Via dall’Inter per vincere. Avranno pensato questo Muntari e Motta quando a gennaio hanno fatto le valigie per cercare fortuna altrove. Dopo la tanto bramata fuga da Milano, però, per Sulley e Thiago è arrivato il momento di tirare le somme e confrontarsi con la dura realtà.

Le esperienze lontano dall’Inter, infatti, non si sono concluse nel migliore dei modi: per entrambi il finale è stato ben diverso da come se lo erano immaginato al momento di svuotare l’armadietto di Appiano.

Dopo il fallimento di Muntari, che pregustava la “vendetta” con un ruolo da protagonista ma ha finito per essere solamente il simbolo dei piagnistei rossoneri per uno scudetto gettato malamente alle ortiche, anche Thiago Motta ha dovuto alzare bandiera bianca contro il modesto Montpellier.

Spinti dall’entusiasmo delle nuove esperienze e rinvigoriti da qualche gol nelle rispettive squadre, i due non avevano perso tempo a sputare nel piatto in cui avevano mangiato fino a qualche settimana prima, sparando a zero sull’ambiente, sulla dirigenza e sui compagni. Gesto vile e poco rispettoso nei confronti di una società che non solo li aveva lautamente pagati, ma che era riuscita a portarli sul tetto del mondo (un’impresa che mai il ghanese avrebbe pensato di raccontare ai nipotini).

Chi ben comincia, però, non sempre è a metà dell’opera: nel giro di 5 mesi, infatti, Sulley e Thiago sono stati prontamente “puniti” dal destino. L’ex Udinese, arrivato sull’altra sponda del Naviglio con il Milan in testa alla classifica e convinto di poter sventolare il tricolore in faccia ai suoi ex compagni, è stato condannato proprio dall’Inter in occasione del derby perso 4-2; mentre l’italobrasiliano, nonostante il gol di ieri e i milioni spesi dal club parigino per allestire una squadra da all-star game, non è riuscito a evitare di concludere la stagione con “zeru tituli”.

Per entrambi non poteva esserci epilogo più triste, ma almeno potranno dire di aver imparato una preziosa lezione: la prossima volta, prima di parlare, aspetteranno maggio…