Allo stadio “Barbetti” di Gubbio l’Inter si è laureata, per la settima volta nella sua storia, Campione d’Italia per la categoria Primavera superando per 3-2 la Lazio di Alberto Bollini. Una partita sostanzialmente controllata dal primo all’ultimo minuto dalla squadra nerazzurra che ha messo in mostra solidità difensiva ed ottime individualità in attacco.

Mister Bernazzani si affida dall’inizio al classico 4-3-1-2 con Sala tra i pali al posto dell’infortunato Di Gennaro. Difesa confermata con a destra Mbaye, a sinistra Alborno ed al centro Spendlhofer e Kysela. A centrocampo il trio formato da Romanò, Duncan e Crisetig con Bessa a supporto di Longo e del rientrante Livaja. Il tecnico laziale Bollini dal canto suo conferma il 4-3-3 con al centro della difesa Sbraga al posto di Crescenzi, out per un risentimento durante il riscaldamento. In avanti tridente con Emmanuel e Rozzi ai lati di Barreto.

Il tempo di iniziare il match e l’Inter passa subito. Livaja approfitta dello svarione della retroguardia biancoceleste per superare Berardi in uscita ed insaccare l’1-0. La Lazio prova immediatamente a reagire sfruttando la qualità degli attaccanti esterni ma i nerazzurri tengono bene il campo con un Mbaye sugli scudi in chiusura. Al 15’ l’Inter perde uno dei suoi assi, Daniel Bessa. Per l’italo brasiliano problema ad un ginocchio (si teme l’interessamento del collaterale, ndr), al suo posto dentro Garritano. Alla mezz’ora Sala si fa trovare pronto sul colpo di testa di Sbraga mentre Livaja in contropiede sfiora il due a zero. A primo tempo oramai scadutola Lazio trova il pareggio. Ottima azione di Rozzi che supera Spendlhofer e serve Barreto che fredda l’incolpevole Sala.

La ripresa si apre nuovamente con l’Inter sugli scudi. Al 48’ botta di Livaja che si stampa sul palo ma Garritano è il più lesto di tutti e di testa firma il 2-1. I nerazzurri, disposti dopo l’uscita di Bessa col 4-3-3, coprono tutti gli spazi a difesa del vantaggio, senza concedere nulla ad una Lazio volenterosa ma poco lucida negli ultimi sedici metri. A metà della ripresa Longo (capocannoniere e miglior giocatore della fase finale, ndr) corona la sua splendida “Final Eight” con la rete del 3-1 dopo un’azione che mette in mostra tutte le sue caratteristiche, potenza e tecnica invidiabile. I biancocelesti, fiaccati nel morale dalla terza realizzazione interista, tentano confusamente di riaprire i giochi e ci riescono all’89’ con una conclusione da fuori del nigeriano Onazi, quando oramai la partita sembrava avviata al termine senza particolari colpi di scena. I cinque minuti di recupero scorrono via veloci con l’Inter che riesce a tenere il possesso del pallone senza dare agli avversari la possibilità dell’ultimo disperato tentativo e l’arbitro Rocca di Vibo Valentia decreta la fine delle ostilità. La festa tricolore, dedicata allo sfortunato Di Gennaro, può cominciare.

L’Inter Primavera conclude nel migliore dei modi una stagione lunga e faticosa ma piena di soddisfazioni con la conquista dello Scudetto dopo la Next Generation Series. Per molti di questi ragazzi è arrivata l’ora di lasciare il calcio giovanile ed immergersi in quello professionistico, con nel cuore il sogno di diventare protagonisti anche nell’Inter dei grandi.

HIGHLIGHTS: