al momento incerto. Potrebbe andare in prestito, magari in Serie A, per completare il suo percorso di crescita in vista di un ritorno alla casa madre, con l’obiettivo di diventare protagonista all’Inter e magari anche in azzurro, dato che possiede il passaporto italiano ed è già nel giro della nazionale Under19.